Archivio mensile:Maggio 2007

Roberta, che voleva fare l’estetista

C’era una volta una ragazza molto carina.

Alta, lunghi capelli neri sempre curati, lineamenti e portamento quasi da modella, di carattere gentile.

La chiameremo Roberta. Il suo sogno più grande era quello di lavorare nell’ambiente dell’estetica. “Niente di più facile – le fu detto – puoi iniziare dal corso professionale per estetiste finanziato dal Fondo Sociale Europeo. Viene organizzato anche a Rimini. Corri ad iscriverti!”

Chi parlava non conosceva la ragazza da abbastanza tempo per sapere che Roberta, fino a qualche anno prima, aveva l’aspetto… di un giovanotto. In Italia, dal 1982, esiste una legge (la n. 164) che rende possibile l’intervento chirurgico per il cambiamento di sesso. Un capriccio, secondo l’opinione più benpensante. Scelta non facile, risponderei, non esente da sofferenza. Proviamo ad allontanare dalla nostra mente, per un attimo, l’immagine stereotipata delle persone transesessuali che da sempre ci propina lo show business. Vedremo vicini di casa, compagni di scuola e di lavoro, impiegati dietro uno sportello, camerieri e cuochi dei ristoranti che frequentiamo. Persone che incontriamo quotidianamente, insomma. Persone, non fenomeni da baraccone.

Dopo l’intervento si ha diritto al cambiamento anche sul proprio stato anagrafico, per liberarsi di una carta d’identità bugiarda, che non corrisponde più all’aspetto. Ma questo è un iter burocratico che può durare anche anni, provocando comprensibili imbarazzi ogni qualvolta ci sia la necessità di farsi identificare con un documento in mano. Insomma, per farla breve, Roberta non ha potuto neppure iniziare quel benedetto corso per estetista perché sulle sue carte c’è ancora “l’altro di sé” che pensava di aver cancellato, il maschio. E in questo tipo di percorso professionale gli uomini non vengono proprio ammessi…

Da storie come questa, più frequenti di quanto si possa immaginare, è nata l’esigenza di dare vita, ai vari livelli territoriali, a servizi di ascolto, aiuto, supporto, consulenza. Problematiche che riguardano anche licenziamenti ingiustificabili, vili e stupide azioni di mobbing, mancate riassunzioni. Una risposta ora c’è anche a Rimini, grazie al sindacato Cgil che il 17 maggio ha presentato un nuovo servizio rivolto a tutte le persone che nel mondo del lavoro subiscono discriminazione o violenza per motivi legati all’orientamento sessuale (gay-lesbiche) o di identità di genere (transessuali e transgender). Per approfondimenti:

http://www.cgilrimini.it/servizi/nuovidiritti.htm (sportello Nuovi Diritti presso Cgil di Rimini)

http://www.benessere.com/sessuologia/arg00/trans.htm

Qualcosa di nuovo

La Befana e il maestro dei fuochi.

No, non è il titolo di una nuova favola (anche se lo potrebbe diventare – mumble mumble – le rotelle sono già in azione…). Volevo solo avvisare che nella sezione About me sono state aggiunte due fotografie di Cristella vestita da Befana mentre racconta le sue favole  ai bimbi riminesi. Era in piazza Cavour il 6 gennaio 2005. Gli scatti sono di Venanzio Raggi, amico fotografo scomparso da poco.

Nella sezione Articoli si può leggere la storia di Antonio Scarpato, il pirotecnico viserbese “mago dei fuochi” che, fra l’altro, la scorsa estate s’è occupato dello sfavillante spettacolo di chiusura dei mondiali di calcio, dallo stadio di Berlino.

