{"id":391,"date":"2009-04-11T17:39:27","date_gmt":"2009-04-11T15:39:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2009\/04\/11\/buona-pasqua-con-le-uova-benedette\/"},"modified":"2011-08-02T16:05:38","modified_gmt":"2011-08-02T14:05:38","slug":"buona-pasqua-con-le-uova-benedette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2009\/04\/11\/buona-pasqua-con-le-uova-benedette\/","title":{"rendered":"Buona Pasqua con le uova benedette"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono tradizioni dure a morire&#8230;<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno Cristella ha deciso solo all&#8217;ultimo momento di andare in chiesa a portare a benedire le uova per la colazione del giorno di Pasqua.<\/p>\n<p>E&#8217; un gesto che in Romagna si ripete, da chiss\u00e0 quanto, nel pomeriggio del Sabato Santo. Ogni famiglia porta sull&#8217;altare il suo cestino di uova &#8211; crude o gi\u00e0 rassodate &#8211; avvolte in un bel tovagliolino ricamato. E&#8217; quasi una gara a chi ha il pizzo o il cestino pi\u00f9 bello e delicato&#8230; Ai bambini, di solito, viene dato il compito di dipingere le uova o decorare il cestino stesso.<\/p>\n<p>Don Giuliano, il parroco di Viserba, ha posto un bel cartello accanto all&#8217;altare: &#8220;Benedizione uova dalle 14.30, ogni mezz&#8217;ora&#8221;.<\/p>\n<p>Cristella negli ultimi anni &#8211; da quando le principesse sono cresciute e non dipingono pi\u00f9 il loro ovetto &#8211; aveva incaricato delle benedizione la sorella. Oggi, invece, ha voluto riprovare&#8230; Forse \u00e8 anche un percorso suggerito da questi giorni cos\u00ec angoscianti.<br \/>\nInsomma, per farla breve: nella piccola chiesa di Viserba fra le 14.30 e le 15.00 \u00e8 stato un continuo arrivare. Signore anziane, giovani donne e qualche pap\u00e0 coi figli tutti emozionati, alcuni uomini adulti&#8230; Molte persone che non frequentano spesso la chiesa&#8230; L&#8217;altare non \u00e8 bastato. E si trattava solo della prima &#8220;mandata&#8221; di benedizioni! Don Giuliano ha dovuto aggiungere due panche per far posto ai cestini che continuavano ad arrivare.<br \/>\nUno spettacolo commovente, che fa capire quanto le nostre tradizioni siano dure a morire.<\/p>\n<p>Una bimba sui quattro anni accompagnava la nonna e, fiera, portava il suo mini-cestino.<\/p>\n<p>&#8220;Ti posso fare una foto?&#8221;<\/p>\n<p>Domani mattina, dunque, uovo sodo e una fetta di ciambella. Come da tradizione.<\/p>\n<p>Ecco cosa scrive Vittorio Tonelli, noto scrittore folclorista, nel suo libro &#8220;Il diavolo e l&#8217;acqua Santa in Romagna&#8221;.<\/p>\n<p><em>Le uova, che un tempo non si mangiavano durante la quaresima, si accumulavano in cucina per gli impasti delle pagnotte e dei passatelli, per essere cotte sode (quelle benedette) e servite a colazione al mattino di Pasqua, con la pagnotta.<\/em><\/p>\n<p><em>Prima di mangiare si baciava l&#8217;uovo, si diceva un Pater-Ave-Gloria e si provvedeva a buttar il guscio nel fuoco, manifestando lo stesso rispetto usato dalla massaia per l&#8217;acqua di bollitura, che, considerata benedetta, si conservava come detergente prodigioso della pelle o si buttava, propizia, nell&#8217;orto o sulle siepi (o, comunque, dove non poteva essere calpestata). <\/em><\/p>\n<p><strong>Buona Pasqua a tutti! <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono tradizioni dure a morire&#8230; Quest&#8217;anno Cristella ha deciso solo all&#8217;ultimo momento di andare in chiesa a portare a benedire le uova per la colazione del giorno di Pasqua. E&#8217; un gesto che in Romagna si ripete, da chiss\u00e0 quanto, nel pomeriggio del Sabato Santo. Ogni famiglia porta sull&#8217;altare il suo cestino di uova [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"nf_dc_page":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1],"tags":[26,563],"class_list":["post-391","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-parole-in-liberta","tag-famiglia","tag-romagna"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pBsIj-6j","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/391","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=391"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/391\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1374,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/391\/revisions\/1374"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=391"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=391"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=391"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}