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23 luglio, 2008

Amarcord: l’anda la s’aruglèva, pièn pièn

Filed under: Senza categoria — mcm @ 17:45

L’anda la s’aruglèva, pièn pièn (l’onda ruzzolava, pian piano).

Alzi la mano chi non ha mai passato qualche ora al chiar di luna in riva al mare in compagnia dell’amato (o dell’amata).

Lo sciabordio delle onde che arrivano – pian piano – a ruglarsi vicino ai piedi nudi; l’argento dei riflessi sull’acqua; le mani che, toccandosi, sembrano sprizzare scintille…

A Cristella capitava trent’anni fa…

Altri tempi!

Adesso, per salvaguardare la sicurezza delle persone, la Capitaneria di Porto, nelle ore notturne, ha dovuto vietare l’accesso alle nostre spiagge.

Ma i ricordi rimangono… Questo post estivo-romantico è suggerito dalla lettura di una bella poesia dell’amico Guido Lucchini (“Luna rufièna”) tratta dalla raccolta “Vécia palèda” pubblicata dall’editore riminese Pietroneno Capitani un mese fa.

Nonostante la chiusura ironica “Luna rufièna” ricrea l’atmosfera…

 

Luna rufièna

 

Amarcord ancora cla volta

cla volta

a sermie in riva e’ mèr.

L’anda la s’aruglèva dré nun

pièn pièn,

anda lèinta, rufièna

cumè la chelda serèda d’agast.

La luna a péch sòra la palèda,

sla su strésa d’arzeint,

la tajeva e’ mèr int e’ mèz

che pu la muriva sla spiagia scura.

Amarcord che a t stranzéva

fort fort tra l’mi brazi.

 

I bès… quant…

Bès cheld cumè l’aqua

ch’la sfurgatèva

ti nost pid schèlz,

bès ch’i saveva ad mareina… ad sèl…

Sèl cumè… sé, però divers, strèn…

Amarcord che a un zert mumeint,

cumè che ta m’avèss lèt te pensiér,

t’a m è sussurè pièn pièn sla timidèza di tu

vint’an…

“scusa, ò magnè la zvàla”.

 

Traduzione

Luna ruffiana
 

Mi ricordo ancora di quella volta

quella volta

eravamo in riva al mare.

L’onda ruzzolava accanto a noi

piano piano,

onda lenta, ruffiana

come la calda sera d’agosto.

La luna a picco sopra la palata,

con la sua striscia d’argento,

tagliava il mare nel mezzo

che poi moriva sulla spiaggia scura.

Mi ricordo che ti stringevo

forte forte fra le mie braccia.

 

I baci… quanti…

Baci caldi come l’acqua

che frugava

tra i nostri piedi scalzi,

baci che sapevano di mare… di sale…

sale come… sì, però diversi, strani…

Mi ricordo  che a un certo momento,

come mi avessi letto nel pensiero,

mi hai sussurrato piano piano con la timidezza dei tuoi vent’anni…

“scusa, ho mangiato la cipolla”.


Guido Lucchini

4 commenti »

  1. Io e il mio Paolo ci conosciamo da 12 anni e le nostre prime serate insieme le abbiamo trascorse proprio al chiaro di luna, qui sul mare di Viserbella! Eravamo a passare qualche giorno qui insieme, da amici, e poi l’atmosfera delle serate di giugno, il mare e anche la luna ci hanno un po’ confuso le idee e al nostro ritorno a Roma… ci siamo sciolti! Bè, non ricordo se a quel tempo era vietato già stare di notte in spiaggia ma a ventitre anni ero un po’ più pazzerella e tanto innamorata… e lo sono ancora! :-) Eh queste ondeee
    Danda

    Commento by Danda — 23 luglio, 2008 @ 19:53

  2. ciao cristella
    eccomi qua di ritorno
    bello questo post
    e molto carina e realistica la poesia
    anche qui da me hanno transennato quella parte di mare meraviglioso che ospitava tutti i fidanzatini della mia città
    sarà pericoloso adesso sostarvici….ma credo che le coppiette ci vadano lo stesso
    il mare e la luna sono le cornici di tutti gli amori
    c’è poco da dire
    buona giornata
    mentina

    Commento by anonima_mente — 24 luglio, 2008 @ 10:34

  3. Ciao,

    Ho letto qualche sul tuo blog con una LIEVE inflessione poetica :-) qualche riferimento a Rimini. Vorrei segnalare il video divertentissimo sulla spiaggia di Rimini tra amici e canzoni stonate….
    http://www.pampero-viaggi.com/2008-08-07/paradisio-bailando/
    Ciao
    Pampero

    Commento by Pampero — 7 agosto, 2008 @ 12:22

  4. Grazie della segnalazione, Pampero: un video al ritmo di vacanza, colore e spensieratezza. :)

    Commento by mcm — 7 agosto, 2008 @ 14:52

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