{"id":376,"date":"2009-02-25T19:02:53","date_gmt":"2009-02-25T18:02:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2009\/02\/25\/finalmente-su-questo-schermo-i-brazadel-dlimpajeda\/"},"modified":"2009-02-25T22:03:26","modified_gmt":"2009-02-25T21:03:26","slug":"finalmente-su-questo-schermo-i-brazadel-dlimpajeda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2009\/02\/25\/finalmente-su-questo-schermo-i-brazadel-dlimpajeda\/","title":{"rendered":"Finalmente su questo schermo: i brazad\u00e9l d&#8217;l&#8217;impaj\u00e8da"},"content":{"rendered":"<p>Finalmente ce l\u2019ho fatta!<br \/>\nE\u2019 pi\u00f9 di un mese che giro attorno ai <em>brazad\u00e9l d\u2019l\u2019impaj\u00e8da, <\/em>ricetta della tradizione romagnola rammentatami dalla <strong>Pierina d\u2019e\u2019 Z\u00e0qual<\/strong>, la suocera 98enne di mia sorella Teresa. La nonna, sapendo del mio interesse per la cucina del passato, un giorno mi disse: \u201c<em>Parch\u00e9 t\u2019an f\u00e9 i brazad\u00e9l d\u2019l\u2019impaj\u00e8da?<\/em>\u201d (perch\u00e9 non fai i bracciatelli dell\u2019impagliata?)\u201d<br \/>\n\u201cMa come si fanno, nonna?\u201d<br \/>\n\u201c<em>Sa sar\u00e0l mai! T\u2019f\u00e9 di bisc\u00f2t t\u00f2nd s\u2019e\u2019 bus t\u2019e\u2019 m\u00e8z<\/em>\u2026\u201d (cosa sar\u00e0 mai! Fai dei biscotti tondi col buco nel mezzo\u2026).<br \/>\nBeh, facile per lei.<br \/>\nMi sono fatta spiegare per bene la ricetta e a casa ho provato. Siccome lei abita a Gatteo a Mare e io a Viserba e vado a trovarla una volta a settimana, per poterle far vedere il mio lavoro ho documentato con la fotocamera.<br \/>\n\u201cNo, no! Cos\u00ec non va &#8211; mi ha detto la prima volta \u2013 Buco troppo largo, biscotto troppo secco.\u201d<br \/>\nInsistere, mai arrendersi. Alla seconda prova, il risultato \u00e8 sembrato migliore gi\u00e0 all\u2019assaggio, anche senza l\u2019approvazione della nonna. Ma il diavolo ci ha messo la zampino: la maestra di cucina romagnola \u00e8 stata ricoverata d\u2019urgenza per problemi al cuore, vecchio e stanco. Gi\u00e0 pensavo di aver perso per sempre la possibilit\u00e0 di recuperare questa ricetta dalla fonte migliore (la memoria vivente delle vere <em>arzdore),<\/em> quando la situazione \u00e8 migliorata e la nonna \u00e8 tornata a casa, piuttosto pimpante e attenta come prima.<br \/>\nEcco: subito, alla prima visita, arrivo io con le nuove fotografie. <\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" height=\"313\" width=\"418\" alt=\"i bracciatelli da infornare\" title=\"i bracciatelli da infornare\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/farm4.static.flickr.com\/3394\/3308890281_c22375202e_m.jpg?resize=418%2C313\" \/><br \/>\n<img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" height=\"312\" width=\"417\" alt=\"i bracciatelli pronti\" title=\"i bracciatelli pronti\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/farm4.static.flickr.com\/3623\/3308894635_cccacfba4e_m.jpg?resize=417%2C312\" \/><\/p>\n<p>\u201c<em>Ai s\u00e9m! Stavolta i va b\u00e9n!<\/em>\u201d (ci siamo, questa volta vanno bene!). Evviva! (in tutti i sensi&#8230;).