Job talkiamo?

Col titolo “Buon 2008 ai poeti, operai dell’avventura, da JobTalk”, il blog di Job 24, inserto del quotidiano economico più famoso d’Italia (Il Sole 24 Ore), dà la misura di quanto il nuovo spazio web gestito e diretto dalla giornalista Rosanna Santonocito spazi oltre i confini istituzionali che riguardano il mondo del lavoro.

Lo visito e lo commento come “addetta al lavoro”, trovandolo interessante per le mille informazioni e i tanti aggiornamenti che riguardano la mia professione di operatrice in un Centro per l’impiego. Ma anche per il piacere di leggere pagine di giornalismo di qualità che offrono qualcosa di più del puro nozionismo tecnico.

Si parla e si discute di chi il lavoro ce l’ha e di chi lo cerca; di chi lo prende, lo lascia e lo riprende; di chi lo vorrebbe diverso; di chi, donna, pensa che se fosse nata maschio lo avrebbe più qualificato; di chi studia e va all’estero per ottenerlo; di chi lo racconta nei libri e nei blog; di chi lo filma, di chi lo disegna e di chi lo canta… E di chi, come Alda Merini, ne fa poesia.

“L’augurio che non ti saresti aspettato da un quotidiano economico”, così titolerei il post di Jobtalk del primo gennaio e che, semplicemente, riporta la poesia della Merini che copioincollo qui sotto.

Ma anche nell’ultimo inserto settimanale del giovedì Nòva 24 non si scherza: “Oggi è il primo giorno del resto della tua vita”, c’è scritto a tutta pagina. I colleghi si stanno ancora chiedendo perché, come addetta di turno alla rassegna stampa quotidiana, questa mattina mi sia dilungata più del solito a “studiare” il giornale dalle pagine rosa che nessuno di loro vorrebbe mai spulciare…
“Meditate, gente, meditate!”, vorrei annotare per tutti sulle fotocopie che ho distribuito…

E godetevi “l’anno che porti cose migliori”. A partire da oggi, da adesso. E anche da domani, che sarà di nuovo il nostro oggi.
ANNO CHE PORTI
di Alda Merini

Anno che porti cose migliori forse o forse una cornucopia di abbandoni…

Certamente l’amore,

se stringiamo le nostre mani dentro i nostri giorni caleranno i giudizi universali nei nostri auspici:

siamo grandi, ormai, finalmente grandi e forti da credere al delirio della pace che è la sola certezza.

E finalmente i poeti, operai dell’avventura,

canteranno i peana della grazia….

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