{"id":730,"date":"2010-01-30T16:42:59","date_gmt":"2010-01-30T14:42:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/?p=730"},"modified":"2010-01-30T23:50:11","modified_gmt":"2010-01-30T21:50:11","slug":"a-tratta-di-tirano-la-poesia-di-pagliarani-e-i-ricordi-di-cristella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2010\/01\/30\/a-tratta-di-tirano-la-poesia-di-pagliarani-e-i-ricordi-di-cristella\/","title":{"rendered":"&#8220;A tratta si tirano&#8221;: la poesia di Pagliarani e i ricordi di Cristella. &#8220;E invece ha senso pensare che s&#8217;appassisca il mare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>In qualche angolino della memoria di Cristella bambina c&#8217;\u00e8 un&#8217;immagine che ha come sfondo la spiaggia senza ombrelloni di<strong> Gatteo a Mar<\/strong>e. Ragazzi e uomini del paese (Nicio, Alvaro e gli altri vicini, che ora non ci sono pi\u00f9) facevano la pesca alla tratta. Il ricordo \u00e8 piuttosto sfumato (sono passati pi\u00f9 di quarant&#8217;anni!), ma affiorano bagliori d&#8217;argento (probabilmente i pesci guizzanti catturati), gambe secche e nude, voci ritmiche e odori forti&#8230;<\/p>\n<div id=\"attachment_731\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/trata.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-731\" data-attachment-id=\"731\" data-permalink=\"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2010\/01\/30\/a-tratta-di-tirano-la-poesia-di-pagliarani-e-i-ricordi-di-cristella\/trata\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/trata.jpg?fit=304%2C161&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"304,161\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"trata\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;la pesca alla tratta (foto di propriet\u00e0 del Museo della piccola pesca e delle conchiglie di Viserbella&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/trata.jpg?fit=304%2C161&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-731\" title=\"trata\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/trata.jpg?resize=300%2C158&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/trata.jpg?resize=300%2C158&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/trata.jpg?w=304&amp;ssl=1 304w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-731\" class=\"wp-caption-text\">la pesca alla tratta (foto di propriet\u00e0 del Museo della piccola pesca e delle conchiglie di Viserbella<\/p><\/div>\n<p>La pesca alla tratta non viene pi\u00f9 praticata da tempo, \u00e8 vietata. D&#8217;altronde, chi la farebbe, oggi? Diversi l&#8217;ambiente e la generosit\u00e0 del mare, diverse le persone.<\/p>\n<p>Come patrimonio culturale e antropologico ogni anno la tratta viene<a href=\"http:\/\/web.comune.cesenatico.fc.it\/mm\/mm_tratta.html\"> rievocata a Cesenatico<\/a> (registrata anche in <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/1809896\">questo servizio<\/a> del TG3 Regionale).<\/p>\n<p>A <strong>Viserbella<\/strong> ci si pu\u00f2 documentare visitando il <a href=\"http:\/\/www.escaion.it\/\">Museo della piccola pesca e delle conchiglie<\/a>, gestito dall&#8217;Associazione<em> E&#8217; Scaion<\/em>.<\/p>\n<p><em><span style=\"font-style: normal;\">Ecco come viene spiegata la<\/span> trata <\/em> nel <strong>Dizionario Romagnolo Ragionato<\/strong> di Gianni Quondamatteo:<!--more--><\/p>\n<p>&#8220;<em><strong>trata<\/strong><\/em> &#8211; mar. tratta, rete da pesca (XIV sec., Pola). In uso sui fondi sabbiosi dell&#8217;Adriatico. Viene calata a semicerchio a breve distanza dalla spiaggia, e poi recuperata da due squadre di pescatori. Una serie di piombi, nella parte inferiore, la costringe a sfiorare il fondo, mentre una fila di sugheri, nella parte superiore, costringe questa a restare a pelo d&#8217;acqua. Quando l&#8217;Adriatico non era inquinato e povero di pesce, la tratta dava ottimi frutti: erano branchi di pesce turchino, d\u00ec sardoni soprattutto, cefali, mazzole, triglie e pesce di fondo. Erano famosi, per la loro bont\u00e0, i <em>sardun dla trata<\/em>, molto migliori di quelli catturai in alto mare. Nell&#8217;immediato, primo dopoguerra, ripopolatosi l&#8217;Adriatico per la tregua bellica imposta ai pescatori, si catturarono, con le tratte, enormi