{"id":308,"date":"2008-09-29T22:38:25","date_gmt":"2008-09-29T20:38:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/09\/29\/settembre-1944-larco-il-ponte-e-il-sehr-geherter-herr-willi\/"},"modified":"2008-09-30T00:11:01","modified_gmt":"2008-09-29T22:11:01","slug":"settembre-1944-larco-il-ponte-e-il-sehr-geherter-herr-willi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/09\/29\/settembre-1944-larco-il-ponte-e-il-sehr-geherter-herr-willi\/","title":{"rendered":"Settembre 1944: l&#8217;Arco, il Ponte e il sehr geherter Herr Willi&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni pi\u00f9 di una volta col pensiero sono andata allo stesso periodo d\u2019inizio autunno di 64 anni fa. Tempi conosciuti in parte attraverso i racconti di chi c\u2019era, soprattutto di mia madre e di altri parenti e conoscenti anziani (io sarei nata 14 anni dopo, ma quei giorni hanno influenzato &#8211; per forza! &#8211; anche la mia vita&#8230;).<br \/>\n<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/libro%20montemaggi1.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/libro%20montemaggi1.jpg?w=625&#038;ssl=1\"  alt=\"In copertina: nei pressi dell'Arco d'Augusto un carro armato alleato impantanato nel fango causato dalle abbondanti piogge\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel <strong>settembre\/ottobre del 1944<\/strong> la Romagna, specialmente la zona compresa fra i fiumi Marecchia Rubicone, Savio &#8211; la stessa dove sono cresciuta e dove vivo &#8211; era sconvolta da piogge torrenziali che aggiunsero tragedia a tragedia, rallentando l\u2019avanzamento del fronte della Linea Gotica. Da una parte i tedeschi che resistevano, dall\u2019altra gli alleati che avanzavano.<\/p>\n<p>Della vicenda tragica riferita alla mia famiglia ho gi\u00e0 scritto nel libro <a target=\"_blank\" title=\"La tragedia della famiglia Cenni\" href=\"http:\/\/www.cristella.it\/altro\/pierina.php\"><strong>\u201cTrama e ordito, mamme che tessono la vita\u201d<\/strong><\/a>, ma volendo documentarmi anche storicamente su tale periodo, in queste settimane ho ripreso in mano alcuni libri del professor <a target=\"_blank\" title=\"il professor Montemaggi\" href=\"http:\/\/images.google.it\/imgres?imgurl=http:\/\/arengo.comune.rimini.it\/binary\/comune_rimini_arengo\/foto_foto\/20092003_inaugurazione.1134434373.jpg&#038;imgrefurl=http:\/\/arengo.comune.rimini.it\/foto\/pagina57-201.html&#038;h=430&#038;w=640&#038;sz=52&#038;hl=it&#038;start=1&#038;sig2=0EuyqCOkJiFwBwp9-5slyQ&#038;um=1&#038;usg=__ieGcw8XSoSvGc668YOUMH5Q5asw=&#038;tbnid=Y5RvlrwlCAu5LM:&#038;tbnh=92&#038;tbnw=137&#038;ei=3jjhSPf9IZOi0QS1mumlBA&#038;prev=\/images%3Fq%3Damedeo%2Bmontemaggi%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DN\"><strong>Amedeo Montemaggi<\/strong><\/a>, che alla<a target=\"_blank\" title=\"Linea Gotica su Wikipedia\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Linea_Gotica\"><strong> Linea Gotica<\/strong><\/a> ha dedicato una vita di studi e ricerche.