{"id":30,"date":"2007-06-15T16:00:00","date_gmt":"2007-06-15T14:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacastadeibaluardi.com\/mcm\/blog\/?p=30"},"modified":"2007-07-27T21:39:25","modified_gmt":"2007-07-27T19:39:25","slug":"le-sabbie-mobili-di-viserbella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2007\/06\/15\/le-sabbie-mobili-di-viserbella\/","title":{"rendered":"Le sabbie mobili di Viserbella"},"content":{"rendered":"<p>La storia che segue riguarda un luogo non distante da casa mia: la spiaggia di <strong>Viserbella<\/strong>, precisamente qualche centinaio di metri a nord del porticciolo. Per me, viserbese dal 1983, nonostante le insegne non esistono confini precisi fra <strong>Rivabella<\/strong>, <strong>Viserba<\/strong>, <strong>Viserbella<\/strong> (solo recentemente ho imparato l\u2019esatto susseguirsi delle tre localit\u00e0\u2026). Ed \u00e8 per questo che il 23 febbraio 1999, quando ho scritto dell\u2019argomento su <strong>Il Resto del Carlino<\/strong>, ho localizzato il sito, sbagliando, sulla spiaggia di Viserba. Non me ne vogliano i viserbellesi\u2026 Insomma, le vere ed uniche <strong>sabbie mobili <\/strong>riminesi sono l\u00ec da loro. Un po\u2019 storia, un po\u2019 leggenda. Comunque, proprio l\u2019altra sera, mentre passeggiavo sul lungomare, un anziano concittadino mi ha confermato che la sorgente di acqua dolce denominata \u201c<strong>E\u2019Sourcion<\/strong>\u201d \u00e8 riaffiorata in mare, come scritto nell\u2019articolo, ed attualmente \u00e8 \u201cimbrigliata\u201d tramite un tubo che guarda verso il largo.<br \/>\nInvito i curiosi a guardare le belle foto d&#8217;epoca della collezione di Sergio Fava (viserbellese) pubblicate sul sito del <strong><a title=\"foto spiaggia\" href=\"http:\/\/www.viserba.com\/fotogallery\/anni-60-9.htm\" target=\"_blank\">Comitato Turistico di Viserba<\/a><\/strong>. Nel sito del <strong>Comitato Turistico di Viserbella<\/strong>\u00a0le <a title=\"foto viserbella\" href=\"http:\/\/www.viserbella.info\/fotogallery.php\" target=\"_blank\">due\u00a0foto a destra<\/a> ritraggono proprio l&#8217;area del Sourcion quando era riparata dal parapetto.<br \/>\n<strong>Buona lettura<br \/>\n<\/strong><br \/>\nFino agli anni Sessanta sulla spiaggia di Viserba c\u2019era un posto da dove l\u2019acqua sgorgava abbondante dal sottosuolo.<br \/>\n<strong>La storia sotto le sabbie mobili<br \/>\n<\/strong><span \/>La storia di Viserba \u00e8 indissolubilmente legata all\u2019acqua che, fresca e purissima, \u00e8 sempre sgorgata dalle numerose sorgenti (la pi\u00f9 nota \u00e8 quella chiamata Sacramora). Fino agli anni Sessanta c\u2019era addirittura un posto, sulla spiaggia, dove l\u2019acqua che sgorgava abbondantemente dava vita alle sabbie mobili. \u201cE\u2019 Sourcion\u201d, cos\u00ec si chiamava (molto probabilmente dal francese \u201csorgente\u201d). Il professor Enea Bernardi, scomparso nel dicembre 1998, aveva dedicato alle sabbie mobili viserbesi alcune pagine del suo libro \u201cStorie su due piedi\u201d. Iniziava ricordando i racconti di \u201cMar\u00f2z ad Bilet\u201d, un personaggio affabulatore che ai tempi dell\u2019infanzia lo affascinava\u00a0 (si parla degli anni Trenta).