{"id":99,"date":"2007-10-29T18:30:48","date_gmt":"2007-10-29T16:30:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/rimini-itinerario-felliniano\/"},"modified":"2009-08-04T20:22:24","modified_gmt":"2009-08-04T18:22:24","slug":"rimini-itinerario-felliniano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2007\/10\/29\/rimini-itinerario-felliniano\/","title":{"rendered":"Rimini: itinerario felliniano"},"content":{"rendered":"<p><strong>LA RIMINI DI FELLINI <\/strong><\/p>\n<p>(tratto da \u201c52 domeniche in Romagna\u201d, Menab\u00f2 Editore Forl\u00ec) <\/p>\n<p>Il figlio pi\u00f9 grande della citt\u00e0 \u00e8 senza dubbio Federico Fellini: il suo cinema \u00e8 edificato per la maggior parte su memorie dell\u2019infanzia e della giovinezza riminesi. Una Rimini sempre costruita \u201caltrove\u201d, vuoi sul Lido di Ostia o negli studi di Cinecitt\u00e0, ma con la quale il Maestro ha mantenuto grandi legami affettivi, tant\u2019\u00e8 vero che ha chiesto di riposarvi per sempre. E proprio all\u2019ingresso del cimitero si trova il monumento funebre che Arnaldo Pomodoro ha ideato per il regista e per Giulietta Masina: una grande prua rivolta al cielo, che evoca il leggendario Rex di Amarcord. L\u2019itinerario nella Rimini felliniana parte proprio da qui, per proseguire verso luoghi, forse gi\u00e0 incontrati, da guardare stavolta con occhi diversi, come flash back su scene da Oscar. Prima tappa al Borgo San Giuliano coi suoi murales dedicati al Maestro e ai suoi film, e al vicino Ponte di Tiberio, dove passava la corsa delle Mille Miglia di Amarcord. Si imbocca Corso d\u2019Augusto: sulla destra, dopo un centinaio di metri, ecco il cinema Fulgor, l\u2019occhio sul mondo e l\u2019incontro col cinema americano. Due passi e siamo in Piazza Cavour, con la scalinata dell\u2019Arengo, teatro della celebrazione fascista e della solitaria protesta del grammofono che suona l\u2019Internazionale, e con la Fontana della Pigna, che ha visto le pallate di neve a Gradisca, le scorribande di Scureza, l\u2019incanto del pavone. Si svolta per via Gambalunga dove, nel Palazzo Gambalunga, aveva sede il vecchio Ginnasio teatro di mille goliardate. Dalla finestra si poteva vedere Piazza Ferrari e il suo monumento ai caduti della Grande Guerra (i \u201cnudi delle statue\u201d). Proseguendo verso la stazione ferroviaria (il treno, metafora di ogni partenza, molto cara al Maestro) si passa in via Oberdan, dove, nella casa della sorella Maddalena, ha sede il Museo Fellini. L\u00ec vicino, al numero 91 di via Clementini, la casa dell\u2019adolescenza di Federico e del primo amore per Bianchina: il Palazzo Dolci. Ultime tappe, verso il mare: il molo (la \u201cpalata\u201d, meta invernale dei Vitelloni e teatro delle bravate di Scureza, il motociclista di Amarcord) e piazzale Fellini col mitico Grand Hotel, simbolo di tutti i desideri \u201cproibiti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA RIMINI DI FELLINI (tratto da \u201c52 domeniche in Romagna\u201d, Menab\u00f2 Editore Forl\u00ec) Il figlio pi\u00f9 grande della citt\u00e0 \u00e8 senza dubbio Federico Fellini: il suo cinema \u00e8 edificato per la maggior parte su memorie dell\u2019infanzia e della giovinezza riminesi. 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