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15 marzo, 2009

Gli intraducibili: al luvéri

Filed under: Senza categoria — Tag: — mcm @ 16:56

Nel suo Dizionario Romagnolo Ragionato, Gianni Quondamatteo così definisce la parola luvéria: “ghiottoneria, goleria, golosità; dolce, cosa dolce. Quando, dopo aver mangiato a crepapelle, il ragazzo chiede ancora qualcosa, la mamma protesta: Quest l’è luvéria! (questa è golosità!). La luvéria ad cla dòna la fa epuca: la s’ingola un sac d’luvéri (la golosità di quella donna fa epoca: ingoia un sacco di golosità).”

Ma c’è anche la variante luvarìa, così definita: “golosità. La mamma rimprovera il figlio che chiede questo o quello: l’è tòt luvarìa! (è tutta golosità!). L’è na luvarìa (è una golosità), dico a me stesso mangiando una cosa desiderata. Del bambino spendaccione: e’ va dré ma tòt al luvarii de mond!  (va dietro a tutte le golosità del mondo!).”
Al luvéri, però, dette così, in dialetto, hanno un significato più forte delle semplici “golosità”. Un po’ come Nanni Moretti quando si immerge nel bicchierone di Nutella: al luvéri sono quelle schifezze, quei pastrocchi buonissimi che nessuna dieta mai raccomanderebbe…

Quando Cristella era piccola e viveva a Gatteo a Mare, ogni domenica, appena dopo pranzo, così come gli altri bambini del vicinato, aspettava con ansia la Manèccia, portatrice di luvéri. Era la tipica vecchietta romagnola, col vestitone lungo, il fazzoletto in testa e un grembiule-parananza con grosse tasche piene di chissà cosa. Nel ricordo un po’ sfocato (si parla di oltre quarant’anni fa!) la Manèccia era un po’ strega: i bambini ne avevano soggezione – più che per il suo aspetto – forse perché non concedeva mai sconti.
La vecchia partiva da casa sua, in via delle Nazioni, spingendo a mano un carretto di legno col quale avrebbe percorso le strade del paese. Ad ogni crocicchio i bambini l’aspettavano, con in mano la paghetta appena ricevuta dal babbo. Dieci lire o poco più… Al massimo trenta lire, ma solo se si era stati davvero bravi.

Cosa si comprava? Qualche caramella, le carrube, le liquirizie, i coni-gelato finti. Ma anche cartoccini di ceci, lupini, brustoline e arachidi… La Manèccia teneva queste luvèrie in cesti o bacinelle stretti sul carrettino. Con la carta gialla da salumiere faceva dei cartocci a forma di cono e li riempiva usando dei misurini di legno che a noi sembravano sempre troppo piccoli.

Mentre la Manèccia proseguiva il suo percorso verso i bambini di un’altra strada che l’aspettavano impazienti, noi, felici dei nostri acquisti, ci sedevamo insieme da qualche parte a strafogarci di luvèrie, scambiandoci qualche assaggio dell’una o dell’altra golosità.

Pregustando già la domenica successiva, quando la sagoma nera della vecchietta e del suo carretto avrebbe fatto capolino da laggiù in fondo e ci si sarebbe chiamati da un cortile all’altro: “Arriva la Manèccia! Arriva la Manèccia!”

via Primo Maggio, 1966. La Manèccia sbucava da laggiù, l'angolo con via delle Nazioni

11 marzo, 2009

Speedy: il “sogno realizzato” di una bimba fortunata

Filed under: Senza categoria — Tag:, , — mcm @ 21:50

Un titolo, sui giornali riminesi di oggi, ha attirato l’attenzione di Cristella più di altri: “E’ morto Speedy, il delfino più amato”.

All’età di quarant’anni, a causa di un’infezione batteriologica, l’altro ieri è morto il delfino-papà del Delfinario di Rimini, ospite della struttura sin dalla metà degli anni Settanta, da quando era stato trovato al largo di Pescara.

Speedy e i suoi compagni di vasca sono fra i concittadini più famosi di tutti, probabilmente, visto che ogni estate migliaia e migliaia di spettatori di ogni nazionalità affollano gli spettacoli dove questi simpatici animali si divertono e fanno divertire.

