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29 luglio, 2009

Lavoro a Rimini: la prospettiva di chi sta “di qua” dalla barricata

Archiviato in: Parole in Libertà — Tag:, , , — mcm @ 22:38

Non solo scherzi, ricette e patacate, Cristella! Perché non scrivi un post utile?

Siccome le ferie sono ancora lungi a venire, la mente fatica a disintossicarsi dalle incombenze “ufficiali” (quelle dell’ufficio) sulle quali passo buona parte della giornata.

L’esperienza trentennale agli sportelli dedicati a chi cerca lavoro (nel 1979 era l’Ufficio di Collocamento, poi è diventata la Sezione Zonale del Lavoro, in seguito trasformata in Scica – Sezione Circoscrizionale per l’impiego e il Collocamento in Agricoltura – e, infine, l’attuale Centro per l’Impiego della Provincia) ha rafforzato una certezza: l’informazione è fondamentale, specialmente quando la materia prima che si cerca scarseggia.

Dunque, in questa fase di crisi globale, vera o presunta, passata o “da venire” (perché anche stasera i telegiornali parlavano già di una ripresa, ma io non ci credo… le file di disoccupati me le aspetto triplicate, a fine agosto…) l’aiuto che può dare un’operatrice del Centro per l’impiego addetta al Servizio Informazione (che non è “informazioni”, attenzione!) può venire utile.

L’aggiornamento di alcune sezioni del sito www.riminimpiego.it fa parte dei compiti quotidiani. Sempre al servizio degli utenti (intesi come persone che cercano, ma anche imprenditori che offrono).

In questa fase di “stagione estiva”, dunque fino a circa metà settembre, è attiva la banca-dati “Lavorare in Riviera“. Completamente gratuita, permette ad albergatori e ristoratori di pubblicare on-line l’offerta di lavoro (che tutti possono consultare selezionando qualifica e zona di lavoro). Allo stesso tempo, dà modo ai lavoratori di caricare il proprio curriculum, tenerlo aggiornato, eventualmente correggerlo ed integrarlo. I dati delle persone disponibili non sono consultabili direttamente, ma vengono comunicati solo ai datori di lavoro che ne facciano richiesta per mansioni corrispondenti. Quasi quotidianamente, si diceva, arrivano anche in questo periodo richieste da parte di imprenditori. Si tratta di “urgenze”, evidentemente per sostituire personale che per un motivo o per l’altro se ne è andato, o per coprire fabbisogni non preventivati… Insomma, chi chiede un cuoco al 29 luglio, vuol dire che ha bisogno di assumerlo subito, fra un’ora! Ecco, allora, che entra in gioco il lavoro di Cristella, con la pubblicazione, nelle News del sito (“Notizie sul lavoro e dintorni”) delle “offerte stagionali fresche di giornata”. Altro link utile, sempre per il settore degli alberghi, è il sito dell’Associazione Albergatori di Riccione, che pubblica una lista di offerte, anche queste sempre aggiornate due volte al giorno.

Per il lavoro “tutto l’anno” (magari!) si va alla sezione CercOffro, dove si trovano, fra l’altro, la griglia delle offerte dei Centri per l’impiego di Rimini e di Riccione, i link ad altri Centri per l’impiego, un elenco di concorsi pubblici, un elenco di corsi professionali

Altro pezzetto del sito che potrebbe essere utile è l’elenco delle Agenzie per il Lavoro di Rimini (e i relativi indirizzi e link), e l’elenco dei siti utili, fra cui quelli di ricerca lavoro on-line.

Un consiglio finale: quasi tutte le grandi aziende, ormai, hanno una sezione “Lavora con noi” o qualcosa di simile.

Un esempio significativo? L’Ikea, che con l’apertura della sede riminese negli ultimi mesi ha creato un vortice inarrestabile di richieste.

“Ma insomma, come si fa per andare a lavorare all’Ikea?”

Risposta: “attraverso il loro sito.”

Se si riescono a superare i vari step della candidatura on-line, nient’affatto semplici, si è già ad un buon punto della selezione! Prima si deve dimostrare di conoscere la “filosofia Ikea”, poi c’è un questionario, eccetera. A questo punto chi “pensa che la cultura Ikea possa motivarlo e appagarlo…” è pronto per inviare la candidatura. Se nell’elenco riportato (uno per i negozi italiani, un altro per l’estero) non si trova quanto desiderato, il sito dà la possibilità di inviare una candidatura spontanea. Finito qui? Macché: prima bisogna registrarsi, comunicando il proprio indirizzo e-mail al quale verrà poi inviata la password che permetterà di accedere al magico mondo dei quiz… e poi non so cos’altro viene richiesto. Ma il senso è chiaro: se è vero che gli Ikea boys devono avere determinate caratteristiche (devono essere giovani, dinamici, svegli, informatizzati, plurilingue, capaci di problem-solving), la prima selezione si fa prima di bussare alla porta. Quindi, non chi chiede “come faccio a mandare il curriculum all’Ikea” vincerà la corsa, ma chi dice “te lo spiego io, come si fa, perché ci sono riuscito!”

