{"id":269,"date":"2008-07-29T19:46:49","date_gmt":"2008-07-29T17:46:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/07\/29\/noi-siamo-anche-quello-che-i-nostri-padri-ci-hanno-insegnato\/"},"modified":"2008-07-31T19:37:42","modified_gmt":"2008-07-31T17:37:42","slug":"noi-siamo-anche-quello-che-i-nostri-padri-ci-hanno-insegnato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/07\/29\/noi-siamo-anche-quello-che-i-nostri-padri-ci-hanno-insegnato\/","title":{"rendered":"Noi siamo anche quello che i nostri padri ci hanno insegnato"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\"><a title=\"Marco Porcio Catone che legge il Fedone prima di suicidarsi\" class=\"imagelink\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/07\/180px-Marcus_Porcius_Cato.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"46\" height=\"96\" alt=\"Marco Porcio Catone che legge il Fedone prima di suicidarsi\" id=\"image268\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/07\/180px-Marcus_Porcius_Cato.jpg?resize=46%2C96&#038;ssl=1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Ho ricevuto privatamente un commento al precedente post da parte di un amico blogger, linkato fra i preferiti dalla prima ora. <a target=\"_blank\" title=\"Il blog di Montanari su La Stampa\" href=\"http:\/\/antoniomontanarinozzoli.blog.lastampa.it\/\">Antonio Montanari<\/a> per Cristella \u00e8 il prof. &#8220;Tamtama&#8221; (pseudonimo, risalente ai tempi della sua collaborazione col settimanale <a target=\"_blank\" title=\"il settimanale Il Ponte\" href=\"http:\/\/www.ilponte.com\/\">Il Ponte<\/a>, che voleva indicare un&#8217;<em>alga tamarensis <\/em>talvolta leggermente &#8220;urticante<em>&#8220;. <\/em>Effetto &#8211; non secondario &#8211; provocato molto frequentemente da chi \u00e8 solito pensare con la sua testa).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Il commento di Antonio merita di essere trasformato in post dalla bacchetta magica di Cristella. La quale Regina, al cospetto del testo di Tamtama, si fa piccola piccola e, semplicemente, ringrazia.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Buona lettura!<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: #333333\"><strong>Noi siamo anche quello che i nostri padri ci hanno insegnato.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: #333333\">Non soltanto quelli biologici, ma pure i &#8220;maestri&#8221; come li chiamavano una volta, quelli che educano a distanza di secoli.<br \/>\nForse oggi ci sentiamo tutti orfani. Il dibattito non accetta precetti suggeriti. Siamo orgogliosi, ed \u00e8 giusto, di rivendicare la nostra libert\u00e0 di ricerca. Sono noiosissimi, e da evitare, quanti premettono &#8220;come diceva Tizio&#8221;. Per cui m&#8217;affaccio nel discorso con un modesto &#8220;ho imparato&#8221;. Dal Catone dantesco ho imparato che le ragioni delle coscienza possono promuovere un suicida a custode dell&#8217;isola del Purgatorio, a simbolo della libert\u00e0 morale, cio\u00e8 per rappresentare ragioni con cui superare una condanna pura e semplice del suo gesto, della sua figura e del suo modo di concepire il rapporto vita-dignit\u00e0.<br \/>\nHa spiegato un altro mio personale maestro, pi\u00f9 vicino nel tempo, Ezio Raimondi, che Catone \u00abdiviene col proprio sacrificio un&#8217;ombra che annuncia di lontano, e nei limiti di un gesto imperfetto, il vero Cristo liberatore\u00bb.<br \/>\nSta scritto: &#8220;Non giudicare&#8221;. Dante non soltanto giudica, ma rovescia un mondo: perch\u00e9 ad uccidere Catone non \u00e8 la sua stessa mano ma quella di altri, di quanti lo privano del respiro della libert\u00e0, lo torturano da vivo sino a gioire della sua fine.<br \/>\nNel dolore della malattia, fin dove \u00e8 lecito lasciare che la natura faccia il suo corso senza che l&#8217;accanirsi sia soltanto un fatto sperimentale (persino crudele)? Il testamento biologico dovrebbe essere un diritto. Non contrasta con le leggi morali della coscienza, n\u00e9 con le norme del Diritto.