{"id":995,"date":"2010-06-05T12:17:31","date_gmt":"2010-06-05T10:17:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/?p=995"},"modified":"2010-06-05T12:17:58","modified_gmt":"2010-06-05T10:17:58","slug":"buon-compleanno-fis-cioun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2010\/06\/05\/buon-compleanno-fis-cioun\/","title":{"rendered":"Buon compleanno, Fis-cioun!"},"content":{"rendered":"<p><em>Nato il 6 giugno 1925 a Viserba, domani compie la bellezza di 85 anni &#8220;il pescatore&#8221; Alfredo Grossi, conosciuto da tutti come Fis-cioun.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Curiosi di saperne di pi\u00f9? Ecco l&#8217;intervista a lui dedicata dall&#8217;Associazione Ippocampo (Laboratorio urbano della memoria).<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em><\/p>\n<div id=\"attachment_997\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/fos-cioun-focone.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-997\" data-attachment-id=\"997\" data-permalink=\"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2010\/06\/05\/buon-compleanno-fis-cioun\/fos-cioun-focone\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/fos-cioun-focone.jpg?fit=150%2C106&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"150,106\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"fos-cioun focone\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Fis-cioun e il suo focone, anno 2000&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/fos-cioun-focone.jpg?fit=150%2C106&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-997\" title=\"fos-cioun focone\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/fos-cioun-focone.jpg?resize=150%2C106&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"106\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-997\" class=\"wp-caption-text\">Fis-cioun e il suo focone, anno 2000<\/p><\/div>\n<p><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Alfredo Grossi? No, \u00e8&#8217; Fis-ciuoun, &#8220;il pescatore&#8221; di Viserba!<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Duv\u00e8 ch\u2019e\u2019 sta Fis-cioun?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Volta so in via Rossini,<\/em><\/p>\n<p><em>a sin\u00e9stra po\u2019, la sgonda,<\/em><\/p>\n<p><em>ta t\u2019 trov \u00f2na ad cal stradini<\/em><\/p>\n<p><em>ch\u2019la \u00e8 ziga, che la n\u2019 sfonda.<\/em><\/p>\n<p><em>T\u2019void a destra una capana,<\/em><\/p>\n<p><em>un ch\u2019e\u2019 sb\u00f2ffa m\u2019un fugoun,<\/em><\/p>\n<p><em>un m\u00f2cc\u2019 ad zenta cla sgulvana<\/em><\/p>\n<p><em>e t\u2019si arvat! Ui st\u00e0 Fis-cioun!<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p>(Dove sta Fischione?<strong> <\/strong>Volta su in via Rossini, a sinistra poi, la seconda, ti trovi una di quelle stradine, che \u00e8 cieca, che non sfonda. Vedi a destra una capanna, uno che sbuffa ad un focone, tanta gente che si abbuffa. E sei arrivato! Ci sta Fischione!)<\/p>\n<p><strong>Le indicazioni per trovare la casa di Fis-cioun erano in un angolino della memoria grazie a questa poesia di Vittorio Valderico<\/strong> <strong>Mazzotti ascoltata pi\u00f9 volte dalla viva voce dell\u2019autore. Insieme agli altri della <em>troupe<\/em> dell\u2019<a title=\"dal sito dell'Ippocampo, lo staff\" href=\"http:\/\/www.ippocampoviserba.it\/ippocampoviserba\/Soci_fondatori.html\">Ippocampo<\/a> (Nerea, Paolo e Loredana) ci siamo presentati puntuali, un sabato pomeriggio di maggio, accolti dalla proverbiale ospitalit\u00e0 di Fis-cioun: non poteva mancare un bicchiere di vino (ottima albana passita \u201ccomprata personalmente a Bertinoro\u201d) accompagnato da cioccolatini e biscotti.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 Alfredo Grossi, detto Fis-cioun, a Viserba e non solo \u00e8 conosciuto per aver fatto sedere alla sua tavola mezzo mondo. Come scrive l\u2019amico Mazzotti nel libretto che gli ha dedicato nel 1996\u2026 \u201c<em>Nella sua capanna, a Viserba, per diversi anni sono passate non solo molte persone, ma moltissime personalit\u00e0 altolocate che si sono\u2026 leccate i baffi (\u00e8 proprio il caso di dirlo) divorando e, come dico io, \u2018rud\u00e9nd i dint\u2019, davanti alle specialit\u00e0 preparate dai due coniugi sempre disponibili e simpatici come nessun altro<\/em>.