Il colloquio di assunzione, naturalmente, sarà così:

colloquio Ikea

Scherzi a parte, comunque, vista la dinamicità del mercato del lavoro e, soprattutto di tutto quanto gira in rete, è quasi impossibile fornire un’Informazione (maiuscola, sì!) del tutto completa e certamente il sito del Centro per l’impiego si potrà sempre migliorare…

Però – gli utenti e il numero di visitatori ce lo confermano – noi, nel nostro piccolo, ce la mettiamo tutta!

“Noi”: cioè Cristella e la squadra di colleghe e colleghi. Semplicemente, ma guarda un po’, impiegati pubblici…

Av salut! Buon lavoro a tutti :)

25 luglio, 2009

Il panarèt, o “lato B”, di Cristella

Archiviato in: Senza categoria — Tag:, — mcm @ 19:48

Non so se succede anche in altre zone…

In Romagna è molto frequente l’uso del soprannome, e’ soranòm, che, come scrive Gianni Quondamatteo, “colpiva sia il singolo individuo, sia il nucleo familiare. Accompagnava il primo dall’infanzia fino alla morte, accompagnava il secondo di generazione in generazione. Impietoso o meno, ridicolo o no, il soprannome personale aveva cento motivazioni cui aggrapparsi, mille giustificazioni da addurre: muoveva da un tratto caratteristico del fisico, a un portamento, difetto, inclinazione, fino alle pieghe del carattere, del cuore, del sentimento. La fantasia, la creatività, l’inventiva nel campo dei nomignoli meriterebbe ben altra attenzione. Restiamo in superficie: il nomignolo colora, accarezza, fotografa colui cui è stato affibbiato: l’ironia è molto spesso presente, la politica non manca, così come, a torto o a ragione, la guerra e i grandi avvenimenti. Il nomignolo del gruppo familiare nasceva spesso, invece, da una distorsione del vero cognome, da una vecchia professione o attività, dal luogo di origine. Il fatto è che nel passato nove persone su dieci, e anche più, conoscevano Bruglìn e non Giovanni Fabbri, Saraghìna e non Giuseppe Rossi. E spesso era il manifesto funebre che ci rivelava, è proprio il caso di dire ‘in extremis’, il vero nome dell’amico defunto.”

Alcuni soprannomi di Gatteo a Mare-Villamarina: Basécca, Spudaprària, Fàbar, Ciavòun, Scarplinèt, Manòz, Muntanèr, Rudaréin, Blèt, Manècia, Sartòun, Zàqual, Marnéin, Stòppa, Balèlla, Ginéin, Gianéin, Bunàza, Calzulèr, Plàza, Passaréini, Bachi,  …
Alcuni soprannomi di Viserba: Pilincìn (i “miei” Morolli”), Fis-ciòun, Zuclòun, Albinéin, Féc, Balélla, Lisandre, Fafìn, Bilèt, Spranghìn, Furmìga, Ligiera, Bagécca, Zanchéglia, Passeròt, Malètt, Ciòca…

Ah, un’ultima annotazione: io sono una Panarèta, cioè la fiòla ad Panarèt (mentre i Cenni, famiglia di mamma Pierina, erano conosciuti come i Giavaréin).

E, sapete cosa riporta il solito Quondamatteo alla voce “panarèt” del suo Dizionario Romagnolo Ragionato?

“Panarèt: panierino, cestello, canestro. Sempre di produzione locale, di vinco, o altra fibra vegetale. Le contadine se ne servivano per portare al mercato uova e formaggio. L’ha un bèl panarèt: il sederino ben disegnato di una giovane.”

Ogni riferimento al mio “lato B” è… ovviamente… puramente casuale.

Av salùt!

20 luglio, 2009

Rimini. Quando la crisi del lavoro si sente anche in strada

Archiviato in: Senza categoria — Tag:, — mcm @ 15:28

“Ma insomma, Cristella, sono quasi le undici e non hai ancora terminato la rassegna stampa, questa mattina? Sbrigati, sù, che dobbiamo aggiornare Il Lavoro in diretta!”

“Porta pazienza, Coordinatore Lungocapelluto: c’è un articolo che… beh, vedi… non so se è il caso di pubblicarlo in un sito istituzionale qual è il nostro.”

“Che sarà mai, Cristella? Le regole le conosci, no? Si parla di lavoro a Rimini?”

“Sì, però…”

“Si parla della crisi globale che non risparmia alcuna categoria, alcuna zona, alcuna fascia di età? Di cassa integrazione e di stipendi che diminuiscono?”

“Beh, sì. Però…”

“Si parla di lavoro stagionale, di alti e bassi? Di rapporti, tipo quelli della Camera di Commercio?”
“Beh, sì, certo: ‘rapporti’ e ‘camere’… Però…”

“Magari c’è anche un accenno ai conflitti fra generazioni, al fatto che sono i pensionati a ‘tener duro’ e  salvare il gap dell’economia e tutte ’ste robe che sentiamo da sempre e ovunque?”

