{"id":46,"date":"2007-07-07T16:09:27","date_gmt":"2007-07-07T14:09:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacastadeibaluardi.com\/mcm\/blog\/?p=46"},"modified":"2007-07-27T17:46:54","modified_gmt":"2007-07-27T15:46:54","slug":"il-mio-tempo-lo-metto-in-banca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2007\/07\/07\/il-mio-tempo-lo-metto-in-banca\/","title":{"rendered":"Il mio tempo? Lo metto in banca"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; l&#8217;amico Lino, col suo commento di oggi, a farmi ricordare che \u00e8 proprio ora (\u00e8 il caso di dirlo&#8230;) di parlare della <strong>Banca del Tempo<\/strong>.<\/p>\n<p>Lino, giovane pensionato con l&#8217;hobby della fotografia, gioved\u00ec sera, alla festa organizzata per i bambini del quartiere Celle, ha scattato tantissime fotografie e me ne ha inviate qualcuna (io sempre in dieta e lui mi ha colto mentre mangio lo zucchero filato, quel dispettoso!). Le foto, per me, sono &#8220;a gratis&#8221;. Anzi, no: gli dar\u00f2 un assegno di un&#8217;ora staccato dal mio librettino verde, quello della Banca del Tempo del Quartiere 5, di cui ambedue siamo soci. Gi\u00e0 ne ho parlato nella <a href=\"http:\/\/www.cristella.it\/libri\/cristella.php\" target=\"_blank\">favola della Regina Cristella<\/a>, di questa bella realt\u00e0. Qui di seguito aggiungo particolari.<\/p>\n<p>Per i prossimi gioved\u00ec di luglio, quindi ancora per tre serate, grandi e piccoli sono invitati a &#8220;<strong>La Festa \u00e8 Mia<\/strong>&#8220;, sul piazzale del supermercato <strong>Coop I Portici<\/strong>, alle Celle di Rimini.<\/p>\n<p>Vi spiego la Banca del Tempo<\/p>\n<p>Una volta c\u2019era il \u201cbuon vicinato\u201d. Famiglie allargate, borghi e quartieri dove aiutarsi l\u2019un l\u2019altro era regola: sorelle, zie, cognate e vicine sempre disponibili nello scambio di piccoli favori per la cura dei bambini e nei lavori domestici. Altrettanto per gli uomini: nei campi o nella manutenzione di casa e degli attrezzi lo scambio era normale. Altri tempi. Oggi le famiglie si sono ristrette, non si conosce neppure il vicino di pianerottolo e non si d\u00e0 niente per niente. Come se non bastasse, la vita quotidiana, coi suoi ritmi frenetici, richiede sempre pi\u00f9 tempo. Le prime Banche del Tempo sono nate proprio per rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini del XX secolo. Inizialmente nei paesi nordeuropei, poi anche in Italia. La Romagna ha fatto da battistrada, nel 1995, con l\u2019esperienza di Santarcangelo, prima in assoluto in Italia. Le donne della Commissione Pari Opportunit\u00e0 del Comune diedero vita a un sistema di scambio basato sul pagamento di tempo contro tempo, facendo cos\u00ec rinascere il senso di solidariet\u00e0 e di reciproco sostegno sui quali si fonda la vita di ogni comunit\u00e0. Un\u2019idea in certo senso rivoluzionaria, allora nuova per l\u2019Italia, ma che era gi\u00e0 nota all\u2019estero: in Gran Bretagna si parlava di LETS (Local exchange trade systems), mentre in Francia si chiamavano SEL (Syst\u00e8mes d\u2019echanges locaux). Negli anni successivi sono nate molte Banche del Tempo, di solito su iniziativa di Comuni, sindacati, associazioni, parrocchie, scuole. Gli ultimi dati di Tempomat, l\u2019Osservatorio Nazionale sulle Banche del Tempo, indicano pi\u00f9 di 300 realt\u00e0 censite, una quarantina delle quali in Emilia-Romagna. Conti correnti in ore Si tratta di banche vere e proprie, con blocchetti di assegni da staccare e conti correnti da mantenere possibilmente in pareggio. Dare ed avere, colonne di una contabilit\u00e0 gestita col sorriso sulle labbra, perch\u00e9 se anche si dovesse finire in rosso non si verr\u00e0 presi dal panico: si rientrer\u00e0 con tranquillit\u00e0. Chi si iscrive deve dichiarare la propria disponibilit\u00e0 a scambiare prestazioni e servizi con gli altri soci. Si pu\u00f2 trovare chi aiuta a fare il cambio del guardaroba, chi d\u00e0 lezioni di inglese o di informatica, chi accompagna il bimbo a scuola, chi redige un testo al computer, chi fa la fila per te dal dottore o all\u2019ufficio postale. Non si \u00e8 obbligati a restituire il favore ad una persona specifica: la Banca fa da tramite e cura la contabilit\u00e0. Leonina Grossi, coordinatrice delle Banche del Tempo di Rimini, racconta i primi passi della realt\u00e0 locale, quasi dodici anni fa. \u201cL\u2019iniziativa venne da alcuni componenti del Comitato di Gestione ai Servizi Sociali del Consiglio di Quartiere 5 che, con i