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Chi non canta con Lady Oscar, invidia lo colga!

In una calda sera di luglio, la scorsa estate, mi sono ritrovata a cantare insieme ad altri “luloni” come me le canzoni delle sigle dei cartoon che andavano in televisione una trentina d’anni fa. 

Era alle Celle, per la tradizionale festa per i bambini riminesi organizzata dalla Banca del Tempo del Quartiere 5. 

Quando hanno iniziato a suonare i musicisti invitati per quella sera, i ragazzini si sono subito seduti di fronte al palco, con le mani ancora impiastricciate dallo zucchero filato, mentre i genitori si posizionavano intorno, un po’ all’ombra. Tutti incuriositi per quei personaggi in costume, truccati e imparruccati come gli eroi della Tv, che con chitarre e tastiere si preparavano ad animare la festa. Dopo un paio di canzoni non si capiva chi, tra piccoli e grandi, stava divertendosi di più.  Avete presente gente dai quarant’anni in su segnare il tempo coi piedi e con le mani cantando a memoria la canzone di Ufo Robot? 

                                                    Si trasforma in un razzo missile, 

con circuiti di mille valvole, 

tra le stelle sprinta e va! 

Ufo Robot! Ufo Robot!

Avete presente Capitan Harlock? E’ Marco, chitarrista e cantante. E Tigerman? E’ Paolo, cantante e leader della band. Dentro la tuta rossoblu di Spiderman c’è Piersante, tastierista e vocalist. Il giustiziere Zorro, anche se mascherato, l’ho riconosciuto: è il chitarrista viserbese William. Sotto la chioma bionda di Lady Oscar, sorride Helga, brava cantante e moglie, mi pare, di Capitan Harlock. Goku è Stefano, il percussionista. Al basso elettrico c’è Carlo, che con un berretto in testa si trasforma in Carletto, il principe dei mostri. 

Finalmente, in quella bella serata, ho capito cosa fosse una Cartoon Cosplay Band.

L’ho imparato conoscendo dal vivo la Flotta di Vega (che “ha la sua astronave madre parcheggiata a Rimini”, come viene specificato nel sito con blog incorporato).  I componenti della Flotta di Vega sono degli adulti seri e rispettabili (almeno così sembra…) che uniscono la passione per la musica con quella per i cartoni animati e per le serie Tv che hanno amato da giovani. Operai, impiegati, padri (e madri) di famiglia.

Hanno partecipato al Cartoon Club, manifestazione che si organizza a Rimini da diversi anni, e ultimamente al Lucca Comics, altro evento clou per fumettomani & co. Ogni volta suscitando curiosità e meritando applasi. 

Li potete vedere e ascoltare qui. Se vi vergognate a chiamarli per animare le vostre, di feste, potete far credere che li volete per i bambini del quartiere o della parrocchia. O per il compleanno dei vostri figli, perché no. L’importante è che non dimentichiate di invitare anche genitori e zii: ve ne saranno grati, perché saranno quelli che apprezzeranno di più! 

A me piacciono perché: sono di Rimini, sono bravi cantanti e strumentisti, mi fanno ricordare l’adolescenza, fanno divertire i bambini ma anche i genitori e i nonni, si esibiscono rigorosamente dal vivo e a scopi benefici. 

Mi sono simpatici anche perché quando ci sono loro realizzo di non essere l’unica “lulona” che ogni tanto sa gioire, nonostante il grigiore e i problemi della quotidianità adulta. 

Visto che ci sono, vi segnalo anche Memoria bambina, un interessante sito (che mi ha fatto conoscere la mia amica blogger Marina Garaventa, la Principessa sul Pisello) che raccoglie le canzoni delle sigle Tv, dei telefilm, delle pubblicità che hanno fatto parte della nostra vita: da Orzowei a Donna Rosa, da Happy Days a Furia cavallo del west… 

E chi non ride e canta con noi, rabbia (e invidia) lo colga!     

