{"id":62,"date":"2007-08-13T11:53:07","date_gmt":"2007-08-13T09:53:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2007\/08\/13\/quella-villa-misteriosa-cosi-piena-di-ombre\/"},"modified":"2007-08-23T12:01:34","modified_gmt":"2007-08-23T10:01:34","slug":"quella-villa-misteriosa-cosi-piena-di-ombre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2007\/08\/13\/quella-villa-misteriosa-cosi-piena-di-ombre\/","title":{"rendered":"Quella villa misteriosa, cos\u00ec piena di ombre"},"content":{"rendered":"<p>La racconto come me l\u2019hanno venduta: la bella villa abbandonata che vedo dalla finestra, immersa nel parco che d\u00e0 respiro alle mie estati, nasconde un tesoro misterioso. Un mio concittadino ottantacinquenne (una delle ultime memorie storiche di Viserba) l\u2019altra sera,  sapendo della mia curiosit\u00e0, mi ha detto: \u201cSa, signora, quella villa accanto a casa sua? Mio nonno partecip\u00f2 alla sua costruzione. Quand\u2019ero bambino mi raccontava che i proprietari avevano nascosto \u2018una cosa molto preziosa\u2019 in uno degli angoli della fondamenta. Non si \u00e8 mai saputo in cosa consistesse questo tesoro, se denaro, documenti o quant\u2019altro, e neppure in quale dei quattro angoli\u2026\u201d<\/p>\n<p>Nel sito del Comitato Turistico di Viserba c&#8217;\u00e8 una foto della villa risalente al 1910, quand&#8217;era stata appena costruita (<a target=\"_blank\" title=\"Foto Villa\" href=\"http:\/\/www.viserba.com\/fotogallery\/ville-900-11.htm\">a questo link<\/a>).<br \/>\nOgni volta che mi affaccio al balcone immagino la contessa Gemmamaria che passeggia nei vialetti, l\u00ec sotto. L\u2019ombrellino di pizzo la ripara dall\u2019abbronzatura, a quei tempi riservata alle contadine. Il cagnolino saltella vicino a lei e gioca con la balza della lunga gonna\u2026 E il tesoro? Gioielli? Perle? Carte preziose?<\/p>\n<p>Chiss\u00e0\u2026 <!--more--><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"608\" height=\"10\" name=\"mce_plugin_wordpress_more\" alt=\"More...\" title=\"More...\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-includes\/js\/tinymce\/themes\/advanced\/images\/spacer.gif?resize=608%2C10&#038;ssl=1\" \/><br \/>\n\u201cVilla Ombrosa\u201d, anche il nome contribuisce ad aggiungere mistero al mistero.<br \/>\nUn grande parco di alberi secolari e una storia travagliata. Fatta costruire all\u2019inizio del secolo scorso dalla Contessa Carini (nome rimasto nelle mappe), originariamente si chiamava Villa Gemmamaria. Prima della seconda guerra pass\u00f2 di propriet\u00e0 varie volte: prima a Gattegno e poi a Giuseppe Cameo, al quale venne tolta nel 1944 a seguito delle confische operate nei confronti degli appartenenti alla razza ebraica. Nel 1954 venne acquistata da don Pietro Lodolini, che vi abit\u00f2 fino alla sua morte avvenuta una decina d\u2019anni fa. Poi si sa di altri due-tre passaggi di propriet\u00e0, l\u2019ultimo dei quali pare finalizzato ad un importante intervento edificatorio che dovrebbe interessare i terreni a monte, compresi fra la villa e la via Sozzi.<br \/>\nNegli anni \u201960-\u201970 don Lodolini aveva trasformato la villa padronale in albergo per la giovent\u00f9, ricavando piccole stanzette e di fatto alterando l\u2019interno della struttura originale. In un\u2019altra palazzina di epoca pi\u00f9 recente, sempre all\u2019interno del parco, don Pietro ospit\u00f2 a lungo gruppi di ragazzi senegalesi (i primi che approdarono a Rimini). Situazione che innesc\u00f2 non poche polemiche nel quartiere e che si risolse con lo sgombero forzato, quando, diversi anni dopo la morte del prete, i nuovi proprietari vollero prendere effettivo possesso della villa.<br \/>\nDa allora nessuno ci ha ancora abitato\u2026 Assomiglia ad un regno di fantasmi. Solo qualche lavoretto ogni tanto, come la sistemata al parco, con l\u2019abbattimento delle piante pi\u00f9 alte e malate ormai giunte a rischio di crollo.<br \/>\nDall\u2019esterno, sbirciando fra le inferriate del grande cancello, si nota che la costruzione perde i pezzi a ritmi scanditi dal tempo che passa. Osservando l\u2019imposta che sbatte e la vetrata d\u2019epoca rotta in pi\u00f9 punti, i vecchi viserbesi ricordano il parco aperto al pubblico, i bambini giocare fra vialetti e panchine mentre le famiglie andavano alla messa nella cappella ricavata dall\u2019autorimessa della contessa (anche questa ormai ridotta ad un mucchio di macerie).<br \/>\nE pensare che una struttura simile sarebbe un fiore all\u2019occhiello per un quartiere come quello di Viserba, che si vanta di essere il pi\u00f9 popoloso della citt\u00e0. Potrebbe essere un punto d\u2019incontro per anziani o ragazzi oppure un centro culturale con biblioteca e sale mostre. Qualcosa di utile alla collettivit\u00e0. Posti come questo sono ormai rari ed \u00e8 un vero peccato che rimangano inutilizzati e trascurati fino al degrado.<br \/>\n<span \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La racconto come me l\u2019hanno venduta: la bella villa abbandonata che vedo dalla finestra, immersa nel parco che d\u00e0 respiro alle mie estati, nasconde un tesoro misterioso. Un mio concittadino ottantacinquenne (una delle ultime memorie storiche di Viserba) l\u2019altra sera, sapendo della mia curiosit\u00e0, mi ha detto: \u201cSa, signora, quella villa accanto a casa sua? 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