\u201d <!--more--><\/p>\n<p>Mazzotti parla di \u201cconiugi\u201d: in effetti fino a poco tempo fa i \u201cFischioni\u201d erano due. Ines, l\u2019amatissima moglie di Alfredo \u00e8 scomparsa recentemente. Una met\u00e0 che manca. Si capisce subito, all\u2019inizio dell\u2019intervista. <strong>Fis-cioun, infatti, esordisce mostrando l\u2019album dei ricordi, con le immagini degli oltre sessant\u2019anni passati insieme alla sua Ines.<\/strong><\/p>\n<p>Un viaggio fotografico che inizia con scatti in bianco e nero di lui ragazzo, appena ventunenne. Poi il viaggio di nozze a Roma, nel 1947. I figli, arrivati presto: Giancarlo, Diego, Luisa\u2026 Una foto del 1952 ce lo mostra in Argentina, un\u2019altra sulla giostra a Montevideo.<\/p>\n<p>\u201cMi sono imbarcato giovanissimo \u2013 racconta Fis-cioun \u2013 Per quattordici anni ho girato il mondo, ma fra navigazione sulle grandi rotte e motopescherecci in Adriatico ho fatto ben cinquantadue anni di mare! Guardate le mie braccia. Questi sono i segni dei legamenti rotti per tirare su le reti. Non c\u2019erano mica i verricelli come ora!\u201d<\/p>\n<p><strong>Fis-cioun era fuochista sulle petroliere.<\/strong> I suoi racconti parlano di una vita dura, mesi e mesi lontano dalla famiglia.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019imbarco pi\u00f9 lungo dur\u00f2 33 mesi: partii che mio figlio Giancarlo aveva appena quattro giorni e quando finalmente tornai, quasi tre anni dopo, lui non mi voleva vedere. Era spaventato, non mi conosceva! I contratti erano inizialmente di 18 mesi, poi venivano prorogati. Se non si era nel Nord Europa non si poteva tornare a casa in licenza. Quella volta potei venire a salutare la famiglia perch\u00e9, finalmente dopo mesi e mesi in Asia, arrivammo in Olanda. Quando mor\u00ec mio babbo, avevo 23 anni, lo venni a sapere sei mesi dopo. Ero in Giappone e a quei tempi non c\u2019erano i telefonini! Una volta feci un viaggio da Baltimora fino a Odessa, in Russia, per caricare dell\u2019orzo. Proseguii fino a Danzica per un altro carico, poi fino al Giappone e poi ancora fino in Cina per caricare qualche tonnellata di riso. Che vita\u2026 Per\u00f2 si guadagnava bene. Ricordo un assegno di 800mila lire, che a quei tempi erano tante, che per\u00f2 in banca, a Viserba, non mi vollero pagare perch\u00e9 era intestato a mia moglie. Spesso erano la Ines con i bambini a venirmi a trovare nei porti dove arrivavo: pi\u00f9 di una volta mi sono venuti a salutare a Venezia, Genova, Taranto. Stavo tranquillo, a casa c\u2019era con loro mia suocera Checca. Gran cuoca! Ma la figlia ancora di pi\u00f9! La casa della Checca era sempre aperta, ospitale. Spesso c\u2019era gente sconosciuta a tavola. \u2018Ma dai, Fis-cioun \u2013 diceva \u2013 Non hanno i soldi per fare la spesa<em>, \u00f2 fat du strozapr\u00ect in pi\u00f2, sa vut che sia<\/em>? (ho fatto due strozzapreti in pi\u00f9, che sar\u00e0 mai?)\u2019.\u201d<\/p>\n<p>Se la storia di Fis-cioun fosse un musical, si dovrebbe proprio intitolarla \u201c<strong>Aggiungi un posto a tavola, che c\u2019\u00e8 un amico in pi\u00f9\u2026<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Questa caratteristica \u00e8 diventata proverbiale. Provate, se non ci credete, a fare il suo nome dalle parti di Viserba: <strong>Fis-cioun vuol dire tavolate di gente festosa, vuol dire buon pesce, vuol dire spiedi intagliati nel legno di tamerice<\/strong> e infilati verticalmente su di un letto di sabbia, mentre la brace, ingabbiata al centro di questo cerchio magico e profumato, li cuoce senza toccarli.<\/p>\n<div id=\"attachment_996\" style=\"width: 428px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/fiscCOMP.