<br \/>\nHo imparato da ragazzino la lezione di un signore che era rientrato dalla Francia, dove era immigrato sotto il fascismo perch\u00e9 anarchico. Aveva trovato qui una compagna che gli aveva dato da poco una bimba. Al medico disse di voler rimanere nel suo letto, rifiutando ogni ricovero ed ogni cura. L\u00ec se ne and\u00f2 in silenzio. Forse anche per lui le campane della chiesa avrebbero potuto suonare. Come facevano per la &#8220;venal prece&#8221; dei parrocchiani fedeli e solventi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: #333333\"><br \/>\nSono amico da tempo del coetaneo <strong>don Piergiorgio<\/strong>. Quando dirigeva &#8220;<strong>il Ponte<\/strong>&#8221; (a cui nel 1982  mi chiam\u00f2 a collaborare), lo salutavo scherzosamente con un vecchio motto della &#8220;contestazione globale&#8221; (che non ho mai condiviso), &#8220;Cloro al clero&#8221;. Lui \u00e8 un prete saggio, conosce la storia della Chiesa, legge nei cuori delle persone e non monta mai in cattedra. La nostra citt\u00e0 gli pu\u00f2 essere grata per tante cose, anche per come ha diretto un giornale. Che non \u00e8 cosa secondaria, nell\u2019andar del tempo.<br \/>\nLa stima che gli porto non fa velo alla mia sincerit\u00e0. Ha detto cose giuste, condivisibili, nel suo bell&#8217;intervento. Non mi soddisfa appieno la conclusione. Certi temi come quello di cui ci occupiamo, non fanno vendere di pi\u00f9. Basta soffermarsi un quarto d&#8217;ora presso un&#8217;edicola, e vedere quali giornali e quali notizie fanno fare la fila.<br \/>\nCaro Piergiorgio, hai come al solito scritto argomentazioni coraggiose. Una confidenza. Mi fanno paura i discorsi sul relativismo, le accuse al mondo come causa di corruzione, eccetera. Sono i temi prevalenti di un papato &#8220;astratto&#8221; che gode dell&#8217;esibizione del lusso nei paramenti sacri. Io sono fermo al Ges\u00f9 della stalla, non per un rimpianto della puerizia, ma per rivendicazione &#8220;anarchica&#8221; di un progetto di salvezza che coinvolga tutti. Ma che fa la Chiesa romana di oggi per condannare le guerre, gli sfruttamenti, le morti per fame, gli egoismi dei popoli ricchi che sterminano quelli poveri? Qualche calibrata frase nel ricercato eloquio della Segreteria di Stato, pu\u00f2 bastare?<br \/>\nPer non tirarla troppo per le lunghe. Giovanni Romeo racconta in \u00abAmori proibiti. I concubini tra Chiesa e Inquisizione\u00bb storie di feroce terrorismo ideologico ecclesiastico. Uno dei fatti meno orripilanti: nel 1610 una concubina fu costretta \u00abad allontanare i sei figli, con la sola esclusione di quelli che avevano meno di tre anni\u00bb (p. 53).<br \/>\nDopo quattro secoli rabbrividiamo al pensiero di queste nefandezze. Tra quattro secoli succeder\u00e0 anche per le cose di oggi? Come quella di cui stiamo occupandoci. Dove pi\u00f9 che mai ci sentiamo \u00abimperfetti\u00bb, ma dove si spera una forza di liberazione che non toglie nulla, ma dona una fine ai dolori non alla vita. Anche Ges\u00f9 sulla croce rimprover\u00f2 il Padre: \u00abPerch\u00e9 mi hai abbandonato?\u00bb.<br \/>\nOggi quale Chiesa \u00e8 vicina ai drammi di noi miseri? Non certo quella che programma piani edilizi, vendite di immobili, che guarda non ai gigli dei campi ma ai campi su cui far costruire case, che programma carriere politiche, riscuote affitti dai Comuni per i propri seminari, che coinvolge i teologi anche nel programmare un racconto giornalistico delle feste di un borgo cittadino, perch\u00e9 si crede che tutto ci\u00f2 rientri in un progetto pastorale. Mentre i giovani fuggono verso lo sballo, dopo aver frequentato in massa le lezioni facoltative di Religione nelle scuole laiche&#8230;<br \/>\nDon Piergiorgio, mi piacerebbe leggerti su questi temi per avere un chiarimento da chi ha pensiero libero e sta con i piedi per terra.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: #333333\"><strong><br \/>\nAntonio Montanari<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho ricevuto privatamente un commento al precedente post da parte di un amico blogger, linkato fra i preferiti dalla prima ora. Antonio Montanari per Cristella \u00e8 il prof. &#8220;Tamtama&#8221; (pseudonimo, risalente ai tempi della sua collaborazione col settimanale Il Ponte, che voleva indicare un&#8217;alga tamarensis talvolta leggermente &#8220;urticante&#8220;. 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