quantit\u00e0 di pesce turchino che restava a decomporsi in grandi mucchi sulla spiaggia, e che certi avveduti contadini usavano come concime. Il ricordo delle tratte \u00e8 ormai consegnato alla memoria di qualche anziano, e a curiosi documenti fotografici. Le ultime, pi\u00f9 note tratte della nostra zona, furono quelle di <em>Guerino de dievul<\/em> (Guerrino Bianchi), <em>Bar\u00f2z<\/em> (Ricci), R<em>agn\u00f2n<\/em> ( Conti), <em>Gesar\u00f2li<\/em>, <em>Albinein<\/em>. Noi ragazzini, sempre presenti alle varie pescate, raccoglievamo quanto sfuggiva alla cernita del pescatore; ci scappava quello che oggi viene riguardato come un raffinato fritto di pesce: gamberetti<em>, pgnul\u00e9t<\/em>, qualche seppiolina o calamaretto, dei sardoncini, pesciragni liberati dalle pericolose spine velenifere, qualche<em> plus<\/em>. Si pensi solo che le acque adiacenti alla spiaggia &#8216;ribollivano&#8217; letteralmente di gamberetti, con cui le nostre madri, &#8211; toltone un pugnello da far fritti &#8211; nutrivano i polli!&#8221;<\/p>\n<p>Sempre di Quandoamatteo, la definizione del <strong>trattarolo<\/strong>.<\/p>\n<p><em><strong>Tratar\u00f2<\/strong><\/em><strong><em>l <\/em><\/strong>&#8211; pescatore a tratta. Vestito di stracci, perch\u00e9 sempre bagnato, <em>e&#8217; tratar\u00f2l<\/em>, cappello in testa!, faceva di solito un mestiere che gli consentiva ore libere da dedicare alla tratta. E&#8217; raffigurato con calzoni rimboccati oltre il ginocchio, o addirittura in mutande fuori uso, con l&#8217;inseparabile e insostituibile <strong>crocco<\/strong> alla cintura o alla spalla.&#8221;<\/p>\n<p>E, per restare dalle nostre parti, qualche brano che il poeta <strong>Elio Pagliarani<\/strong>, nativo di Viserba ( di cui ho scritto in un <a href=\"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2010\/01\/10\/il-ragazzo-elio-da-viserba\/\">precedente post<\/a>), ha dedicato a queste immagini marinare romagnole: i suoi ricordi parlano di\u00a0pesca alla tratta, di Nandi, Baiuch\u00e8la, la Togna &#8230;<\/p>\n<p>\u201c<strong>A tratta si tirano<\/strong>\u201d (da \u201cLezioni di fisica\u201d, 1969).<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><em>A tratta si tirano le reti a riva \u00e8 il lavoro dei braccianti del mare<\/em><\/p>\n<p><em>la squadra sono rimasti i vecchi vecchi che hanno sempre fatto<\/em><\/p>\n<p><em>quel lavoro perch\u00e9 una volta non ce n\u2019era molto di lavoro<\/em><\/p>\n<p><em>da scegliere e vecchi che gli \u00e8 rimasto soltanto quello di lavoro che dormono in piedi<\/em><\/p>\n<p><em>che mangiano in piedi tirando la corda<\/em><\/p>\n<p><em>Baiuchela se piove che abbia vicino la sposa<\/em><\/p>\n<p><em>a tenergli l\u2019ombrello intanto che \u00e8 scalzo nell\u2019acqua di mare<\/em><\/p>\n<p><em>si tendono<\/em><\/p>\n<p><em>i nervetti delle gambe si indietreggia ancheggiando in ritmo corale ci si sposta di fianco<\/em><\/p>\n<p><em>la corda tesa come un elastico il fianco legato al crocco il tempo di ballo la schiuma<\/em><\/p>\n<p><em>tira da sola legati col crocco alla corda si mangia si dorme al lavoro si balla<\/em><\/p>\n<p><em>una danza notturna di schiavi legati alla corda propiziatoria del frutto<\/em><\/p>\n<p><em>dopo la corda<\/em><\/p>\n<p><em>la rete dove il raccolto guizza nel fondo&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p><em>&#8230; e Togna che dir\u00e0 che disse mangiala<\/em><\/p>\n<p><em>te Signore lass\u00f9 che io sono stufo<\/em><\/p>\n<p><em>buttando in aria un piatto di minestra<\/em><\/p>\n<p><em>d\u2019erbe, che dir\u00e0 se vivr\u00e0 sotto terra\u2026<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p><em>\u2026tutte le notti ancora degli uomini<\/em><\/p>\n<p><em>si conciliano il sonno lustrando coltelli che luccicano<\/em><\/p>\n<p><em>dormono coi pugni stretti<\/em><\/p>\n<p><em>si svegliano coi segni sanguigni delle unghie<\/em><\/p>\n<p><em>sulle palme delle mani.<\/em><\/p>\n<p><em>E invece ha senso pensare che s\u2019appassisca il mare.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In qualche angolino della memoria di Cristella bambina c&#8217;\u00e8 un&#8217;immagine che ha come sfondo la spiaggia senza ombrelloni di Gatteo a Mare. 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