 

Nuove regole di buona scrittura. Per ridere un po’

Lo so, lo so, ogni tanto vesto i panni della “Maestrina dalla penna rossa”: quando si tratta di segnalare refusi ed errori di ortografia fatti dagli altri sono eccessivamente pignola, rischiando spesso di non accorgermi delle sviste mie…
Queste frequenti inesattezze sulla carta stampata sono dovute anche al fatto che nelle redazioni dei giornali non lavorano più i cari e precisi correttori di bozze di una volta. Ora tutto è affidato alla tecnologia, che ragiona a modo suo.

Tanti errori, anche quelli in cui inciampano i comunicati ufficiali di enti e amministrazioni, sono spesso figli del correttore automatico di word.

Un esempio personale? Il mio cognome ogni tanto diventa un rassicurante Cuccioli, mentre Viserba, la cittadina in cui abito, viene velocemente convertita in Riserba.
Per restare in tema, oggi un quotidiano locale titola così: “Alcol vietato. Lombardi spinge la Regione ha impugnare la legge”.

Io avrei scritto “alcool” e “a impugnare”. Sulla prima correzione (la doppia “o”) forse sono ammissibili le due versioni. Sull’acca di troppo, invece, direi che l’errore è proprio grave!

E’ pur vero che per i quotidiani l’elemento “fretta” gioca il suo ruolo: scrivi adesso e fra due ore è già tutto stampato in qualche migliaia di copie, che fra otto ore saranno sui camioncini dei consegnatari e fra dieci sui banchi delle edicole. E chi corregge più?

Col blog, invece, se ti accorgi di aver sbagliato puoi sempre porre rimedio, magari dopo qualche giorno.
Per questo motivo ho ricontrollato – prima, dopo e dopo ancora – un nuovo arrivato in rete che era stato segnalato dall’amica blogger. Mi sono trattenuta dal lasciare un commentino velenoso (“Meglio ignorare”, ho pensato). Però, fa un brutto effetto, quando apri l’home page di uno che si presenta come giornalista di lungo corso e collaboratore di quotidiani a tiratura nazionale e ci trovi scritto, in bell’evidenza: “Un’altro blog? Il perchè.”
Passi per quell’accento grave che andrebbe immediatamente sostituito (e qui il correttore automatico aiuterebbe), ma l’apostrofo! La “Maestrina dalla penna rossa” lo boccerebbe di corsa, questo scolaretto!
… e gli farebbe studiare a memoria le regole di buona scrittura che ho copiato da un’altro blog (acc… è scappato un’apostrofo – anzi due – purammé!).
Alcune regole di buona scrittura


1) I verbi avrebbero da essere corretti
2) Le preposizioni non sono parole da concludere una frase con
3) E non iniziate mai una frase con una congiunzione
4) Evitate le metafore, sono come i cavoli a merenda
5) Inoltre, troppe precisazioni, a volte, possono anche, eventualmente, appesantire il discorso
6) Le indicazioni tra parentesi (per quanto rilevanti) sono (quasi sempre) inutili
7) Siate press’a poco precisi
8) Attenti alle ripetizioni, le ripetizioni vanno sempre evitate
9) Non lasciate mai le frasi in sospeso perché non
10) Evitate sempre l’uso di termini stranieri, soprattutto sul Web
11) Siate sintetici: cercate di evitare di cadere nell’errore di abbondare nell’utilizzo di vocaboli tronfi ed espressioni ridondanti, ovvero in tautologismi generalmente destinati a rivelarsi superflui
12) Evitate le abbreviaz. incomprens.
13) Mai frasi senza verbi.
14) I confronti vanno evitati come i cliché
15) Evitate le virgole, che, non, sono necessarie
16) Non usare paroloni a sproposito: far ciò è come commettere un genocidio
17) Imparate qual’e’ il posto giusto in cui mettere l’apostrofo
19) “Non usate citazioni”, come diceva il mio professore
20) Evitate il turpiloquio, soprattutto se non serve ad un cazzo
21) C’e’ veramente bisogno delle domande retoriche?
22) Come vi avranno già detto centinaia di milioni di miliardi di volte, non esagerate
23) Solitamente, non bisogna mai generalizzare

Il mio futuro? Al centro della circolazione “a stanze”…

Dopo favole, sospiri, preghiere e poesie, è tempo che Cristella apra gli occhi sulla realtà.