<\/p>\n<p>Allora, prima della ricetta, qualche riga sul perch\u00e9 questi biscotti si chiamano cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong><em>Brazad\u00e8l<\/em><\/strong> o bracciatello: Quondamatteo scrive che \u201cbracciatella\u201d \u00e8 voce del XIII secolo e il dolce \u00e8 documentato, come <em>bracidellus<\/em>, in una glossa latina medievale del X secolo. Secondo la rivista di studi romagnoli \u201cLa  Pi\u00e8\u201d deriverebbe dal fatto che veniva spontaneo, ai primitivi venditori, usare il braccio per tenerveli comodamente e in mostra. Era tradizione &#8211; lo dicono i libri, ma lo conferma la nonna &#8211; preparare questi biscotti a casa e portarli dal fornaio del paese per la cottura (quando il forno veniva spento, dopo il lavoro notturno del pane, e rimaneva la temperatura giusta per ciambelle e biscotti). Si preparavano per le cresime e per i battesimi, ma, specialmente, quando si andava a far visita a una donna che aveva partorito da poco. In quest\u2019ultimo caso era la mamma della puerpera, che preparava un bel <em>pan\u00ecr ad brazad\u00e9l<\/em> (un paniere di bracciatelli) per farne dono alla figlia, che solitamente non viveva con lei. Ed \u00e8 per questo che il loro nome \u00e8 legata all\u2019<strong>impagliata<\/strong>, cos\u00ec come viene definita in molte regioni d&#8217;Italia la neo-mamma.<br \/>\nEcco cosa scrive il solito Gianni Quondamatteo sul termine<strong><em> impaj\u00e8da<\/em><\/strong>: la puerpera \u00e8 l\u2019<em>impaj\u00e8da<\/em>. Nelle \u201cRelazioni dei parroci del dipartimento del Rubicone, al podest\u00e0 di Forl\u00ec&#8221; (1811), c\u2019\u00e8 l\u2019espressione <em>a j\u2019\u00f2 la moi int\u2019la paja<\/em> (ho la moglie nella paglia), che il marito pronunciava quando la moglie aveva partorito. Mentre <em>a j\u2019\u00f2 la moi in s\u2019l\u2019ar\u00f2la<\/em> (sull\u2019arola) era detto quando la donna avvertiva le prime doglie. Alle prime doglie la donna sedeva davanti al focolare, coi piedi sull\u2019arola, appoggiandosi alla conocchia. <em>Impaj\u00e8da <\/em>era anche il pranzo in occasione del battesimo. <em>And\u00e9m da l\u2019impaj\u00e8da<\/em> (andiamo a trovare la puerpera) e le si portava in dono una gallina per fare un buon brodo, uova fresche, zucchero, caff\u00e8, ciambella. La prima uscita della puerpera era dedicata alla chiesa per l\u2019offerta alla Madonna di un mazzo di candele.<\/p>\n<p><strong>Ricetta dei brazad\u00e9l d\u2019l\u2019impaj\u00e8da<\/strong><br \/>\n<strong>Ingredienti<\/strong>:<br \/>\n500 g di farina 00; 200 g di strutto; 200 g di zucchero; 4 uova; 1 bicchierino di anice; 1 bustina di lievito per dolci; la buccia grattugiata di un limone.<br \/>\n<strong>Preparazione:<\/strong><br \/>\n lavorare la farina, il lievito, lo zucchero, la buccia grattugiata del limone, lo strutto e il bicchierino di anice. Impastare tutto con le uova fino ad ottenere un composto sodo, che verr\u00e0 avvolto in  pellicola per alimenti e fatto riposare in frigo per un\u2019ora. Col matterello stendere l\u2019impasto fino ad ottenere uno spessore di 3 \u2013 4 mm. Ricavarne delle forme rotonde utilizzando una tazza da caffelatte per il bordo esterno e un bicchierino da liquore per il bordo interno. Mettere i biscotti su una teglia foderata con carta da forno e cuocere a 160\u00b0 circa per 10-12 minuti (si devono appena colorire).<br \/>\nAi tempi della nonna Pierina non si faceva, ma oggi, in tempi di abbondanza, i bracciatelli si possono spolverizzare con zucchero a velo.<br \/>\nBuon appetito!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente ce l\u2019ho fatta! E\u2019 pi\u00f9 di un mese che giro attorno ai brazad\u00e9l d\u2019l\u2019impaj\u00e8da, ricetta della tradizione romagnola rammentatami dalla Pierina d\u2019e\u2019 Z\u00e0qual, la suocera 98enne di mia sorella Teresa. 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