Archivi annuali: 2010

La tratta di Viserba: oggi pranzo con pesci a chilometro zero

In questi giorni sulle spiagge riminesi si sta rievocando la tratta, una forma di pesca in disuso da decenni, ma che caratterizzava il nostro litorale. Grazie ad una speciale autorizzazione della Capitaneria di Porto la Pro Loco Ghetto Turco di Rimini, con l’aiuto di alcuni pescatori esponenti storici della marineria viserbese, butteranno la lunga rete in quattro “calate”: due sulla costa nord della città, due nella zona sud (ieri, sabato 4 settembre, erano a Viserba, sulla spiaggia dei bagni 37-38; oggi, domenica 5 settembre, faranno il bis a Viserbella al bagno 40, alle 16.30; venerdì 10 a Miramare, bagni 139-140; sabato 11 a Marebello, bagni 99-100).

“La tratta – scrivono Gianni Quondamatteo e Giuseppe Bellosi nel libro ‘Romagna Civiltà’ (Grafiche Galeati, 1977) – era un’antica forma di pesca che si esercitava nei bassi fondali sabbiosi, lungo le spiagge adriatiche, in primavera, autunno e in parte anche d’estate. Le ore migliori erano quelle dell’alba e della prima mattinata. Il pesce, spesso molto abbondante, variava da stagione a stagione. In primavera si catturavano seppie, cefali, corvine, canaròl (triglie femmine rigonfie d’uova), branzini, ed infine cianchetti, paganelli, pignoletti, gamberi, pesci-ragni, qualche anguilla, rombi e soasi. I mesi estivi vedevano la scomparsa delle seppie, mentre aumentava il pesce turchino, in particolare modo i sardoni. Erano molto apprezzati, e richiesti in pescheria, “i sardun d’la trata”. Le aguglie apparivano in grandi quantità nei mesi autunnali. Per quanto concerne Rimini, i luoghi più pescosi erano nel tratto tra il molo di levante e la zona prospiciente Piazza Tripoli, e in particolare modo “sòta la Palèda”, “t’la bàca dl’Eusa” e “in faza la Cisa nova”. Le ultime tratte più note: quelle di Berto ad Ragnoun (un Conti di Rivabella), Guerino de Dievul (Guerrino Bianchi) della Barafonda, E’ Nir di Viserbella, Bagaròz (Ricci), Albinéin e Gesaroli.”

Per rievocare suoni, luci e colori della tratta, vale la pena andare a rileggersi la poesia del poeta viserbese Elio Pagliarani: “A tratta si tirano“, dal poemetto “La ballata di Rudi”.

Intanto, Cristella, spettatrice in duplice versione (per il Resto del Carlino e per l’associazione L’Ippocampo Viserba) oggi pranzerà con cefali arrosto del mare davanti a casa sua: decisamente freschi, meno che “a chilometro zero”, gentilmente offerti da Bertino Astolfi, Roberto Biagini, Rolando e gli altri pescatori che hanno organizzato l’evento.

Ecco la Saraghina, che ammorbava la spiaggia

Di Fellini e del suo rapporto con Rimini si è detto molto. Questa estate, ancora una volta, l’argomento è tornato d’attualità a causa (per colpa) dei casini – non quelli della Dora in via Clodia – creati dalla Fondazione intitolata al Maestro…

Come vedeva, Fellini, i riminesi? Certamente pataca, probabilmente un po’ cucali e sipulein, forse anche saraghine… Nulla di offensivo, perché lo sappiamo, di essere così… di sicuro andiamo dietro al garbino.

Ecco cosa scrive sulla saraghina il nostro Gianni Quondamatteo nel suo Dizionario Romagnolo Ragionato.

Saraghina – ittiol, papalina, spratto (Clupea sprattas). Pesce turchino, parente povero nella famiglia dei clupeidi, alla quale appartengono l’acciuga o alice, a sarda o sardella, la cheppia e l’aringa. Era una volta – e qui ci pare di ripetere la solita fiaba – il pesce che si acquistava, insieme ai paganelli, per soddisfare il gatto. Oggi è riscoperta e rivalutata, e costa cara. I periodi migliori sono i mesi di marzo e aprile e 40 giorni prima e dopo i “Morti”. Nei periodi suindicati, e appena pescata e cotta sla gradèla (sulla graticola) è un’ottima cosa. Intorno agli anni ’20, cioè subito dopo la prima guerra mondiale, le tratte ne pescavano a tonnellate: restava sulla spiaggia a imputridire e ammorbare l’aria, i contadini se ne servivano come concime. Federico Fellini ha chiamato Saraghina un personaggio del suo film “8 e 1/2”. Di donna magra oltre il lecito si dice ‘l’è na saraghina‘ (è una saraghina).

