{"id":352,"date":"2008-12-24T21:06:05","date_gmt":"2008-12-24T20:06:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/12\/24\/anche-questanno-il-rito-dei-cappelletti\/"},"modified":"2008-12-24T21:06:05","modified_gmt":"2008-12-24T20:06:05","slug":"anche-questanno-il-rito-dei-cappelletti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/12\/24\/anche-questanno-il-rito-dei-cappelletti\/","title":{"rendered":"Anche quest&#8217;anno, il rito dei cappelletti"},"content":{"rendered":"<div class=\"storycontent\">Non sar\u00f2 originale, ma in questa giornata di vigilia sono stata indaffarata, come penso la maggior parte delle donne italiane, nei preparativi culinari per il Natale. Quindi, mi vorrete scusare se, semplicemente, copio-incollo quanto scritto un anno fa. Il rito dei cappelletti s&#8217;\u00e8 ripetuto anche oggi pomeriggio. Tale e quale. Come chiss\u00e0 quante volte in passato&#8230;<\/p>\n<p>Buon Natale dalla Romagna!<\/p>\n<p>&#8220;Mi siedo al computer solo ora, dopo un pomeriggio in cucina. (&#8230;)<br \/>\nQuello della preparazione dei cappelletti \u00e8 un rito &#8220;nostro\u201d. S\u00ec, perch\u00e9 per tradizione si tratta di un lavoro collettivo: la suocera, la nuora (cio\u00e8 la sottoscritta) e la nipote mezzo-romana che ha nostalgie culinarie romagnole. Un pomeriggio intero a tirare la sfoglia, tagliarla in quadratini, riempirla col \u201ccomposto\u201d, richiuderla e formare file ordinate di cappelletti sui vassoi infarinati.<\/p>\n<p>Calcolandone una ventina a testa e tenendo presente che a tavola saremo undici, abbiamo preparato la bellezza di 300 cappelletti\u2026 Si sa come vanno queste cose: meglio stare abbondanti!<\/p>\n<p>E\u2019 tradizione, in Romagna, che la vigilia di Natale la famiglia si ritrovi per preparare questo tipo di pasta. Ognuno fa qualcosa. E, come succede sempre con le preparazioni tipiche, le ricette, seppur simili, sono differenti da famiglia in famiglia. Quelli che abbiamo preparati oggi, ad esempio, sono i cappelletti della Romagna del sud, col ripieno di carne macinata e formaggio grattugiato, pi\u00f9 somiglianti ai tortellini bolognesi.<\/p>\n<p>Quelli della mia infanzia, invece, sono pi\u00f9 tipici della zona di Cesena e del Rubicone: pi\u00f9 morbidi, col ripieno di formaggi, a cui si aggiunge solo una piccola parte di carne (solitamente petto di cappone). Sono i cappelletti della mia mamma, che li faceva seguendo la ricetta di Pellegrino Artusi.<\/p>\n<p>Il mio \u201c<strong>Buon Natale<\/strong>\u201d ai lettori passa quindi attraverso questo piatto della tradizione, cos\u00ec come lo racconta il gastronomo di Forlimpopoli.<br \/>\nPeccato che attraverso Internet non si possano ancora inviare profumi e sapori. Chiss\u00e0, forse in un futuro neanche tanto lontano questo sar\u00e0 possibile\u2026 Intanto, godetevi la lettura in \u201cstile Artusi\u201d.<br \/>\n<a title=\"cappelletti\" class=\"imagelink\" rel=\"attachment\" id=\"p140\" href=\"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/\/?attachment_id=140\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"111\" height=\"90\" alt=\"cappelletti\" id=\"image140\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2007\/12\/cappelletti.jpg?resize=111%2C90&#038;ssl=1\" \/><\/a><br \/>\nDa \u201c<a target=\"_blank\" title=\"Il libro\" href=\"http:\/\/www.pellegrinoartusi.it\/la_cucina_artusiana.htm\">La Scienza in Cucina e l\u2019Arte di mangiar bene<\/a>\u201d di Pellegrino Artusi<\/p>\n<p><strong>Ricetta n. 7 &#8211; CAPPELLETTI ALL\u2019USO DI ROMAGNA<\/strong><br \/>\nSono cos\u00ec chiamati per la loro forma a cappello. Ecco il modo pi\u00f9 semplice di farli onde riescano meno gravi allo stomaco.<br \/>\nRicotta, oppure met\u00e0 ricotta e met\u00e0 cacio raviggiolo, grammi 180.<br \/>\nMezzo petto di cappone cotto nel burro, condito con sale e pepe, e tritato fine fine colla lunetta.<br \/>\nParmigiano grattato, grammi 30.<br \/>\nUova, uno intero e un rosso.<br \/>\nOdore di noce moscata, poche spezie, scorza di limone a chi piace.<br \/>\nUn pizzico di sale.<br \/>\nAssaggiate il composto per poterlo al caso correggere, perch\u00e9 gl\u2019ingredienti non corrispondono sempre a un modo. Mancando il petto di cappone, supplite con grammi 100 di magro di maiale nella lombata, cotto e condizionato nella stessa maniera.<br \/>\nSe la ricotta o il raviggiolo fossero troppo morbidi, lasciate addietro la chiara d\u2019uovo oppure aggiungete un altro rosso se il composto riescisse troppo sodo. Per chiuderlo fate una sfoglia piuttosto tenera di farina spenta con sole uova servendovi anche di qualche chiara rimasta, e tagliatela con un disco rotondo della grandezza come quello segnato. Ponete il composto in mezzo ai dischi e piegateli in due formando cos\u00ec una mezza luna; poi prendete le due estremit\u00e0 della medesima, riunitele insieme ed avrete il <em>cappelletto <\/em>compito.<br \/>\nSe la sfoglia vi si risecca fra mano, bagnate, con un dito intinto nell\u2019acqua, gli orli dei dischi. Questa minestra per rendersi pi\u00f9 grata al gusto richiede il brodo di cappone; di quel rimminchionito animale che per sua bont\u00e0 si offre nella solennit\u00e0 di Natale in olocausto agli uomini. Cuocete dunque i <em>cappelletti <\/em>nel suo brodo come si usa in Romagna, ove trovereste nel citato giorno degli eroi che si vantano di averne mangiati cento; ma c\u2019\u00e8 il caso per\u00f2 di crepare, come avvenne ad un mio conoscente. A un mangiatore discreto bastano due dozzine.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sar\u00f2 originale, ma in questa giornata di vigilia sono stata indaffarata, come penso la maggior parte delle donne italiane, nei preparativi culinari per il Natale. Quindi, mi vorrete scusare se, semplicemente, copio-incollo quanto scritto un anno fa. Il rito dei cappelletti s&#8217;\u00e8 ripetuto anche oggi pomeriggio. Tale e quale. 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