Gli intraducibili: la burgazna

Imparata sabato mattina al mercatino di Viserba.

Cristella era già in sella alla bicicletta per tornarsene a casa carica di borse, quando ha sentito il babbo del “fruttarolo poeta” salutare un amico dicendo: “U t’è pas la burgazna?” (Ti è passata la burgazna?)

Secondo voi, cos’ha fatto Cristella?

E’ tornata indietro per chiedere cosa fosse quella parola, mai sentita prima.

Al babbo di Andrea non è parso vero! Una signora così interessata al dialetto e alle sue storie di pesca con la tratta, di soprannomi viserbesi, ad ròba c’l’an si sént piò.

Insomma, mezzora buona, incurante dell’orologio (tanto è sabato, no? la mattina dedicata alla spesa slow…).

Per spiegare cosa significasse quella frase, va benissimo la definizione che ne dà Gianni Quondamatteo nel suo insostituibile Dizionario Romagnolo Ragionato:

burgazna – vago stato influenzale, con raspéin int la gola, malessere: a j ho un po’ d’burgazna. A Riccione burgàg-na sta anche per morbillo, così come in varie parti del riminese dove indica anche la rosolia.

2 pensieri su “Gli intraducibili: la burgazna

  1. danda

    Oilà Cri! Buon Anno Nuovo!!!
    Qui a casa c’è la zia di Irish che ha nominato spesso la burgazna, ma riferendosi a un’erba commestibile (previa cottura) che cresce nei campi. Lei la conosce solo con questo nome, ma quando ci ha una volta indicato le foglie abbiamo pensato che si trattasse della borragine. Non siamo esperti di erbe di campo e quando l’abbiamo chiesto alla nostra guida esperta del GAR ci ha detto che questo nome non lo conosceva… che mistero!
    Evidentemente questo nome è diventato di uso comune per indicare quello che tu hai riportato, forse per il tipico aspetto un po’ ruvido delle foglie… boh?

  2. Cristella

    La borragine (vista oggi insieme al “tuo” Paolo dal fruttarolo poeta) si dice Burazna (senza la G). Forse Burgazna, come immagini tu, proviene da Burazna… mi informerò!

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