Casalinghitudine per soli uomini: a Rimini c’è!

Probabilmente molti corsisti verranno iscritti “volontariamente” dalle rispettive mamme, compagne, fidanzate e mogli. Quella che inizierà il 18 ottobre è già la terza edizione e Cristella conosce personalmente un paio di partecipanti del passato… diplomati a pieni voti e premiati con matterello e parananza.

Si tratta del corso gratuito, voluto dalla Consigliera Delegata alle Pari Opportunità e alle Politiche di Genere della Provincia di Rimini, dal titolo “Io… scommetto che ci riesco! Laboratorio pratico di cucina ed economia domestica per soli uomini“.

“Il progetto è dedicato a tutti gli uomini che hanno deciso di cimentarsi con le piccole e grandi prove della vita quotidiana”, si legge nel pieghevole illustrativo. Io aggiungerei: “anche a quelli che non l’hanno proprio deciso, ma si trovano obbligati a farlo”.

Mi vengono in mente, in prima battuta, tutti coloro che per vari motivi non hanno più (o ancora) una donna/cameriera/schiava a propria completa disposizione: separati e divorziati, vedovi, single di ritorno, figli maschi che decidono di tagliare l’ingombrante cordone ombelicale. Ma anche, nel segno dei tempi, i cassintegrati e coloro che hanno perso il lavoro: vietato stare a bighellonare, l’imperativo è “darsi da fare anche in casa!”.

Imparare, finalmente, che anche ‘casalingo’ è una qualifica professionale degna di rispetto.

Il corso si svolgerà dal 18 ottobre al 25 novembre, ogni lunedì e giovedì dalle ore 20.00 alle 23.00.

Ecco il programma: Continua a leggere

Principesse viserbesi e fatine alate

C’era una volta…

Una Principessa che aveva tanti desideri. “Cavalcare un delfino”.

E ci riuscì.

E poi: “Disegnare cartoni animati”…

E… quasi quasi. Anzi, di più!

Chi l’avrebbe mai immaginato che le fatine magiche Winx potevano realizzare i desideri delle Principesse, anche quelle che hanno lasciato la Reggia di Viserba per il Grande Regno di Roma???

Mistero mistero… Aspettatevi solo di vedere, in ottobre, una Regina Cristella gongolante che, al cinema, invita tutti a rimanere seduti fino alla fine, per leggere nei titoli di coda il nome della sua mitica Princess Number One!!!

Intanto, per un primo indizio, leggete questa notizia.

Un Ippocampo da applausi… (la modestia è il nostro forte!)

Qualcosa di diverso, per la piazza di Viserba: l’evento-spettacolo sul filo rosso della storia locale organizzato sabato scorso dall’associazione “L’Ippocampo Viserba”  in collaborazione col Comitato Turistico ha registrato il “tutto esaurito”.

Sabato sera sono andati in scena ricordi, immagini e racconti delle diverse epoche che ha vissuto la cittadina, dalle prime ville costruite dai signori attirati dalla ricchezza delle acque, ai fasti della Belle Epoque, coi ricchi villeggianti che scendevano in spiaggia con la servitù al seguito. E ancora: i numerosi locali da ballo, i mestieri legati alla spiaggia e al mare, l’evoluzione della moda dei costumi da bagno, le canzoni che imperversavano a quei tempi.

“Siamo molto soddisfatti della riuscita dell’evento – ha detto il presidente dell’associazione Pierluigi Sammarini – Gli applausi del pubblico, composto da concittadini e turisti affezionati, confermano che l’attività del nostro ‘laboratorio urbano della memoria’ è utile e apprezzata. Ringrazio per il grande lavoro volontario tutti i soci e coloro che hanno contribuito, in varia maniera, alla buona riuscita della serata: i musicisti Augusta Sammarini e Anacleto Gambarara, il cantante Sauro Bertozzi, il poeta e scrittore Michelangelo Coviello che ha letto una poesia del suo e nostro amico Elio Pagliarani, il grande showman Vittorio Corcelli, l’aviatore e scultore Bruno Militi, il pittore Fernando Gualtieri e la signora Yvette, il giornalista e storico Manlio Masini, il Museo delle Piccola Marineria di Viserbella, il presidente e i collaboratori del Comitato Turistico. Ricordo a tutti che L’Ippocampo continuerà, fino alla fine di agosto, ad essere presente in piazza Pascoli ogni martedì sera nell’ambito del mercatino dell’artigianato e che molto del materiale raccolto è consultabile nel nostro blog e nel sito (www.ippocampoviserba.it).”