{"id":88,"date":"2007-10-02T21:24:01","date_gmt":"2007-10-02T19:24:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2007\/10\/02\/martino-e-tonino-guerra-le-farfalle-della-liberta\/"},"modified":"2008-02-17T19:21:45","modified_gmt":"2008-02-17T18:21:45","slug":"martino-e-tonino-guerra-le-farfalle-della-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2007\/10\/02\/martino-e-tonino-guerra-le-farfalle-della-liberta\/","title":{"rendered":"Martino e Tonino Guerra: le farfalle della libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Alla farfalla il poeta romagnolo <a title=\"l'Associazione Tonino Guerra\" target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.toninoguerra.org\/\">Tonino Guerra<\/a> ha dedicato una bella poesia ed <a title=\"I disegni di Tonino per Pascucci\" target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.toninoguerra.org\/doc\/stamperia_pascucci.htm\">alcuni disegni<\/a> che gli artigiani dell\u2019Antica Stamperia Pascucci di Gambettola hanno recentemente utilizzato per tovaglie, cuscini, tende..<strong>.<br \/>\n<\/strong><strong><span \/><\/strong><strong>La Farf\u00e0la<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Cunt\u00e9nt pr\u00f3pri cunt\u00e9nt<br \/>\na s\u00f2 st\u00e8 una masa ad v\u00f3lti tla v\u00f3ita<br \/>\nm\u00f3 pi\u00f2 di t\u00f3tt quant ch&#8217;i m&#8217;a liber\u00e8<br \/>\nin Germania<br \/>\nch&#8217;a m s\u00f2 m\u00e8ss a guard\u00e8 una farf\u00e0la<br \/>\ns\u00e9nza la v\u00f2ia ad magn\u00e8la.<br \/>\n<span \/><strong>La farfalla<br \/>\n<\/strong>Contento proprio contento<br \/>\nsono stato molte volte nella vita<br \/>\nma pi\u00f9 di tutte quando mi hanno liberato<br \/>\nin Germania<br \/>\nche mi sono messo a guardare una farfalla<br \/>\nsenza la voglia di mangiarla.<\/p>\n<p>Tonino Guerra \u00e8 stato prigioniero dei nazisti come mio padre Martino. Ha sempre raccontato, Tonino, che proprio nel periodo di prigionia il dialetto romagnolo, con l\u2019atmosfera che sapeva ricreare, fu un\u2019ancora di salvezza per lui e per i compagni conterranei. I suoi racconti nella \u2018lingua madre\u2019 facevano risentire suoni e profumi e tentavano di ricreare, almeno un po&#8217;, il calore di casa. Mi piace pensare che forse anche mio padre era fra quei compagni che Tonino ha riscaldato con le sue poesie.<br \/>\n<span \/><em>E\u2019 mi b\u00e0 l\u2019\u00e8 st\u00e9 prisun\u00ecr in Polonia. E racunt\u00e8va sempar che i l\u2019aveva mand\u00e9 a lavur\u00e9 da d\u00ec cuntad\u00e9in. La fi\u00f2la de padroun l\u2019 a s ciam\u00e8va Marta e la s\u2019era un p\u00f2 inamur\u00e8da de mi b\u00e0. \u201cWenn Krieg ist fertig, ich komme in Italien mit dir, Martino!\u201d. Par furtouna l\u2019a n\u2019\u00e8 vnouda, la Marta: m\u00e9  a n sar\u00e9b mai n\u00e8da. A c\u00e0 u\u2019i era la mi m\u00e0, la su b\u00e8la murousa, ch\u2019l aspit\u00e8va!<br \/>\n<\/em><span \/>Il mio babbo \u00e8 stato prigioniero in Polonia. Raccontava sempre che lo avevano mandato a lavorare da dei contadini. La figlia del padrone si chiamava Marta e si era un po\u2019 innamorata del mio babbo. \u201cQuando la guerra sar\u00e0 finita, io vengo in Italia con te, Martino!\u201d. Per fortuna non \u00e8 venuta, la Marta, io non sarei mai nata. A casa c\u2019era <a title=\"La storia di Pierina Cenni\" target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.cristella.it\/altro\/pierina.php\">la mia mamma<\/a>, la sua bella morosa, che lo aspettava!<br \/>\n<span \/>Per ricordare i circa 700.000 italiani che, come Martino e Tonino, sono stati prigionieri in tempo di guerra, proprio in questi giorni a Rimini si pu\u00f2 visitare una mostra fotografica, a cui ho dedicato il seguente articolo.