C’è una storia personale molto bella, legata a Speedy, che va raccontata. Sembrerebbe una favola… Invece, è tutto vero: documentato dalla stampa (nientepopòdimeno che il diffusissimo settimanale Topolino – sì, quello, l’unico!).

pagina di TOPOLINO del 21.8.96

“Un sogno realizzato”: titolava il Topolino n. 2126 del 21 agosto 1996. La ragazzina nel tondo è la stessa che si fa trascinare a tutta velocità, immersa in una scia di spruzzi, da due delfini giocherelloni affiancati dal “vecchio” Speedy. Dora, una bimba di dieci anni che in un caldo pomeriggio di luglio vide realizzarsi il suo sogno di nuotare coi delfini: mamma Cristella si stava trasformando in regina con poteri magici proprio in quel periodo…

Tutto iniziò quando Topolino, a cui Dora era abbonata, lanciò una sorta di concorso fra i suoi giovani lettori: “Scriveteci i vostri sogni, noi li pubblicheremo”.

Nel numero 2119 del 9 luglio 1996 venne pubblicata la sua lettera: “Dora, 10 anni, di Viserba (Rimini) vorrebbe possedere una piscina e adottare un delfino, per giocare all’infinito!”

Sulla piscina, Cristella sta ancora lavorando (non si sa mai, nella vita, magari una vincita al lotto…). Per il delfino, invece, si accese una lampadina.

Al Delfinario c’era un amico di famiglia che, a sua volta, era amico dei titolari… Forse quel sogno non era proprio irrealizzabile. Insomma, la bacchetta magica di Cristella si mise in moto. Prima di tutto, riuscì a contattare una redattrice di Topolino (la gentilissima Elena) e le fece la proposta:. “Se mi autorizzate a dire che è per Topolino, forse riusciremo davvero a far nuotare la bimba coi delfini”

La risposta superò le aspettative di Cristella: “Magnifico, signora! Se lei riesce ad organizzare la cosa, siamo disposti a mandare appositamente un fotografo da Milano!”

Non ci fu bisogno dell’inviato milanese, perché il servizio fotografico venne curato dall’amico Alvaro Angelini, grande professionista viserbese, che per l’occasione dichiarò, commosso: “Nella mia carriera cinquantennale questa giornata è stata fra le più belle ed emozionanti.”

Il 26 luglio 1996, nel messaggio alla redazione di Topolino Cristella scrisse: “Il vostro corriere può ritirare le diapositive dal fotografo Angelini di Viserba. Dora, ieri, è stata bravissima; ha nuotato per dieci minuti nella vasca, ha giocato coi cinque inquilini del Delfinario, si è stesa sulla pancia di Speedy e si è fatta trainare a tutta velocità tenendosi alle pinne. E’ felicissima: si dovrebbe capire anche dalle immagini!”

Ecco, Cristella è così: quanto può valere l’espressione di felicità sul volto della piccola principessa, che ben si vede nella fotografia qui sotto?

farsi trascinare da un delfino appoggiandosi sulla sua pancia...

Ciao, Dory. Un beso da MA.MA.MA (mamma matta magica). :)

9 marzo, 2009

I patàca che si ubriacano e passano col rosso

Filed under: Senza categoria — Tag:, — mcm @ 15:47

La tabella che riporto qua sotto è presente in molti locali di Rimini. L’ho trovata scritta in un dialetto romagnolo un po’ rimediato e quindi ho provato ad aggiustare qualche parola e qualche accento. Così come la trovate ora suona meglio alle mie orecchie (consapevole che i dialetti cambiano da quartiere a quartiere…).

La dedico alle ragazze che l’altra notte sono state investite in un incrocio al centro di Rimini da un pazzo ubriaco che andava sparato tentando di passare col rosso.
Ragazze astemie, che non avevano bevuto un goccio. Andavano tranquille e il semaforo dalla loro parte era verde. Per fortuna i danni si sono limitati alla macchina (da buttare), una gran paura, qualche graffio e un collare da portare per qualche settimana.
Qualcuno di mia conoscenza, però, oggi andrà in chiesa ad accendere una candela: il posto dietro all’autista, in quel momento vuoto, è quello che ha preso la botta più grossa. Fino a qualche minuto prima era occupato dalla mia principessa, scesa a venti metri da lì.