Spazio, dunque, al pragmatismo più attuale. Dal privato più privato, passiamo a qualcosa di pubblico-privato.
E’ passata. Con un “sì condizionato”, ma è passata.
Lunedì sera il Consiglio di Circoscrizione del Quartiere 5 (a maggioranza) ha dato l’ok alla variante dell’ex Corderia di cui si sta discutendo animosamente da diverso tempo e di cui ho già scritto in precedenza (post 1, post 2).
Ribadendo che il PRG approvato nel 1994 e ratificato successivamente dal Consiglio Comunale di Rimini è intoccabile e che i privati hanno acquisito sacrosanti diritti giuridici, i tre assessori comunali intervenuti (Paola Taddei, Antonio Gamberini, Andrea Zanzini) hanno tessuto le lodi di quanto fatto dall’Amministrazione in questi anni. Come poteva essere altrimenti?
“Prima le case, poi le strade.” Questo è l’imperativo a cui i riminesi sono stati abituati (la via Sozzi è ancora lì che attende, per citare solo un caso che vedo dalla finestra).
Questa volta si parla di strade da sistemare in contemporanea, se non prima, dell’intervento edificatorio. Almeno è in tal senso che è stata vincolata la società proprietaria del terreno, che a quanto pare sta agendo con spirito collaborativo. Vedremo.
Comunque, a proposito di strade, il dirigente alla mobilità, ingegner Totti, lunedì ha illustrato il suo progetto di viabilità per tutta la “zona ampia” che comprende “anche” la Corderia.
Eh, sì, perché qui si parla pure della via Beltramini diventata quasi un’autostrada, del mega-Peep non ancora terminato, del polo scolastico (con asilo nido, materna, elementari, medie, due istituti superiori già presenti e un altro in costruzione) e… di casa mia.
Mi ci troverò giusto in mezzo – accanto ad una nuova rotatoria che sarà un grande punto di snodo – a quella che Totti definisce “circolazione a stanze”: senso unico in direzione monte-mare su via Marconi (con pista ciclabile e senza sacrificare i 96 platani secolari) e il cosiddetto “anello” delle vie Beltramini, Sacramora, Amati, Fattori, Popilia.
Da un calcolo approssimativo che ho curato per il settimanale Il Ponte (articolo che sarà sul numero in edicola fra tre giorni), vien fuori che nella mia zona fra qualche anno ci saranno almeno 1.500 appartamenti in più (calcolo sicuramente sottostimato), a cui vanno aggiunti i piccoli e grandi insediamenti direzionali e commerciali previsti dalle varie schede del PRG.
Quante automobili in più porterà questa trasformazione? Quanti bambini che dovranno andare a scuola, quanti anziani che non sanno dove passare il tempo e rischiano la vita ogni volta che scendono in strada? Insomma, quale sarà la qualità di vita del “dormitorio viserbese”?
Un lumicino di speranza, però, me l’ha acceso lunedì l’assessore.
“Su viabilità e ambiente abbiamo recepito le critiche e i suggerimenti del Quartiere – ha affermato Gamberini – Alla Corderia faremo uno degli interventi di maggiore qualità, su ambiente e viabilità, che la città di Rimini abbia mai avuto.”
Beh, i casi sono due: o comincio già a ristrutturare casa, prevedendo di poter stare poco tempo in giardino a causa dello smog ed installando doppi vetri antirumore (e dunque impianti di aria condizionata che ancora non ho perché ritengo danneggino l’ambiente), oppure… mi faccio regalare dal marito un bell’appartamento nuovo dentro l’area dell’ex Corderia.
Lì, almeno, l’ambiente è salvaguardato. Me l’ha detto l’assessore.