<\/p>\n<p>Fra le altre interessanti notizie, mi ha fatto riflettere il racconto del salvataggio, direi \u201cfortuito\u201d, dei due monumenti-simbolo della citt\u00e0 di Rimini. Mentre il <a target=\"_blank\" title=\"Il Tempio Malatestiano\" href=\"http:\/\/www.comune.rimini.it\/servizi\/citta\/monumenti\/pagina8.html\"><strong>Tempio Malatestiano<\/strong><\/a> venne squarciato e quasi completamente distrutto dai bombardamenti alleati del 29 gennaio 1944, l\u2019<a target=\"_blank\" title=\"l'Arco d'Augusto\" href=\"http:\/\/www.comune.rimini.it\/servizi\/citta\/monumenti\/pagina12.html\"><strong>Arco d\u2019Augusto<\/strong><\/a> e il <a target=\"_blank\" title=\"Il Ponte di Tiberio\" href=\"http:\/\/www.comune.rimini.it\/servizi\/citta\/monumenti\/pagina1.html\"><strong>Ponte di Tiberio <\/strong><\/a>si salvarono proprio \u201cper il rotto della cuffia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ecco cosa scrive Montemaggi.<\/strong><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>Il <strong>21 settembre 1944 <\/strong>\u00e8 il giorno in cui gli alleati entrano a Rimini.<\/p>\n<p>&#8220;La nostra ritirata si \u00e8 effettuata nella notte fra il 20 e il 21 secondo i piani, favorita dal maltempo che ha diminuito l\u2019efficacia dei riflettori nemici ed ha impedito l\u2019impiego delle forze aeree. Le nostre divisioni sono pronte a difendere la nuova Linea Adelheid&#8230; Il numero dei tank distrutti nella giornata di ieri \u00e8 salito a 113&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Cos\u00ec i primi rapporti tedeschi del 21 settembre 1944, gioved\u00ec, giorno della liberazione di Rimini.<\/p>\n<p>Nella notte e nella mattina del 21 Rimini viene attaccata da tre direzioni: sulla costa dai greci della 3^ Brigata di montagna, a sud-ovest dai Canadesi del 48\u00b0 Regt. Highlanders e pi\u00f9 all\u2019interno dai Patricia che, superato il Marecchia a San Martino in Riparotta, convergono verso le Celle sulla via Emilia&#8230;<\/p>\n<p>La difesa dei paracadutisti tedeschi, supportati dai Tigre del Reparto 508, \u00e8 strenua e rallenta la spinta greco-neozelandese sulla costa verso Viserba e Bellaria, sulla strada per Ravenna.<\/p>\n<p>A Rimini i paracadutisti avevano ricevuto l\u2019ordine di abbandonare la citt\u00e0 senza combattere, previa distruzione dei numerosi ponti sull\u2019Ausa, sul Marecchia e sul deviatore del Marecchia (7 ponti stradali fra cui il bimillenario ponte di Tiberio e 4 ponti ferroviari). I pionieri (i genieri) dovevano far saltare anche i palazzi d\u2019angolo delle vie e piazze principali, affinch\u00e9 le loro macerie impedissero il passaggio ai veicoli ed ai carri armati nemici. I pionieri si mettono al lavoro. I ponti erano stati minati da mesi e i fornelli da mina erano \u201cconsegnati\u201d da un reparto all\u2019altro nel corso degli avvicendamenti delle truppe di guarnigione. Gli ultimi quattro ponti vengono consegnati al I. Battaglione Pionieri paracadutisti. Due saranno fatti saltare subito, due &#8211; compreso il Ponte di Tiberio &#8211; all\u2019ultimo momento, quando tutti i tedeschi si saranno ritirati.<\/p>\n<p>La distruzione dell\u2019Arco d\u2019Augusto e del Ponte di Tiberio era affidata agli esplosivi del maresciallo Willi Trageser, della 2. Compagnia.<\/p>\n<p><strong>Rimini e la romanit\u00e0 devono molto a Willi Trageser.<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto egli si rifiuta di far saltare l\u2019Arco d\u2019Augusto.<\/p>\n<p>\u201cIl compito affidatogli dai superiori doveva essere eseguito materialmente da un giovane graduato originario dei Sudeti, di cui Trageser non ricordava il nome \u2013 racconter\u00e0 un suo collega \u2013 Trageser personalmente diede l\u2019ordine di non fare saltare l\u2019arco, assumendosene la piena responsabilit\u00e0&#8230; Gli pareva assurdo distruggere un monumento storico del genere per non ottenere alcun risultato, dato che l\u2019arco era isolato in mezzo ad una piazza e quindi il traffico avrebbe potuto continuare benissimo.