Buona lettura…

Una bella ricerca dell’Università di Rimini

Mai sentito parlare del CLAM? E’ il corso in Culture e Tecniche del Costume e della Moda all’interno della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Rimini. Qualche tempo fa ho scoperto un progetto molto interessante, che consiglio vivamente di visionare. Si tratta di Imago, laboratorio di ricerca storica e documentazione iconografica sulla memoria del quotidiano. Chi mi conosce, sa che ci sto a mollo, in questi argomenti. Fino ad ora ci sono più di 16.000 immagini, raccolte dagli studenti e inserite in un data-base, catalogate in macro-categorie. Come quando mi perdo per ore a viaggiare con la fantasia attraverso le mappe di google, ho passato serate intere a cercare fotografie, curiosa, intrecciando le varie opzioni di selezione. La sorpresa più grande? Quando ho trovato una foto di classe risalente al ’74 scattata all’Istituto Tecnico per il Turismo, quando ancora non era Marco Polo, ma succursale di quello di Firenze. Non era la mia classe, ma buona parte dei ragazzi immortalati sono stati miei compagni di scuola in momenti diversi… Chissà se qualcun altro si riconosce?

Quanto internazionali sono i riminesi?

Prendo spunto dal commento al post precedente inviato da Loretta, zia di una ragazza attualmente a Strasburgo per uno stage.

Noi riminesi ci vantiamo di essere aperti al mondo. Ma lo siamo veramente? Una cosa è accogliere turisti di ogni lingua e colore. Un’altra è avere il coraggio di far le valige, lasciare mamma e piadina e andare a lavorare o studiare lontani da casa.

Il mio primo articolo pubblicato dal Carlino in prima pagina, nel lontano luglio 1996, era proprio intitolato: “Questi riminesi, tutti mamma e tagliatelle…” Eh, sì, che fatica essere internazionali, quando a fare le valige è la tua bimba, la tua burdèla… Due anni fa, quando Dora mi comunicò la decisione di iscriversi all’università di Tor Vergata, mi prese un colpo. In un attimo svanirono i miei sogni sui ragù preparati la domenica sera da portare a Bologna, sulle valige zeppe di panni da lavare e stirare, da cambiare ogni fine settimana. Il masochismo della mamma romagnola, ebbene sì, contemplava anche questo tipo di servilismo verso i figli, come se non fosse ancora ora di dar loro la patente di “adulti”. Con grande sorpresa di questa mamma apprensiva, Dora si è dimostrata autonoma, non ha mai portato da lavare neanche una Tshirt (ha la lavatrice, nell’appartamento romano, ed ha imparato persino a stirare, anche se solo lo stretto indispensabile). Le ho regalato un libro di ricette, un “testo” per la piada (inteso non come libro, ma come piastra di ghisa da usare per scaldare quella precotta, non allarghiamoci troppo…) e un forno a microonde. Ed ora sta a Strasburgo (“in Europa!”, scrive giustamente Loretta) e non la vedo da quasi tre mesi. E’ autonoma, la mia burdèla, è una cittadina europea, è cresciuta… Non dovrebbe avere troppi problemi, in futuro, a districarsi nel mondo multietcnico. Siamo noi mamme, troppo legate ancora a quel benedetto cordone ombelicale, che rischiamo, con le nostre paure, di tarpare le ali ai loro sogni. Per ottenere poi degli adulti pieni di paure (e di tagliatelle) e convinti di essere internazionali perché “qui a Rimini arriva il mondo…”

Aggiunti alcuni articoli

Nella sezione Articoli Dora ha appena aggiunto i seguenti argomenti: il Piedibus a Rimini, l’associazione dei Bed and Breakfast Terre Malatestiane, gli incontri culturali al B&B Ca’ La Viola di Misano Monte (per il 2007 si consulti il relativo sito), le Isole di allattamento, La Signora delle Erbe, l’associazione E’ Scajon di Viserbella. Nella sezione Altro c’è la cronaca della mia partecipazione alla Prova del cuoco di Raiuno del 6 gennaio 2006.

Per eventuali commenti, che saranno molto graditi, usate questo post.

Buona lettura!