<\/p>\n<p>Rester\u00e0 aperta fino al 28 ottobre al Palazzo dell\u2019Arengo, in piazza Cavour, la mostra fotografica \u201cPrigionieri per la libert\u00e0\u201d organizzata dal <a title=\"Sindacato Cisl Rimini\" target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.cislrimini.it\/\">sindacato Cisl<\/a>. Si tratta di un interessante percorso della memoria che ricorda la vicenda degli internati militari italiani durante la seconda guerra mondiale: una ventina di bozzetti in bianco e nero e a colori e oltre cento immagini scattate dal tenente di Marina Vittorio Vialli, geologo appassionato di disegno e fotografia. I luoghi sono quelli condivisi dai circa 700.000 soldati catturati dopo l\u2019armistizio badogliano: i campi di prigionia tedeschi e polacchi. Le date sono incise nella storia: dall\u20198 settembre 1943 fino alla liberazione avvenuta nella primavera del 1945. Vialli fotografa il momento della partenza da Corinto dopo la cattura; il viaggio sui vagoni da bestiame durato trenta giorni; la vita quotidiana condivisa coi suoi compagni, con fame e violenze gratuite; l\u2019arrivo del primo mezzo corazzato inglese che li liber\u00f2; il ritorno in patria nell\u2019estate del \u201945. \u201cCi auguriamo che la mostra diventi itinerante \u2013 hanno detto i responsabili della Cisl durante l\u2019inaugurazione \u2013 Questi italiani, rifiutandosi di aderire alla RSI e per questo catturati dai tedeschi che li ritennero traditori, hanno rappresentato una \u2018prima Resistenza\u2019, come ha recentemente dichiarato il presidente Napolitano. Le fotografie sono a disposizione di scuole, comuni, sindacati e associazioni che volessero richiederle.\u201d Fra il numeroso pubblico presente all\u2019inaugurazione, anche alcuni reduci: ultraottantenni fieri e commossi nell\u2019indicare ai pi\u00f9 giovani i luoghi della prigionia ben evidenziati sulla grande carta geografica posta all\u2019ingresso. Per loro, i \u201clavoratori coatti\u201d o \u201cschiavi di Hitler\u201d che i tedeschi obbligarono a condizioni disumane in miniere, fabbriche e fattorie, pesa ancora la beffa del mancato riconoscimento di qualsiasi indennizzo da parte della Repubblica Federale Tedesca. Su 120.000 domande presentate attraverso i patronati sindacali nel 2001, solo 3.000 sono state accolte (se la prigionia era per motivi razziali o religiosi). \u201cLei \u00e8 stato un Internato Militare Italiano, non un detenuto in campo di sterminio\u201d, questo si legge nella \u201cgiustificazione\u201d inviata dallo IOM di Ginevra (l\u2019Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) al signor Martino Muccioli, classe 1917 e scomparso nel 2002. Fu catturato in territorio dell\u2019ex Jugoslavia il 10 settembre 1943 e per quasi due anni sud\u00f2 in una fattoria polacca, dormendo nelle stalle accanto alle bestie. Altra sorte, invece, per le domande di indennizzo di chi lavor\u00f2 in territorio austriaco. \u201cA mio padre Elio, ex combattente e catturato in territorio albanese \u2013 racconta l\u2019assessore Roberto Biagini \u2013 arriv\u00f2 un assegno di circa 2.500 euro da parte della Fondazione di Riappacificazione Austriaca proprio il giorno prima della morte, il 9 settembre 2005.\u201d Esattamente sessantadue anni dopo quello storico 8 settembre. Magra consolazione, verrebbe da dire. Come quella, del tutto simbolica, della proposta contenuta nella legge finanziaria 2007 per il conferimento di una medaglia d\u2019onore \u201ca tutti i cittadini deportati e internati nel lager nazisti\u201d (art. 1, commi dal 1271 al 1276). Loro, i pochi ex deportati ancora in vita, aspettano ancora. Ai pi\u00f9, la medaglia, se ci sar\u00e0, verr\u00e0 portata sulla tomba.<br \/>\nLa mostra \u00e8 aperta tutti i giorni (escluso luned\u00ec), dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30.<\/p>\n<p>[tags] Tonino Guerra, mostra, resistenza[\/tags]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla farfalla il poeta romagnolo Tonino Guerra ha dedicato una bella poesia ed alcuni disegni che gli artigiani dell\u2019Antica Stamperia Pascucci di Gambettola hanno recentemente utilizzato per tovaglie, cuscini, tende&#8230; La Farf\u00e0la Cunt\u00e9nt pr\u00f3pri cunt\u00e9nt a s\u00f2 st\u00e8 una masa ad v\u00f3lti tla v\u00f3ita m\u00f3 pi\u00f2 di t\u00f3tt quant ch&#8217;i m&#8217;a liber\u00e8 in Germania ch&#8217;a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"nf_dc_page":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[5,22,26,6,12,24,2,18],"tags":[22,24],"class_list":["post-88","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-anziani","category-dialetto","category-famiglia","category-lavoro","category-poesia","category-rimini","category-romagna","category-scrittori","tag-dialetto","tag-rimini"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pBsIj-1q","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}