“Sì, sì, Coordinatore Lungocapelluto. L’articolo di Monica Raschi, pubblicato oggi sul Resto del Carlino di Rimini, ha tutti gli elementi per entrare di diritto nella nostra rassegna stampa… Però…”

“Uff, Cristella… Tutti questi tentennamenti fan venir voglia di aizzarti contro Brunettik! Che ti succede, stamattina? Sarà mica la sindrome del lunedì?”

“Va bene, lo hai voluto tu, caro insistente Coordinatore Lungocapelluto. Io ti ho avvisato… Intanto, se vuoi leggerti l’articolo, clicca qui o qui.”

Morale della favola: talvolta la crisi del lavoro e dell’economia si può interpretare – senza timore di sbagliare – attraverso lo sguardo panoramico di chi sta in strada tutti i giorni (anzi, tutte le notti) a contatto con la gente e coi suoi bisogni. Bando ai ‘rapporti’ Excelsior, Istat e via statisticando: meglio ascoltare…ehm… escort e lucciole, che sono pure di moda. Loro, sì, che se ne intendono, di crisi!

Rimini è anche questo.

Av salùt!

17 luglio, 2009

Segnalazione di segnalazioni…

Archiviato in: Senza categoria — mcm @ 16:40

La blogosfera è anche questo: navigando, navigando, ti imbatti in post carinissimi, che avresti voluto scrivere tu.

Oggi trovo, con grandissimo piacere, che la Placida Signora (sì, proprio lei,la mitica Mitì) ha citato i miei strozzapreti in rosa. Ma la scoperta più bella è quella di essere in ottima compagnia: diversi blog da scoprire, ancora, ma uno in particolare che voglio consigliare immediatamente, magari solo per la fotografia di apertura. Eh eh! Leggetevi, dunque, In cucina con Gnegna.

Buona lettura!

11 luglio, 2009

Anche gli strozzapreti stan bene col rosa

Archiviato in: Senza categoria — Tag: — mcm @ 16:13

A distanza di una settimana, da queste parti si parla ancora di Notte Rosa e dintorni…

Ispirata dalle piadine rosa viste in alcune fotografie e servizi Tv, Cristella oggi ha voluto tentare un esperimento cromatico dello stesso tipo, applicandolo però alla pasta che più facilmente le riesce: gli strozzapreti romagnoli, che, grazie alle quasi 15mila visualizzazioni, sono diventati anche un must su Youtube (la propaganda alla nostra bella Romagna passa anche da questi canali, giusto?).

Bene: il sabato in cucina ha prodotto un piatto applaudito da Re Consorte e Principessa Numero Due (la Principessa Numero Uno, da parte sua, potrà riproporlo alle coinquiline romane, ricreando così un po’ dell’atmosfera di “casa”, profumi compresi…).

Titolo: strozzapreti rosa al gorgonzola su letto di radicchio rosso.

Ingredienti per 4 persone.

Per la pasta: mezzo chilo di farina, un uovo, una rapa rossa, un cucchiaino di olio extra-vergine, un pizzico di sale, un bicchiere di acqua tiepida.

Per il condimento: un porro, un radicchio rosso, 1 etto (o più, a seconda dei gusti) di gorgonzola, mezzo bicchiere di latte, mezzo bicchiere di olio extra-vergine, sale, pepe, parmigiano grattugiato.

Preparazione.

Si prepara la pasta come spiegato nel video. Unica variazione: un’aggiunta all’acqua tiepida di una di rapa rossa lessata a pezzetti (acquistata in mattinata dal poeta-fruttarolo Andrea, la vende in un sacchettino sottovuoto), poi frullata direttamente nel pentolino col frullatore ad immersione.

In questo modo la pasta ha preso un bel colorino rosato (forse si può ottenere lo stesso risultato utilizzando un cucchiaio di concentrato di pomodoro, la prossima volta Cristella proverà questa variazione…).

l'impasto rosa

Mentre si pone sul fuoco la pentola con l’acqua per cuocere la pasta, in una padella antiaderente si mette a scaldare l’olio e si aggiunge il porro tagliato a striscioline sottili.

Quandil porroo questo si è ammorbidito si aggiungono il radicchio rosso, sempre tagliato a striscioline, un po’ di sale e di pepe. Si lascia sobbollire, mescolando con un cucchiaio di legno, finché il radicchio appassisce. A questo punto si aggiunge il gorgonzola a cubetti e il latte. Si continua a mescolare, sempre fuoco basso. Quando la pasta è cotta, si scola e la si versa nella padella del condimento. Altri due-tre minuti, sempre mescolando. Si completa con una bella manciata di parmigiano grattugiato.

Nei piatti piani si prepara il “letto di radicchio rosso” (nome pomposo per dire, semplicemente, del radicchio crudo tagliato a striscioline sottili) e si versano gli “strozzapreti rosa al sapore di gorgonzola”.

Voilà! Buon appetito dalla Romagna!

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