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25 febbraio, 2010

La rivincita del dialetto? In teatro (con gli appuntamenti dal 26 al 28 febbraio)

Dodici serate alla parrocchia della Riconciliazione di Rimini, dieci al Teatro Rosaspina di Montescudo, cinque al Tiberio, quattro alla Sacramora… e via dialettando.

Sui palchi romagnoli è in piena effervescenza la stagione di teatro in vernacolo, settore che non sente la crisi e che riempie le platee tra l’invidia delle compagnie che recitano in italiano. Ultimo baluardo della lingua dei nonni, (continua…)

23 febbraio, 2010

Rimini? E’ una dimensione della memoria… (corta)

Filed under: Arte,Fellini,Parole in Libertà,Rimini,Stampa locale — mcm @ 21:59

Federico Fellini in un murales al Borgo San Giuliano di Rimini

Che direbbe il Maestro delle squallide polemiche in corso, da queste parti, sulla Fondazione a lui intitolata?

Si discute di debiti, soldi, incarichi, eredità…
Ma la sua arte? I suoi sogni? Le sue visioni? Il genio?

Rapporto conflittuale anche a 17 anni dalla sua scomparsa. Forse non se ne può fare a meno: cosa ci si può aspettare da questa città, col suo “mare gonfio, verde, minaccioso come una prateria mobile…”?



undefined“Il mio amico Bagarone, il mio compagno di scuola, la mia Rimini.
Stanotte ho sognato il porto di Rimini che si apriva sopra un mare gonfio, verde, minaccioso come una prateria mobile sulla quale correvano nuvoloni carichi, verso terra.

Io, a Rimini, non torno volentieri. Debbo dirlo. È una sorta di blocco. La mia famiglia vi abita ancora, mia madre, mia sorella: ho paura di certi sentimenti? Soprattutto mi pare, il ritorno, un compiaciuto, masochistico rimasticamento della memoria: un’operazione teatrale, letteraria. Certo, essa può avere il suo fascino. Un fascino sonnolento, torbido. Ma ecco: non riesco a considerare Rimini come un fatto oggettivo.

È piuttosto, e soltanto, una dimensione della memoria. Infatti, quando mi trovo a Rimini, vengo sempre aggredito da fantasmi già archiviati, sistemati.
Forse questi innocenti fantasmi mi porrebbero, se vi restassi, un’imbarazzante muta domanda, alla quale non potrei rispondere con capriole, bugie; mentre bisognerebbe tirar fuori dal proprio paese l’elemento originario, ma senza inganni. Rimini: cos’è. È una dimensione della memoria (una memoria, tra l’altro, inventata adulterata, manomessa) su cui ho speculato tanto che è nato in me una sorta di imbarazzo…”

Brani tratti da La mia Rimini, Cappelli, Bologna, 1967

19 febbraio, 2010

Am’arcord: li péguri… chiappala chiappala… quando c’era lui…

L’Arboristeria, scoperta in rete ieri sera, ha catapultato Cristella indietro di 35 anni.

La radio era sempre accesa, dopo pranzo, per non perdere l’appuntamento quotidiano con Gianni Boncompagni e Renzo Arbore e il loro programma cult Altro Gradimento.

Erano gli anni in cui all’Istituto Tecnico Statale per il Turismo di Rimini (allora sezione staccata di quello di Firenze) la nostra classe era “quella di Luciano Corcelli”, il tipico trascinatore, il leader, lo studente che per la sua verve affascinava compagni e professori.

Oggi Luciano è un musicista apprezzato, suona il banjo e altri strumenti con la 1^ Rimini Dixieland Band e con l’Ambassador Marching Band. Figlio e nipote d’arte (suo padre è il cantante/attore/artista Vittorio, suo zio Gino negli anni Sessanta è stato un cantante famoso a livello nazionale) Luciano anche da ragazzino esprimeva il suo estro… arrivando a “sfruttare” i compagni di classe.

Mitiche, infatti, erano le ore buche: lui si metteva sul predellino della cattedra a dirigere l’orchestra, che era composta dalle nostre voci. Ambra, Piera e Cristella (dette anche Le Tre Grazie, con relative battutine qui non ripetibili) fungevano da “trombe”. C’erano gli altri fiati, le percussioni, le corde… Insomma, un divertimento unico, specialmente quando Luciano ci faceva cantare/suonare la sigla di Alto Gradimento, il programma radiofonico che imperversava in quel periodo.

Ogni volta che Cristella ascolta Rock around the clock non può evitare di ricordare l’orchestra vocale del PT, sezione B… Quella di Corcelli.

“Quando c’era lui!”

16 febbraio, 2010

Questa di Marinella è la ricetta vera…

Cristella usa spesso il copia-incolla anche in cucina.

Come raccontato nel postI sapori dell’Adriatico, la scorsa settimana la famiglia s’è riunita attorno al tavolo imbandito dello chef M. M., c’est à dire la cognata Marinella.

La creatività di Marinella e la sua attenzione per le cose belle si esprimono soprattutto nella decorazione di meravigliosi oggetti di porcellana, riservati solo agli amici più cari e ai clienti fedeli dell’Hotel Sporting di Cesenatico.

Ma M.M. si dà da fare pure in cucina e durante l’inverno usa noi parenti (poverini!) come “cavie” per le sperimentazioni culinarie da proporre poi allo chef vero dell’albergo: il bravissimo Sebastiano.

Insomma: ieri nella Reggia di Cristella è andato in onda il tentativo di copia-incolla della cena offerta da Marinella.

Il risultato? Sulle lasagne al ragù di mazzole bisognerà lavorarci ancora: quelle originali erano davvero molto migliori.

Il filetto di branzino, invece, è stato un vero successo! Da ripetere il prima possibile, direi.

Un grazie speciale ai consigli della cognata e al pescivendolo del Mercato Coperto di Rimini che ha sfilettato i branzini…

Ecco la ricetta. (continua…)

14 febbraio, 2010

Alda Merini: “L’umile giunchiglia”

Filed under: Arte,Donne,Parole in Libertà,Poesia — Tag:, , — mcm @ 16:52

Ecco, ho trovato: questa sera a Santa Giustina, durante la festa di San Valentino, leggerò qualche poesia di Alda Merini.

Questa in particolare la dedico al Re Consorte.

L’umile giunchiglia (di Alda Merini)

Dimmi almeno

che oscura meraviglia

già ti prende di me,
che trovi bella
questa sommessa,
e umile giunchiglia
che già ti paragona
a una stella;
dimmi che me divina
e me presente
senti dentro
il tuo letto di piacere,
dimmi che un bacio
fuga dolcemente
tutte le smanie
e tutte le chimere.

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