suoi 28.000 abitanti, \u00e8 il pi\u00f9 popoloso della citt\u00e0. Marina, Luana, Daniela ed io pensavamo che forse, per creare buone relazioni e considerando che non disponevamo di grandi risorse economiche, avremmo dovuto e potuto investire in risorse umane. Sapendo dell\u2019esperienza della vicina Santarcangelo, eravamo certe che dalle piccole necessit\u00e0 sarebbero potute nascere grandi amicizie e qualcosa di buono anche per chi non avrebbe aderito alla banca. Il Quartiere, su nostra richiesta, deliber\u00f2 la messa a disposizione dei locali, del telefono e di un po\u2019 di materiale di cancelleria. Risorse economiche arrivarono dall\u2019Assessorato alle pari Opportunit\u00e0 del Comune. All\u2019inizio eravamo solo undici iscritti. Poi, un po\u2019 alla volta, ciascuno di noi port\u00f2 qualche amico. Alla fine del 1997 eravamo gi\u00e0 quaranta; oggi circa centoventi, di ogni et\u00e0, professione e colore. Accanto alla prima Banca del Tempo \u00e8 presto nata, infatti, anche una Banca Interetcnica, espressione delle tante nazionalit\u00e0 integrate nel nostro Quartiere.\u201d Entusiasmo e belle esperienze non facciano dimenticare le piccole difficolt\u00e0 che si incontrano in qualsiasi tipo di organizzazione: per nascere, crescere e vivere, la Banca del Tempo necessita di amore, pazienza e grandi incoraggiamenti per le persone che ne sono le fondamenta. Ci sono alti e bassi, come in tutte le fasi della vita, ed \u00e8 molto importante, per chi voglia iniziare una simile avventura, mettere in conto una buona dose di perseveranza. \u201cNegli anni \u2013 continua Leonina &#8211; abbiamo avvicinato e conquistato persone con entusiasmo e voglia di fare che si traducevano in realt\u00e0: ciascuno ha capito di essere importante ed ha avuto l\u2019opportunit\u00e0 di proporre, partecipare, contare. Senza emarginare nessuno, perch\u00e9 ogni offerta \u00e8 accolta come grande risorsa. E\u2019 una delle prime regole su cui si basa il sistema: l\u2019ora impiegata dalla casalinga per preparare una torta vale quanto quella del professionista che offre una consulenza. Si tratta, in ogni caso, di sessanta minuti di vita.\u201d Un bell\u2019esempio di scambio Qualche anno fa la nostra amica Amanda, originaria della Colombia, riusc\u00ec a convincere il marito Nello, a cui era gi\u00e0 legata con rito civile, ad accompagnarla anche nel matrimonio religioso. Per lei, credente praticante, era una festa dal valore inestimabile e avrebbe voluto, per l\u2019occasione, fiori, abito bianco, musiche, rinfresco\u2026 Durante una riunione della Banca del Tempo, nell\u2019invitarci alla sua festa, ci disse anche di questo desiderio, che tale sarebbe rimasto a causa delle tasche non proprio piene di quel periodo. Ebbene, sapete qual \u00e8 stato il regalo per Amanda? Una festa come Dio comanda. Daniela, pittrice ed appassionata di bricolage, s\u2019\u00e8 occupata della decorazione floreale della chiesa e della sala per il rinfresco, Andrea ha suonato la chitarra ed ha cantato durante la cerimonia, mia figlia Cinzia ed io abbiamo preparato chili di tartine, Federica una mega-macedonia, mio marito Paolo e l\u2019altra figlia, Dora, hanno fatto da camerieri per tutti gli invitati, Leonina ha stampato al computer le partecipazioni ed il menu, Claudia e Marina hanno confezionato bomboniere con ago e uncinetto\u2026 Insomma, tutti hanno messo qualche ora del loro tempo per organizzare quella che \u00e8 diventata una festa indimenticale. Amanda ha staccato, per ciascuno di noi, un assegno corrispondente alle ore impiegate. Il costo di fiori, cibo, carta e materiale vario rientrava nel regalo che gli amici le avrebbero comunque fatto. Amanda non ha speso nulla. Per qualche mese, per\u00f2, ha cercato di mettere in pari il suo conto corrente tenendo lezioni di spagnolo che gli allievi-soci le hanno pagato con assegni in ore, o aiutando la segreteria della Banca del Tempo per telefonate o lavori vari, venendo sempre remunerata in ore.<\/p>\n<p>Per altre informazioni sulle Banche del Tempo:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.tempomat.it\/\" target=\"_blank\">Banche del Tempo del Comune di Rimini<br \/>\nRegione Emilia-Romagna<br \/>\nTempomat. Osservatorio Nazionale sulle Banche del Tempo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; l&#8217;amico Lino, col suo commento di oggi, a farmi ricordare che \u00e8 proprio ora (\u00e8 il caso di dirlo&#8230;) di parlare della Banca del Tempo. 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