Archivi annuali: 2009

La nostra Notte Rosa

Come rendere proficuo ed utile il Capodanno estivo?

Della serie: “Se lo dovessimo fare per lavoro… neanche a frustate!”

Cioè: la nostra Notte Rosa.
Venerdì e ieri sera Cristella e Re Consorte, muniti di tesserino di Volontari (la maiuscola non è casuale: è giunta voce che qualcuno di passaggio a Viserba, forse un po’ miope, non l’abbia notato) hanno “perso” il loro tempo a gonfiare palloncini in piazza chiedendo, in cambio, un’offerta per lo IOR, l’Istituto Oncologico Romagnolo…

Gli amici blogger e di Face Book Danda e Paolo, “en passant”, da bravi reporter hanno immortalato i due regali coniugi nel mezzo del loro impegno. Nella foto, scattata in piazza Pascoli, si nota una Cristella piuttosto stanca, che aveva appena conquistato la sedia dopo tre ore in piedi…

4 luglio 2009

That’s all, folks!

Che sollievo e che soddisfazione, col Forster’s suppostone!

la torre di Forster progettata per Rimini

Accade abbastanza spesso che nell’impaginazione o nella titolazione dei giornali si incorra, più o meno consapevolmente, in situazioni imbarazzanti o del tutto comiche. Magari Cristella sarà esageratamente maliziosa (ricordate la faccenda pezzi grossicon Luca Cordero di Montezemolo?), ma quando, ieri, ha aperto il paginone de Il Sole 24 Ore (inserto “Rapporti. Emilia-Romagna“) non ha potuto fare a meno di sorridere.

L’argomento è “Nuova skyline per il lungomare romagnolo“. Si illustra uno dei tre progetti archystar che la città di Rimini ha commissionato per ridisegnare sé stessa.

Il lungomare progettato da Norman Foster è incentrato su un grattacielo (sì, un altro!) che, nelle intenzioni del noto architetto, dovrebbe ricordare le forme di una donna (forme felliniane, naturally). Struttura che diversi detrattori, nei mesi scorsi, avevano battezzato “il suppostone“, paragonandola alla torre di Londra (che certamente rende meglio l’idea…).

la torre di Forster a Londra
Comunque, dove sta il lato comico?

Presto spiegato: la metà bassa della pagina che ospita l’articolo sul quotidiano color salmone, nonché la gigantografia del suppostone riminese, è occupata da una pubblicità che, a caratteri cubitali, esordisce: “Emorroidi: ora la chirurgia non fa più paura!”

Volendo insistere con l’ironia, Cristella ha notato che anche alcune frasi del messaggio pubblicitario potrebbero essere collegate alle critiche di chi vorrebbe, per Rimini, interventi meno rivoluzionari e più conservativi.

Qualche esempio?

Per trattamento mini-invasivo si intende un approccio chirurgico conservativo, vale a dire un intervento nel quale solitamente non vengono asportati tessuti: in tal modo si riescono a preservare le parti anatomiche deputate alla funzione della continenza.”

Questi trattamenti ‘gentili’ riducono per quanto possibile i traumi dell’intervento stesso.”

Queste metodiche poco invasive sono le più apprezzate dai pazienti, in quanto rispettose della fisiologia...”

E, per sorridere un altro po’, la conclusione.

Un’elevata percentuale di pazienti trattati sino ad oggi riferisce con sollievo la propria soddisfazione nel riprendere le proprie attività lavorative e di svago.”

Ahhhhh, che sollievo e che soddisfazione, col Forster’s suppostone (fa pure rima!)…

Av salùt!

Una bella recensione a Cristella

Diciamo la verità: anche Cristella è sensibile ai complimenti…

Con qualche giorno di ritardo (e di ciò mi scuso con l’autore) ho letto la graditissima recensione scritta dal giovane poeta Riccardo Bertozzi e pubblicata sul suo sito il 16 giugno.

Ricky ha colto in pieno il senso del mio libro “Trama e ordito, mamme che tessono la vita” e, da poeta qual è, dimostra grande sensibilità e coinvolgimento nell’illustrarlo.

Che dire? Grazie! Con un grande sorriso in “stile Regina Cristella”…

Le cose che piacciono a me: le Donne vere sono le “altre”

Il Buongiorno di Massimo Gramellini (prima pagina La Stampa di oggi).

Titolo “L’altra donna”.

Questo è uno di quegli articoli che ti riconciliano con i giornali (e con i maschi in genere). Lo dedico alle donne della mia vita: le due figlie, le due sorelle, le due cognate, la nipote e le tre pronipoti, le amiche vicine e quelle di FB e del blog, le colleghe, la suocera, la mamma (che chissà da dove mi sorride ancora). Tutte, tutte sono Donne “altre”, grazie a Dio!

“Come portavoce autonominato della Opposizione Estetica, mi permetto di esprimere tutto il mio sommesso disgusto per il prototipo di donna che emerge dagli scandali di queste settimane, che poi è la stessa donna che vediamo paparazzata nelle feste della Roma Cafona o issata sui troni di cartapesta di certi programmi televisivi. Bella di una bellezza vistosa e ritoccata. Vestita e truccata come la maschera di un trans. Aggressiva, sgangherata, ignorante. Non so per quale ragione certi uomini di potere abbiano una predilezione per lei.

Immagino perché non li mette in discussione. E’ una donna-sofà, a cui il potente si rivolge per scaricarsi e rilassarsi, con lo stesso spirito con cui davanti al televisore preferisce una gara di rutti a un programma di storia. So però che sopravvive un altro genere di maschi e che a questi maschi continua a piacere l’altra donna. Quella che non sghignazza, ma sorride. Che non mostra, ma allude. Che non seduce con le microgonne, ma con gli spacchi. Che conserva intatto il mistero femminile e intriga l’uomo che cerca di entrarvi in comunione. Che non si rifà, ma ha cura di sé. E sa coltivare sogni più larghi di una passerella scosciata in tv.

Di quest’altra donna i media non parlano più, al punto che qualcuno è arrivato a preconizzarne la scomparsa. Mai la realtà fu così lontana dalla rappresentazione. L’altra donna esiste e cammina ogni giorno accanto a noi. A scuola, in famiglia, in ufficio, sul tram. Basta solo ripulire un po’ lo sguardo per riuscire a cogliere la sua meraviglia.”

Pillola di saggezza in dialetto

Alla Festa delle Viole organizzata dall’Istituto Oncologico Romagnolo presso il favoloso Castello del Poggiano, ieri sera una gentile signora di Santarcangelo – mia vicina di tavolo – ha profferito la seguente pillola di saggezza.

“Diceva sempre  mia nonna…

quand ch’avdòi

ch’la è bèla bèla,

nu cridòi,

c’la n’è acsé bèla.

Mo quand ch’avdòi

ch’la è brota brota,

nu cridòi,

ch’la n’è acsé brota!

Quando credete che sia bella bella, non credeteci: non è così bella. Ma quando credete che sia brutta brutta, non credeteci: non ècosì brutta!