<\/p>\n<p><strong>E il nostro Ponte di Tiberio?<\/strong><\/p>\n<p>La notte sul 21 settembre Trageser prese in carica gli otto fornelli da mina, gi\u00e0 scavati da alcuni mesi sotto il piano stradale in corrispondenza dei quattro piloni centrali e contenenti ciascuno una ventina di chili di hammonal, un esplosivo igroscopico di fabbricazione francese forse usato nelle foreste per abbattere gli alberi. I fornelli, collegati a catena, usavano come detonatori secondari di fortuna dei pezzi di grondaia di circa mezzo centimetro. Quando l\u2019ultimo paracadutista usc\u00ec dal Corso d\u2019Augusto ed attravers\u00f2 il ponte Trageser provoc\u00f2 l\u2019esplosione (le pietre del ponte ne portano ancora il segno&#8230;).<\/p>\n<p>\u201cMa c\u2019era un certo accavallamento di fili &#8211; scriver\u00e0 nel 1969 il suo amico e collega Georg Schmitz \u2013 per cui ci fu solo un\u2019esplosione parziale che non fece alcun danno.\u201d Effettivamente l\u2019uso delle grondaie fu la salvezza del ponte perch\u00e9 il detonatore funzion\u00f2 male e solo due fornelli esplosero, provocando lievi danni (l\u2019esplosivo dei sei fornelli non  deflagrati rimase nascosto per 13 anni e fu scoperto durante la riparazione del piano stradale il 29 gennaio 1957).<\/p>\n<p>Dopo aver comunicato l\u2019insuccesso al Comando (cos\u00ec era l\u2019ordine) Trageser ci riprov\u00f2 una seconda, una terza volta&#8230; ma ci fu solo fumo e niente arrosto. Il ponte rimase com\u2019era.<\/p>\n<p>&#8220;Il nemico era in vista \u2013 continua Schmitz, teso da una parte a giustificare l\u2019abilit\u00e0 professionale di un pioniere paracadutista \u2013 e non era certo facile porre in funzione cariche ineccepibili.\u201d<\/p>\n<p>Comunque il fumo dovette essere molto se Trageser rifer\u00ec al Comando \u201ccerto in buona fede\u201d che il ponte era saltato.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da dubitare fortemente che l\u2019abile geniere tedesco non si fosse accorto che le cariche erano insufficienti e che il ponte era ancora intatto. D\u2019altra parte la sua distruzione non avrebbe portato a un gran risultato pratico perch\u00e9 subito a monte del ponte il greto ghiaioso del fiume non avrebbe ostacolato il passaggio dei veicoli nemici.<\/p>\n<p>Comunque dobbiamo essere grati a Trageser per il suo \u201cerrore\u201d che salv\u00f2 il monumento.<\/p>\n<p>Esiste anche un\u2019altra versione, secondo la quale sarebbe stato l\u2019Alto Comando tedesco ad ordinare che il ponte fosse risparmiato, ma l\u2019emanazione di tale ordine \u2013 riferisce Montemaggi &#8211; non risulta ai genieri paracadutisti tedeschi, cos\u00ec come non risulta che analogo ordine del ten. col. Rudolf Rennecke, comandante del Reggimento Paracadutisti, noto come salvatore del ponte e dell\u2019arco.<\/p>\n<p>Secondo la documentazione dei pionieri il salvatore del ponte fu il Feldwebel Willi Trageser, che avrebbe dovuto demolirlo insieme con l\u2019arco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni pi\u00f9 di una volta col pensiero sono andata allo stesso periodo d\u2019inizio autunno di 64 anni fa. Tempi conosciuti in parte attraverso i racconti di chi c\u2019era, soprattutto di mia madre e di altri parenti e conoscenti anziani (io sarei nata 14 anni dopo, ma quei giorni hanno influenzato &#8211; per forza! 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