{"id":331,"date":"2008-10-30T22:58:12","date_gmt":"2008-10-30T20:58:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/10\/30\/per-i-santi-i-guanti-per-i-morti-le-fave\/"},"modified":"2008-10-30T22:58:12","modified_gmt":"2008-10-30T20:58:12","slug":"per-i-santi-i-guanti-per-i-morti-le-fave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/10\/30\/per-i-santi-i-guanti-per-i-morti-le-fave\/","title":{"rendered":"Per i Santi, i guanti. Per i Morti, le fave."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Quest\u2019anno coi proverbi proprio non ci siamo: domani, 31 ottobre, \u00e8 la vigilia di Ognissanti e, secondo la saggezza popolare, si dovrebbe essere gi\u00e0 alle porte dell\u2019inverno. Infatti \u201c<em>per i S\u00e9nt, i gu\u00e8nt<\/em>\u201d (per i Santi, i guanti) e \u201c<em>per i S\u00e9nt l\u2019inv\u00e9rni l\u2019\u00e8 ma ch\u00e8sa su<\/em>\u201d (per i Santi l\u2019inverno \u00e8 a casa sua) stonano alquanto col clima attuale.<br \/>\nQui a Rimini si sta ancora a braccia scoperte e l\u2019aria \u00e8 calda come in primavera avanzata (magari non lo dico troppo forte, per scaramanzia\u2026).<br \/>\nProverbi o non proverbi, comunque, una cosa \u00e8 certa: abbiamo gi\u00e0 risparmiato un \u201ctot\u201d nelle spese per il riscaldamento. Il che non \u00e8 poco, vista l\u2019aria di crisi che tira.<br \/>\nUn altro vecchio proverbio riferito alla giornata di Ognissanti \u00e8 il seguente: <\/span><br \/>\n<em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Inf\u00e9na ai S\u00e9nt<br \/>\nus porta a c\u00e0 al sm\u00e9nt<br \/>\ne dai S\u00e9nt in z\u00f2<br \/>\nun s\u2019in porta a c\u00e0 pi\u00f2.<\/span><\/em><br \/>\n<span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Cio\u00e8: fino ai Santi si portano a casa le sementi e dai Santi in gi\u00f9 non se ne portano a casa pi\u00f9 (perch\u00e9 secondo il calendario della campagna, frutto di chiss\u00e0 quali e quanti insegnamenti degli avi, si poteva seminare i campi o la settimana prima dei Santi o la settimana dopo).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i cibi che per tradizione si preparano \u201cper i Morti\u201d, riporto la ricetta n. 622 dalla Bibbia dei cuochi: \u201cLa scienza in cucina e l\u2019arte di mangiar bene\u201d di Pellegrino Artusi. Non ci sono solo ingredienti e modalit\u00e0 di preparazione.<br \/>\nLeggere per credere. <!--more-->FAVE ALLA ROMANA O DEI MORTI<br \/>\nQueste pastine sogliono farsi per la commemorazione dei morti e tengono luogo della fava baggiana, ossia d&#8217;orto, che si usa in questa occasione cotta nell&#8217;acqua coll&#8217;osso di prosciutto. Tale usanza deve avere la sua radice nell&#8217;antichit\u00e0 pi\u00f9 remota poich\u00e9 la fava si offeriva alle Parche, a Plutone e a Proserpina ed era celebre per le cerimonie superstiziose nelle quali si usava. Gli antichi Egizi si astenevano dal mangiarne, non la seminavano, n\u00e9 la toccavano colle mani, e i loro sacerdoti non osavano fissar lo sguardo sopra questo legume stimandolo cosa immonda. Le fave, e soprattutto quelle nere, erano considerate come una funebre offerta, poich\u00e9 credevasi che in esse si rinchiudessero le anime dei morti, e che fossero somiglianti alle porte dell&#8217;inferno.<br \/>\nNelle feste Lemurali si sputavano fave nere e si percuoteva nel tempo stesso un vaso di rame per cacciar via dalle case le ombre degli antenati, i Lemuri e gli Dei dell&#8217;inferno.<br \/>\nFesto pretende che sui fiori di questo legume siavi un segno lugubre e l&#8217;uso di offrire le fave ai morti fu una delle ragioni, a quanto si dice, per cui Pitagora ordin\u00f2 a&#8217; suoi discepoli di astenersene; un&#8217;altra ragione era per proibir loro di immischiarsi in affari di governo, facendosi con le fave lo scrutinio nelle elezioni.<br \/>\nVarie sono le maniere di fare le fave dolci; v&#8217;indicher\u00f2 le seguenti: le due prime ricette sono da famiglia, la terza \u00e8 pi\u00f9 fine.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">PRIMA RICETTA<br \/>\nFarina, grammi 200.<br \/>\nZucchero, grammi 100.<br \/>\nMandorle dolci, grammi 100.<br \/>\nBurro, grammi 30.<br \/>\nUova, n. l.<br \/>\nOdore di scorza di limone, oppure di cannella, o d&#8217;acqua di fior d&#8217;arancio.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">SECONDA RICETTA<br \/>\nMandorle dolci, grammi 200.<br \/>\nFarina, grammi 100.<br \/>\nZucchero, grammi 100.<br \/>\nBurro, grammi 30.<br \/>\nUova, n. l.<br \/>\nOdore, come sopra.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">TERZA RICETTA<br \/>\nMandorle dolci, grammi 200.<br \/>\nZucchero a velo, grammi 200.<br \/>\nChiare d&#8217;uovo, n. 2.<br \/>\nOdore di scorza di limone o d&#8217;altro.<br \/>\n<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Per le due prime sbucciate le mandorle e pestatele collo zucchero alla grossezza di mezzo chicco di riso. Mettetele in mezzo alla farina insieme cogli altri ingredienti e formatene una pasta alquanto morbida con quel tanto di rosolio o d&#8217;acquavite che occorre. Poi riducetela a piccole pastine, in forma di una grossa fava, che risulteranno in numero di 60 o 70 per ogni ricetta. Disponetele in una teglia di rame unta prima col lardo o col burro e spolverizzata di farina; doratele coll&#8217;uovo. Cuocetele al forno o al forno da campagna, osservando che, essendo piccole, cuociono presto. Per la terza seccate le mandorle al sole o al fuoco e pestatele fini nel mortaio con le chiare d&#8217;uovo versate a poco per volta. Aggiungete per ultimo lo zucchero e mescolando con una mano impastatele. Dopo versate la pasta sulla spianatoia sopra a un velo sottilissimo di farina per poggiarla a guisa di un bastone rotondo, che dividerete in 40 parti o pi\u00f9 per dar loro la forma di fave che cuocerete come le antecedenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quest\u2019anno coi proverbi proprio non ci siamo: domani, 31 ottobre, \u00e8 la vigilia di Ognissanti e, secondo la saggezza popolare, si dovrebbe essere gi\u00e0 alle porte dell\u2019inverno. 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