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-996\" data-attachment-id=\"996\" data-permalink=\"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2010\/06\/05\/buon-compleanno-fis-cioun\/fisccomp\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/fiscCOMP.jpg?fit=418%2C336&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"418,336\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"fiscCOMP\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/fiscCOMP.jpg?fit=418%2C336&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-996\" title=\"fiscCOMP\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/fiscCOMP.jpg?resize=418%2C336&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/fiscCOMP.jpg?w=418&amp;ssl=1 418w, https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/fiscCOMP.jpg?resize=300%2C241&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 418px) 100vw, 418px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-996\" class=\"wp-caption-text\">Fis-cioun durante l&#39;intervista<\/p><\/div>\n<p>\u201cUn sistema tipico dei marinai \u2013 spiega Fis-cioun \u2013 Fra le cuccette c\u2019era un <em>paranzale<\/em>, col suo portellino (<em>e\u2019 st\u00e8nt<\/em>, cio\u00e8 il boccaporto), che fungeva da cucina. L\u00ec preparavamo i brodetti e le grigliate\u2026 Con quello che pescavamo: triglie, calamari, canocchie, sogliole. Allora s\u00ec, che ce n\u2019era! Mica come adesso, che con tutte quelle barche enormi hanno spopolato il mare! Il mio fuocone personale, poi, me la sono fatto costruire da Baietta. Ma lo sapete quanto m\u2019\u00e8 costato? Un milione e duecentomila lire! E\u2019 un pezzo da museo. A dire il vero, ho regalato molti dei miei attrezzi da pescatore al museo di Viserbella, \u2018E\u2019 Scajon\u2019. Tanto, io ho smesso di andare a pescare\u2026\u201d<\/p>\n<p><strong>Le pagine dell\u2019album fotografico scorrono. Per ognuna un ricordo, una frase, il nome di un amico\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u201cEcco, questa \u00e8 la mia prima barca da pescatore, la \u2018Fidel Franco\u2019. Poi ho avuto la \u2018Bruno V.\u2019 e infine, per quindici anni, la \u2018Linda\u2019, finalmente col suo bel radar.\u201d<\/p>\n<p>Dopo gli interminabili viaggi transatlantici, infatti, la carriera in mare di Fis-cioun s\u2019\u00e8 svolta tutta sull\u2019Adriatico, il mare di casa.<\/p>\n<p>\u201cIo stavo a pescare tutta la notte. Facevo tre o quattro calate. Poi la cernita e il rientro in porto. L\u2019Ines era gi\u00e0 l\u00ec ad aspettarmi, per correre a vendere alla pescheria. Prima in piazza Cavour, poi alla pescheria nuova del mercato coperto. Ho smesso di andare in mare quattordici anni fa. Le pi\u00f9 grandi tavolate le abbiamo organizzate in quei tempi. Il pesce era fresco, garantito! \u00a0Con gli amici che gestivano l\u2019hotel Morolli, Emilio e la Lella, siamo stati persino in Trentino per la Marcialonga e a Terni. Le rustide per i bagnini di Viserba e dintorni, poi, non si contano!\u201d<\/p>\n<p><strong>Beh, se non s\u2019era capito\u2026 dove c\u2019era fumo di rustida<em> <\/em>di pesce, di sicuro c\u2019era anche Fis-ciuon\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUna volta ho dato da mangiare anche a Corrado, il noto presentatore. Sar\u00e0 stato il 1950\/51. Che cena! A dire il vero Corrado mi fece un po\u2019 incazz\u2026 perch\u00e9, nonostante tutto quel ben di dio che avevo preparato, mi disse che avrebbe gradito del coniglio!\u201d<\/p>\n<p>Per concludere le storie in punta di spiedino, Fis-cioun si raccomanda: \u201cCol pesce, si beve solo vino Sangiovese! Il bianco una volta lo davano a chi era ricoverato in ospedale. Io lo uso solo per cucinare i sughi.\u201d<\/p>\n<p>Dopo aver annotato ricette e consigli da veri buongustai, ora invitiamo il nostro amico Fis-cioun a sfogliare l\u2019album dei ricordi andando un po\u2019 all\u2019indietro. <strong>Siamo curiosi di sapere qualcosa in pi\u00f9 dell\u2019infanzia, dell\u2019adolescenza, del passaggio della guerra, di come si viveva a Viserba in quei tempi<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cBeh, potrei iniziare spiegandovi il perch\u00e9 del mio soprannome. Non \u00e8 quello della famiglia, infatti i Grossi sono detti <em>Bab\u00e8n. <\/em>Quand\u2019ero un bambino abitavo qui vicino, in via Rossini. Avr\u00f2 avuto sugli otto anni. Gli anziani mi facevano paura dicendo che in queste strade \u2018si vedeva\u2019 e \u2018si sentiva\u2019 (cio\u00e8 che c\u2019erano degli spiriti, delle streghe). <em>Al\u00f2ura m\u00e8, par f\u00e8m cur\u00e0g, a ciud\u00e8va i occ e a fis-c\u00e9va <\/em>(allora io, per farmi coraggio, chiudevo gli occhi e fischiavo). Da quella volta mi hanno sempre chiamato Fis-cioun (fischione). Eravamo otto fratelli. La