[tags] corderia, viserba, rimini, abitabilità[/tags]

Prossimamente su questo schermo: “La cementificazione di Rimini Nord non si ferma all’ex-Corderia”.

Ancora in situazione di stallo causa black out domestico, utilizzo il webmaster Doruchan per postare “a distanza” (lei è a Roma, raggiungibile tramite email, possibilità che l’internet point pubblico mi dà, grazie a Dio).
Torno a parlare dell’ex Corderia di Viserba, ancora oggetto di dibattito (decisamente acceso, con lancio incrociato di coltelli, verrebbe da dire) in Quartiere, segnalando il bell’articolo di Michele Marziani sul suo blog Appunti di viaggio.
Sulla trasformazione della zona di Rimini Nord, in questi ultimi 10-15 anni oggetto di un’edificazione selvaggia, ho scritto pagine intere su Il Resto del Carlino e su Il Ponte. Purtroppo altre ne verranno: proprio in questo periodo sto preparando un’inchiesta su tutti gli altri progetti che sono ancora sulla carta, quasi tutti già approvati, che aggiungeranno cemento a cemento.  

La questione della nuova fotografia di questo quartiere implica più di un problema. Primo fra tutti la mancanza di infrastrutture e di servizi: asili, scuole, centri aggregativi, piazze con panchine per gli anziani, strade adatte all’aumento esponenziale del traffico. Ci si chiede anche chi comprerà tutti questi appartamenti. Pare infatti che ci sia un po’ di crisi di mercato: scorrendo le pagine degli annunci, si capisce che l’offerta già ora supera la richiesta (prezzi molto alti, dicono).

Last, but not least: questa era una zona a vocazione turistica, “produttiva”, in tal senso. Voglio dire che pensioni, alberggi, negozi davano lavoro a centinaia, forse migliaia di donne e uomini. Ora, con la trasformazione in “dormitorio” del quartiere, anche le strutture alberghiere tendono a virare rotta, preferendo appendere l’insegna di “residence”. Tradotto: meno turisti e conseguente cancellazione delle opportunità lavorative.
Vorrei avere una macchina del tempo per vedere come sarà la mia Viserba fra dieci anni. Avrò quasi l’età della pensione, mi piacerebbe essere già nonna. Mi chiedo se ci saranno spazi (e la possibilità fisica) per uscire di casa spingendo un passeggino senza mettere a rischio l’incolumità, se ci sarà qualche parco ombreggiato dove fermarsi a chiacchierare con le altre nonne, un luogo dove incontrare altre persone e fare attività culturali (non le solite partite a carte e i valzer dei centri anziani di oggi, per favore!).
Potrei anche pensare di cambiare città, ma temo che il problema sia condiviso quasi ovunque…

La storia di Viserba scritta nella vecchia Corderia

Una pagina intera. Non speravo tanto!
Quando, l’altro ieri, ho proposto al direttore de Il Resto del Carlino di Rimini un pezzo sulla vecchia Corderia di Viserba, non speravo certo in una pagina intera del giornale, con tanto di fotografie.
Oggi la quarta pagina è quasi tutta mia!
Qualcuno riderà di questo mio entusiasmo… Eppure questi, secondo la filosofia di Regina Cristella, sono tocchi di bacchetta magica.
Non mi faranno ricca, ma gratificano alquanto.
Riporto qui di seguito i testi integrali che avevo preparato in prima battuta e che poi, nella parte storica, ho dovuto giustamente tagliare (sennò ce ne sarebbero volute due, di pagine). Questione di moduli: chi è del mestiere può comprendere.
Peccato solo che il giornale stampato non abbia le prerogative del web: qui, infatti, potete vedere tutta l’area ripresa dal satellite, mentre qui una serie di fotografie secondo me meritevoli di essere esposte in una mostra ad hoc (di Jguana Jo, che ancora non conosco).

So che ogni tanto passa da questo blog qualche amministratore del mio quartiere e della città: fateci un pensierino, alla mostra storica nella “Nuova Corderia”, se mai ci si metterà d’accordo su come dovrà essere… Continua a leggere