Concentraziòun ad spérit in t’e’ sang, sensazioun e percezioun, efét colaterél, sintom e concause.

Concentrazione di alcool nel sangue, sensazioni e percezioni, effetti collaterali, sintomi e concause.

0,0 gr/lt
T’è un’arsùra vigliàca: bsògna zarchè un bar vért
Hai una sete tremenda: bisogna cercare un bar aperto

0,2 gr/lt
E pèr ad stè mèi: s’e’ prém gòz t’an t-cì mai sicùr
Ti pare di stare meglio: col primo goccio non sei mai sicuro

0,4 gr/lt
E cménza e’ divertimént:: la zurnèda la s’indrézza
Il divertimento inizia: la giornata si raddrizza

0,5 gr/lt
Benessere: stà ténti, da qué in avènti i t cèva la paténta!
Benessere: stai attento, da qui in avanti ti fregano la patente!

8 gr/lt
Ma tèra l’è tòt sbiavéid: t’at guèrd travérs un fònd ad’bicìr tòt oùnt
A terra è tutto sbiadito: ti stai guardando attraverso un fondo di bicchiere tutto unto

1,5 gr/lt
Pid chéld e òmid: t’a t-cì pisé ma dòs
Piedi caldi e umidi: ti sei pisciato addosso

3,0 gr/lt
La zénta intònd l’a t prodùs un éco strèn: no stà a fè tènt e’ pataca, chèva e’ bicìr da l’urècia!
La gente intorno a te produce un’eco strana: non stare a fare il pataca, togli il bicchiere dall’orecchi!

4,0 gr/lt
La tu fàza l’a t guèrda e la pèr propri una fàza da cùl: t’è mès la tèsta in t’e’ water par zarchè ad vumitè.
La tua faccia ti guarda e sembra proprio una faccia da culo: hai messo la testa nel water per cercare di vomitare

6,0 gr/lt
Tòt i parént i t guèrda mèl e i è ènca inferocìd: t’è sbajè chèsa e t’è spac ènca la céva in t’a sradùra
Tutti i parenti ti guardano male e sono anche inferociti: hai sbagliato casa ed hai pure rotto la chiave nella serratura

8,0 gr/lt
La zénta l’è tòta vistìda ad biènch e la musica l’è sèmpra la stèssa: t’cì in t’la ambulènza, no mòvti che t’réschi e’ còma etilico!

La gente è tutta vestita di bianco e la musica è sempre la stessa: sei nell’ambulanza, non muoverti, che rischi il coma etilico!

4 marzo, 2009

Rimini, due pianoforti, i Carmina Burana: un sabato speciale…

Filed under: Senza categoria — Tag:, — mcm @ 21:31

Alfredo Speranza, pianista e compositore

A qualcuno potrebbe sembrare incredibile: Rimini non è solo discoteche e divertimentificio.

Per il 19° anno consecutivo gli amanti della bella musica si danno appuntamento per il Festival Internazionale di Pianoforte “Città di Rimini”, fondato e diretto dal maestro Alfredo Speranza. Un record di vitalità, se non altro per il fatto che si tratta di una manifestazione nata dall’iniziativa di privati e che solo recentemente è sostenuta dall’Amministrazione Comunale. Il primo concerto si terrà sabato 7 marzo, l’ultimo il 18 aprile.

Sei serate in tutto, che si preannunciano molto piacevoli. Particolare non secondario: i concerti sono ad ingresso gratuito, occasione per avvicinare tutte le fasce d’età e di possibilità economica (fra il pubblico ci sono sempre molti giovani!).

Il primo appuntamento, sabato 7 marzo, è di quelli da non mancare: nientemeno che i famosissimi “Carmina Burana” di Carl Orf (Per soli, coro, due pianoforti e percussioni). Insieme al coro “Egidio Fant” di S. Daniele del Friuli, la soprano Anna Malvasio, il tenore Luigi Petroni, il baritono Maurizio Leoni, il Gruppo percussionisti del Friuli Venezia Giulia e il Maestro Direttore e concertatore Fulvio Turissini, si esibiranno i due pianisti Davide Cavalli e Davide Muccioli.
Nonostante l’omonimia, nessuna parentela con Cristella.
A questi due giovani musicisti ho dedicato un articolo pubblicato su Rimini In Magazine nel 2007.

(continua…)

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