mamma mor\u00ec quando io avevo tre anni e c\u2019erano pure un fratello e una sorella pi\u00f9 piccoli di me. Ci fece da mamma una delle sorelle grandi. <em>Av\u00ecma \u2018na mis\u00e9ria c\u2019as magn\u00e9ma agli ur\u00e8ci<\/em> (avevamo una miseria, che ci mangiavamo le orecchie). Poi il babbo si rispos\u00f2 con una donna che aveva quattro figli. Sapete, quando si sposavano due vedovi, si faceva una \u2018serenata\u2019, per deriderli un po\u2019. Era una tradizione della Romagna. Siccome mio fratello ed io partecipammo a questa cosa, il babbo non la prese molto bene e ci riemp\u00ec di botte. Com\u2019era Viserba? Beh, intanto c\u2019erano un sacco di locali da ballo, il Kursaal, e tante ville di professori e gente importante. La spiaggia era bellissima: sulla linea del mare c\u2019era solo la pensione Adriatica e qualche villa. <strong>Si, proprio come in questa cartolina<\/strong>: dalla spiaggia partivano quattro dighe in verticale, dalle quale noi, ragazzi, ci tuffavamo in mare. Bagnini? C\u2019era Bisugn\u00ecn (Pino), fratello di mia suocera. E le tende in tela, coi picchetti piantati sulla spiaggia, che erano da spostare a seconda di come girava il sole. Ai tempi della guerra i tedeschi mi catturarono, con mio babbo e\u00a0 mio fratello, e ci rinchiusero nella Corderia. Riuscii a scappare attraverso uno strettissimo cunicolo sotterraneo che dalla fabbrica sboccava nella Fossa dei Mulini. Pieno di ferite e sanguinante, ma salvo. Rimasi nascosto per quattordici giorni sopra un albero, a Viserbella, e mia sorella mi mandava qualcosa da mangiare con un cestino legato a una corda. Avevo dato un pugno a un tedesco: guai, se mi avessero trovato! La pensione Adriatica venne bombardata. Alla fine della guerra nelle cantine trovarono quattro tedeschi morti!\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ma i ricordi, per fortuna, non sono solo legati a guerra e miseria<\/strong>.<\/p>\n<p>Fis-cioun alleggerisce il suo narrare con un\u2019immagine che ci appare come proiettata su di un grande schermo pieno di luce e di colori.<\/p>\n<p>\u201cI delfini! Quanti delfini passavano al largo! Anche dalla battigia se ne potevano vedere branchi interi. Non erano molto amati dai pescatori, perch\u00e9 distruggevano le reti. Tra l\u2019altro, non so per quale motivo, negli anni Trenta una legge promulgata da Mussolini dava cinquecento lire a chi catturava un delfino femmina. Comunque, per dirvi che spettacolo era la nostra Viserba, in quei tempi uno dei passatempi preferiti dai villeggianti era quello di assistere, anche per una mezza giornata, al passaggio dei delfini vicino alla costa, allo spettacolo dei salti e degli spruzzi che questi producevano nell\u2019acqua limpida!\u201d<\/p>\n<p><strong>Vogliamo finire in rima, cos\u00ec come abbiamo iniziato?<\/strong><\/p>\n<p>Per chi pensava di trovare Fis-cioun impreparato (in tutti i sensi), ecco la risposta.<\/p>\n<p>\u201cSapete \u2013 dice strizzando l\u2019occhio con fare birichino \u2013 Da tempo ho gi\u00e0 scritto la frase che sar\u00e0 messa sulla mia tomba.\u201d<\/p>\n<p><strong><em>Qui giace Grossi Alfredo detto Fis-cioun<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>U\u2019n a n\u00e9 alb\u00e9rgh e n\u00e9 pensioun<\/em><\/p>\n<p><em>Ma se t\u00f2t a vl\u00e9i,<\/em><\/p>\n<p><em>avn\u00e9i a magn\u00e8 ma ch\u00e8sa s\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>Enca sa\u2019 m magn e\u2019 mi barch\u00e8t,<\/em><\/p>\n<p><em>basta cum r\u00e8sta e\u2019 mi cas\u00e8t.<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p>(Non ha n\u00e9 alberghi, n\u00e9 pensioni. Ma se tutti volete, venite a mangiare a casa sua. Anche se mi mangio il mio barchetto, basta che mi resti la mia casetta).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato il 6 giugno 1925 a Viserba, domani compie la bellezza di 85 anni &#8220;il pescatore&#8221; Alfredo Grossi, conosciuto da tutti come Fis-cioun. Curiosi di saperne di pi\u00f9? Ecco l&#8217;intervista a lui dedicata dall&#8217;Associazione Ippocampo (Laboratorio urbano della memoria). Alfredo Grossi? No, \u00e8&#8217; Fis-ciuoun, &#8220;il pescatore&#8221; di Viserba! Duv\u00e8 ch\u2019e\u2019 sta Fis-cioun? 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