<br \/>\nEcco cosa narrava Mar\u00f2z. \u201cA un centinaio di metri dalla battigia, in una bassura fra le dune, gorgogliava un\u2019acqua sorgiva. Il verde palustre nascondeva le sabbie mobili che, ricordava spesso il mio nonno, avevano ingoiato un uomo insieme al carro e ai buoi. In un pomeriggio di novembre, uno di quelli in cui l\u2019aria tersa del garbino fa apparire le colline pi\u00f9 vicine al mare, un contadino di Castellabate alla guida di un baroccio agricolo a due ruote trainato dai suoi buoi si dirigeva alla marina. Nessuno ha mai saputo bene il motivo di questo viaggio. I vecchi ricordano che in quel pomeriggio il vento gir\u00f2 all\u2019improvviso: spir\u00f2 rigido dal mare che spar\u00ec nel caligo. Il sole si offusc\u00f2, fitti banchi di nebbia scivolarono sulla marina e ovattarono forme e suoni. Quella sera non si vedeva niente e la gente si tapp\u00f2 in casa, rinunciando all\u2019osteria per la paura di smarrirsi. Venne la mattina, ma il contadino non aveva fatto ritorno a casa. Lo cercarono da tutte le parti inutilmente. Di lui, del carro e dei suoi buoi non si ebbe mai pi\u00f9 notizia. Certi cacciatori che nella notte erano appostati nei capanni da quelle parti, dissero di aver udito dei suoni strani e di aver visto sul far del giorno le impronte ancora fresche degli zoccoli bovini e dei solchi delle ruote che terminavano alle sabbie mobili. Verso la met\u00e0 dell\u2019Ottocento sorsero altre case, poco pi\u00f9 alte di capanni, nelle adiacenze del mare. Appartenevano ai coloni che avevano imparato a vivere di pesca e costruirono il primo nucleo del paese. La zona delle sabbie mobili \u2013 riferivano sempre i vecchi \u2013 fu circondata da un parapetto di cemento a forma di cerchio.\u201d<br \/>\n\u201cE\u2019 Sourcion\u201d faceva paura, tanto che le mamme proibivano ai bambini di allontanarsi fino a quel luogo pericoloso. Molti, comunque, in scorribande avventurose provavano a esplorarlo, come racconta lo stesso Bernardi. \u201cLegati tutti insieme a una lunga corda sottratta ai marinai, mandavamo uno di noi, tirato a sorte, verso il centro delle sabbie mobili. Nonostante i reiterati tentativi spericolati, nessuno di noi ragazzi riusc\u00ec mai ad arrivare al centro: man mano che si avanzava, si sentiva una forza invincibile che succhiava verso il basso, i piedi annaspavano fasciati dalla sabbia inconsistente. La sensazione era di precipitare in un vuoto senza fine, come negli incubi dei sogni. La guerra distrusse anche a Viserba case e memorie. I soldati si accamparono intorno a \u2018E\u2019 Sourcion\u2019, scaricandogli addosso rifiuti e macerie. Inizi\u00f2 cos\u00ec la sua agonia. Negli anni del dopoguerra lo vidi boccheggiare perch\u00e9 non riusciva pi\u00f9 a respirare e a succhiare. Erano rimaste le polle centrali, quelle che noi ragazzi non avevamo mai osato profanare. Il colpo di grazia definitivo gli fu dato quando fu riempito con colate di cemento e il grande anello fu abbattuto, per lasciare il\u00a0 posto a una spiaggia piatta e sbiadita. Dopo un po\u2019 \u2018E\u2019 Sourcion\u2019 s\u2019\u00e8 preso una piccola rivincita: \u00e8 rispuntato a un centinaio di metri, verso il mare, sotto forma di una piscina d\u2019acqua fresca e chiara che si allargava sulla spiaggia.\u201d<br \/>\n<span \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia che segue riguarda un luogo non distante da casa mia: la spiaggia di Viserbella, precisamente qualche centinaio di metri a nord del porticciolo. Per me, viserbese dal 1983, nonostante le insegne non esistono confini precisi fra Rivabella, Viserba, Viserbella (solo recentemente ho imparato l\u2019esatto susseguirsi delle tre localit\u00e0\u2026). 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