{"id":350,"date":"2008-12-16T21:56:45","date_gmt":"2008-12-16T20:56:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/12\/16\/la-card-di-lia\/"},"modified":"2008-12-16T21:56:45","modified_gmt":"2008-12-16T20:56:45","slug":"la-card-di-lia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/12\/16\/la-card-di-lia\/","title":{"rendered":"La card di Lia"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono satire di serie A e altre di serie B.<\/p>\n<p>Fra i tanti articoli della scrittrice ormai del tutto riminese <strong>Lia Celi <\/strong>&#8211; che ho sempre apprezzato, anche quando prende in giro noi, suoi concittadini &#8211; questo che trascrivo qua sotto, pubblicato sull&#8217;ultimo numero di <a target=\"_blank\" title=\"il sito di Chiamami Citt\u00e0\" href=\"http:\/\/www.chiamamicitta.net\/\">Chiamami Citt\u00e0<\/a>, \u00e8 di primissima categoria.<\/p>\n<p>Oltre che segnalarvi il <a target=\"_blank\" title=\"Liaceli.com\" href=\"http:\/\/www.liaceli.com\/\">sito di Lia<\/a>, tra l&#8217;altro super mamma di quattro (dicansi 4!) bellissimi bambini, non faccio altro che suggerirvi la lettura dell&#8217;articolo ad alta voce.<\/p>\n<p>Soprattutto le parti virgolettate messe in bocca al <strong>Ministvo Tvemonti<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Buon divevtimento, giovani!<\/em><br \/>\n<span style=\"font-size: large\">Ecco come usare il gadget natalizio pi\u00f9 in voga (di Lia Celi)<\/span><br \/>\nE tu ce l\u2019hai gi\u00e0 la Social Card? La versione aggiornata della tessera annonaria del tempo\u00a0 che fu si profila come il non-status-symbol pi\u00f9 imbarazzante dopo la palla al piede dei condannati ai lavori forzati: anonima come la Social Card, ma se ce l\u2019hai addosso, \u00e8 difficile dire che non \u00e8 tua. Anzi, la Social Card imbarazza ancora prima di riceverla. Perch\u00e9 ti viene annunciata con una letterina ministeriale, suppongo di questo tenore: \u00abCavo\u00a0 amico\u00a0 (bisogna\u00a0 immaginarla\u00a0 letta con la voce del ministro Tremonti), dai dati in nostvo possesso ci visulta che tu sei un pezzente. Come sapvai, il tuo govevno ha vavato pev quelli come te una genevosa\u00a0 iniziativa chiamata Social Cavd. Se sei effettivamente un movto di fame, v\u00e9cati al pi\u00f9 vicino uffcio postale a vitivave la tua Social Cavd. Attenzione: non \u00e8 commestibile.\u00bb<br \/>\nOra, sulla busta c\u2019\u00e8 scritto il tuo nome e indirizzo, e se da qui al 31 dicembre ricevi posta\u00a0 da Tremonti, pu\u00f2 esserci un solo motivo. Quindi bisogna subito occultare la lettera agli occhi dei vicini ficcanaso: uno sguardo indiscreto alla busta, e tutto l\u2019isolato dedurr\u00e0 che hai un reddito inferiore ai seimila euro (o sei uno spudorato evasore fiscale: nel caso, prima della busta, dovrai nascondere il Rolex e gli abiti firmati e dire in giro che il Suv nel tuo garage \u00e8 di un amico). Dopodich\u00e9, indossata la maschera di Batman di tuo figlio per mantenere l\u2019incognito, vai alle Poste, in un orario morto,  onde evitare amici e conoscenti. Individui subito lo sportello giusto: \u00e8 quello con una fila di Batman lunga cos\u00ec. \u00abSocial Card?\u00bb domanda l\u2019impiegato. Arrossendo sotto la maschera, farfugli che la card<br \/>\nnon \u00e8 per te.\u00a0 \u00abLo so, \u00e8 per Robin, dicono tutti la stessa cosa\u00bb, sospira l\u2019impiegato, allungandoti il tesserino.<br \/>\nE ora, via al supermercato (quello pi\u00f9 distante possibile da casa tua). E l\u00ec sei assalito dai dubbi.<br \/>\nPerch\u00e9 la Social Card vale 40 euro ma deve durarti un mese, e bisogna spenderla bene. Niente grana o filetto, meglio patate, legumi secchi e farina da polenta, che riempiono a poco prezzo il carrello e la pancia, sperando che la recessione finisca prima che ti venga la pellagra. (Casomai, investi qualche euro in un\u00a0 integratore di vitamine del gruppo B, sempre meno caro di verdure e latte fresco.) Non dimenticare una saponetta: dopo tanti anni di sapone liquido ormai non sai pi\u00f9 come si usa, ma dura di pi\u00f9 e costa meno. E ora,\u00a0 alla cassa. Qui mantenere l\u2019anonimato diventa un\u2019impresa. Se il supermercato \u00e8 poco affollato, funziona una cassa sola, ci sono almeno due persone in coda e la cassiera \u00e8 pi\u00f9 in vena di chiacchiere. E\u2019 preferibile aspettare l\u2019ora di punta, quando tutti hanno troppa fretta per guardare chi sei e come paghi, l\u2019importante \u00e8 che ti levi dai piedi alla svelta. Scegli la fila con pi\u00f9 studenti: hanno gi\u00e0 abbastanza grattacapi per conto loro, ma, a differenza di adulti e anziani, non si bevono diciotto tigg\u00ec al giorno e ci sono serie\u00a0 probabilit\u00e0 che la Social Card manco sappiano cosa sia. Dovessero farti qualche domanda sul tesserino azzurro, d\u00ec che \u00e8 \u201csocial\u201d nel senso di \u201csocial network\u201d, come Facebook:\u00a0 inserisci il tuo profilo sul sito del ministro Tremonti, e subito trovi tanti amici, alcuni dei quali lavorano alle casse dei supermercati. Hai visto mai che la Social Card diventa trendy?<\/p>\n<p>www.liaceli.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono satire di serie A e altre di serie B. Fra i tanti articoli della scrittrice ormai del tutto riminese Lia Celi &#8211; che ho sempre apprezzato, anche quando prende in giro noi, suoi concittadini &#8211; questo che trascrivo qua sotto, pubblicato sull&#8217;ultimo numero di Chiamami Citt\u00e0, \u00e8 di primissima categoria. 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