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Il “ragazzo Elio”, da Viserba

Mio articolo pubblicato sul bisettimanale Il Ponte di oggi. L’intervista risale agli inizi di settembre, e ne avevo già fatto cenno in un precedente post.

Elio è uno dei maggiori lirici italiani. I ricordi e il romagnolo.

Pagliarani con la moglie Cetta (a ds, seduta accanto a lui) e l'amica di famiglia Maria

A Viserba può capitare di incontrare un signore dall’aspetto elegante a passeggio con la moglie, seduto al tavolino di un bar o sotto l’ombrellone con un libro in mano. Ma a chi verrebbe in mente che quell’uomo dai capelli bianchi sia uno dei più importanti poeti italiani, esponente di spicco della neo-avanguardia del Novecento? Riservato ma non scontroso, Elio Pagliarani, abituato a platee letterarie di prestigio, ogni anno torna per le vacanze estive nella natìa Viserba, che lasciò all’età di 18 anni per l’avventura milanese.
Trasferitosi a Roma nel 1960 (dove vive tuttora con la moglie Cetta Petrollo, scrittrice e giornalista, nonché direttrice della Biblioteca Vallicelliana), il poeta non ha mai reciso il cordone ombelicale che lo lega alla terra delle origini.
Sorride e si commuove, nel ricordare mamma Pasquina che, Continua a leggere

Gli intraducibili: la burgazna

Imparata sabato mattina al mercatino di Viserba.

Cristella era già in sella alla bicicletta per tornarsene a casa carica di borse, quando ha sentito il babbo del “fruttarolo poeta” salutare un amico dicendo: “U t’è pas la burgazna?” (Ti è passata la burgazna?)

Secondo voi, cos’ha fatto Cristella?

E’ tornata indietro per chiedere cosa fosse quella parola, mai sentita prima.

Al babbo di Andrea non è parso vero! Continua a leggere

Dietro le quinte: fra lungomare e cabine

Le suggestioni della spiaggia d’autunno sono anche queste.

Barcaal71

Il retro della fila di alberghi e ville posti fra il lungomare e le cabine dei bagnini riserva delle sorprese. Sembra quasi un sipario di teatro (un “dietro le quinte”, ad essere precisi).

In questa grigia mattinata di novembre, solitaria ad ammirare un mare calmo e ad ascoltare il tranquillo sciabordio dell’Adriatico sulla battigia, Cristella ha fissato con la sua macchinetta fotografica il pittoresco  “parcheggio invernale della barca del 71”. Chi è di Viserba sa a cosa ci si riferisce.

Una domanda sorge spontanea: il palazzo è stato dipinto per fare pendant con la chiglia della barca?

O il contrario?

Ah, che dilemmi filosofici, oggi!

Av salùt ma tòt!

Fonte Sacramora: la nostra cura anti erbacce

Cronaca di un tranquillo pomeriggio da cittadini responsabili.

Andrea porta guanti, falcetto e coltello; Cristella rastrello, sacchetti, scopa e paletta. L’appuntamento è per le 14.30 davanti alla Fonte Sacramora. Il parroco domani fa partire da lì una processione che porterà le spoglie di San Giuliano alla chiesa del Borgo, prima del ponte di Tiberio (v. post precedente).

Il Re consorte, che con santi e parroci non va proprio d’accordo, dalla poltrona sbofonchia: “Io non vengo, son tornato ora dal lavoro e non ne sento proprio la necessità”.

Poi, preso forse da qualche rimorso nei confronti dei volenterosi (l’amico Andrea e la sottoscritta), butta là: “Semmai ti accompagno con la macchina”.

Risultato: ha lavorato più lui di Andrea e Cristella, i “pazzi” che avevano avuto l’idea di andare a dare una “radanata“, visto che né Comune, né Hera, né la proprietà hanno mai fatto qualcosa per rendere quel luogo almeno presentabile. Morale della favola: ripeto l’invito a creare una sorta di Proloco. “Associazione Pro Fonte“, fatta di privati cittadini di buona volontà, che riescano a dare il giusto risalto a questo nostro luogo ricco di storia. “Lo faranno gli altri” è una frase troppo spesso sentita: non produce altro che immobilismo o, peggio, passi indietro.

Ecco la foto-cronaca del nostro pomeriggio di “passi avanti” (con un grazie speciale ad Andrea Tonini e Paolo Morolli).

Paolo e Andrea guardano perplessi il lavoro da fare...La Fonte prima della curaFonte20091017 003La Fonte dopo la curaLa Fonte dopo la cura

Dalla Sacramora al Borgo, mille anni dopo

La festa  parrocchiale alla Sacramora, nel prossimo fine settimana, offrirà un’occasione che può definirsi storica: a distanza di oltre mille anni il corpo del Martire Giuliano ripercorrerà il tragitto che nell’anno 963 lo portò dal lido di Viserba , dove era miracolosamente approdato, fino alla chiesa del Borgo che ha preso il suo nome. “L’acqua della fonte continua a zampillare”, scrive nell’invito il parroco don Giuliano.

Il riferimento alla chiusura della Sorgente Sacramora che si era protratta per due anni è esplicito. “Qualche mese fa con alcuni parrocchiani avevamo fatto una sorta di voto – racconta il parroco – promettendo che, nel caso la fonte fosse stata riaperta, per festeggiare avremmo organizzato una processione dalla Sacramora al Borgo.”

E così è stato: la recente riapertura dei rubinetti più che a un miracolo è dovuta a varie vicende amministrative e legali. Ma le promesse son promesse. Quindi sabato 17 ottobre, alle ore 18, l’urna con le spoglie del Santo sarà accolta dai viserbesi nella chiesa di San Vicinio e domenica, a partire dalle 17.30, una processione solenne la riaccompagnerà al Borgo partendo dalla Fonte, luogo del primo miracolo.

Bitino da Faenza: l'Arca col corpo di san Giuliano viene portata dal lido di Viserba al Monastero dei SS. Pietro e Paolo (ora Chiesa di San Giuliano, al Borgo)

Per approfondire la conoscenza degli avvenimenti legati alla storia del Santo venerdì 16 ottobre, alle 21, si terrà un incontro con la professoressa Rosanna Menghi dal titolo “San Giuliano e i santi riminesi”.

Il programma della festa prevede anche una pesca di beneficenza, giochi per ragazzi nei pomeriggi di sabato e domenica, canti e karaoke sabato sera, domenica pranzo in famiglia (prenotazioni al n. 0541 732084, ore pasti).

Il ritrovamento dell’arca e la storia del martire Continua a leggere