“I funerali si svolgeranno in forma civile al civico cimitero. Non fiori, ma offerte all’Istituto Oncologico Romagnolo”.
Oggi pomeriggio eravamo in centinaia a dare l’ultimo saluto a una cara amica.
P. ha sempre vissuto col sorriso sulle labbra. Anche negli anni della malattia. Serena e coraggiosa. Un faro sicuro per il marito, un esempio per i figli e per tutti coloro (tanti) che hanno avuto la fortuna di conoscerla.
P. ha scelto, coerentemente col suo laicismo, di non avere un funerale religioso.
Quando muore un personaggio famoso che fa la medesima scelta, spesso la cerimonia funebre si tiene in un luogo “ufficiale”, come una piazza, un teatro, una sala consiliare o qualcosa del genere. Per fortuna oggi c’era un tiepido sole a scaldare l’aria. Mi chiedo cosa sarebbe successo in caso di maltempo. Il piazzale all’ingresso del cimitero di Rimini era stracolmo di persone. Tutti in piedi, compresi gli anziani parenti di P. Qualcuno ha preso la parola per un breve e sentito ricordo. Ma così, senza amplificazione, tanto che non tutti i presenti hanno potuto ascoltare, tra l’altro, il bel saluto che P. stessa aveva preparato, consapevole del suo destino.
Mi chiedo: in una città come la nostra non dovremmo costruire un luogo che possa accogliere una dignitosa cerimonia funebre per chi, come sua libera scelta, non desidera entrare in una chiesa?
Senza fronzoli e orpelli: basterebbe uno spazio al coperto, caldo d’inverno e fresco d’estate; qualche sedia; posto dove poter appoggiare un mazzo di fiori accanto alla bara; la possibilità di fare un discorso per l’ultimo saluto, magari con l’accompagnamento di un violino.
“Sala del commiato”, si potrebbe chiamarla.
Non so se esista già qualche progetto in tal senso. In caso positivo, mi auguro che venga realizzato in fretta.


