{"id":233,"date":"2008-06-02T23:10:14","date_gmt":"2008-06-02T21:10:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/06\/02\/pelati-e-ben-tondi-per-farsi-mettere-in-mezzo\/"},"modified":"2008-06-02T23:10:14","modified_gmt":"2008-06-02T21:10:14","slug":"pelati-e-ben-tondi-per-farsi-mettere-in-mezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/06\/02\/pelati-e-ben-tondi-per-farsi-mettere-in-mezzo\/","title":{"rendered":"Pelati e ben tondi, per farsi mettere in mezzo&#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">\u201c<em>Gli uccelli devono essere freschi e grassi; ma soprattutto freschi. In que&#8217; paesi dove si vendono gi\u00e0 pelati bisogna essere tondi bene per farsi mettere in mezzo<\/em>.\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Ecco, gi\u00e0 vedo i lettori sorpresi da questa nuova <em>verve<\/em> erotomane di <strong>Cristella.<\/strong>.. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">No, suvvia! Ma che andate a pensare? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Questo \u00e8 solo l\u2019incipit della ricetta n. 528 della Bibbia dei gastronomi:<strong> \u201cLa scienza in cucina e l\u2019arte di mangiar bene\u201d <\/strong>di<strong> <a target=\"_blank\" title=\"Accademia Artusi\" href=\"http:\/\/www.pellegrinoartusi.it\/pellegrino_artusi.htm\">Pellegrino Artusi<\/a><\/strong>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">E\u2019 curioso il modo in cui l\u2019Artusi scrive le sue ricette, messe poi in pratica dalla fedele Marietta: un <\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">saggio storico e sociologico, pi\u00f9 che un semplice libro di cucina. Proprio in questo mese di giugno, dal 21 al 29, a Forlimpopoli si terr\u00e0 la dodicesima edizione della <a target=\"_blank\" title=\"La Festa Artusiana\" href=\"http:\/\/www.pellegrinoartusi.it\/la_festa_artusiana.htm\"><strong>Festa Artusiana<\/strong><\/a>: nove giorni all\u2019insegna di cultura, gastronomia, mostre, mercato, spettacolo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Potrebbe essere la scusa per un piacevole viaggio in Romagna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">E, comunque, ecco come prosegue la spiegazione per preparare g<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">li <strong>\u201cUccelli arrosto\u201d <\/strong>(ad essere sincera i dettagli olfattivi non invogliano affatto a provarli&#8230;).<br \/>\n<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">\u201cSe li vedete verdi o col brachiere, cio\u00e8 col buzzo nero, girate largo; ma se qualche volta rimaneste ingannati, cucinateli come il piccione in umido n. 276, perch\u00e9 se li mettete allo spiede, oltrech\u00e9 aprirsi tutti durante la cottura, tramandano, molto pi\u00f9 che fatti in umido, quel fetore della putrefazione, ossia della carne<em> faisand\u00e9e <\/em>come la chiamano i Francesi: puzzo intollerabile alle persone di buon gusto, ma che purtroppo non dispiace in qualche provincia d&#8217;Italia ove il gusto, per lunga consuetudine, si \u00e8 depravato fors&#8217;anche a scapito della salute.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Un&#8217;eccezione potrebbe farsi per le carni del fagiano e della beccaccia, le quali, quando sono frolle, pare acquistino, oltre alla tenerezza, un profumo particolare, specialmente poi se il fagiano lasciasi frollare senza pelarlo. Ma badiamo di non far loro oltrepassare il primo indizio della putrefazione perch\u00e9 altrimenti potrebbe accadervi come accadde a me quando avendomi un signore invitato a pranzo in una trattoria molto rinomata, ordin\u00f2, fra le altre cose per farmi onore, una beccaccia coi crostini; ebbene questa tramandava dal bel mezzo della tavola un tale fetore che, sentendomi rivoltar lo stomaco, non fui capace neppure di appressarmela alla bocca, lasciando lui mortificato ed io col dolore di non aver potuto aggradire la cortesia dell&#8217;amico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Gli uccelli dunque, siano tordi, allodole o altri pi\u00f9 minuti, non vuotateli mai e prima d&#8217;infilarli acconciateli in questa guisa: rovesciate loro le ali sul dorso onde ognuna di esse tenga ferme una o due foglie di salvia; le zampe tagliatele all&#8217;estremit\u00e0 ed incrociatele facendone passare una sopra il ginocchio dell&#8217;altra, forando il tendine, e in questa incrociatura ponete una ciocchettina di salvia. Poi infilateli collocando i pi\u00f9 grossi nel mezzo tramezzandoli con un crostino, ossia una fettina di pane di un giorno grossa un centimetro e mezzo, oppure, se trovasi, un bastoncino tagliato a sbieco.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Con fettine di lardone, salate avanti e sottili quanto la carta, fasciate il petto dell&#8217;uccello in modo che si possa infilare nello spiede insieme col pane.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Cuoceteli a fiamma e se il loro becco non l&#8217;avete confitto nello sterno, teneteli prima fermi alquanto col capo penzoloni onde facciano, come suol dirsi, il collo; ungeteli una volta sola coll&#8217;olio quando cominciano a rosolare servendovi di un pennello o di una penna per non toccare i crostini, i quali sono gi\u00e0 a sufficienza conditi dai due lardelli e salateli una volta sola. Metteteli al fuoco ben tardi perch\u00e9 dovendo cuocere alla svelta c&#8217;\u00e8 il caso che arrivino presto e risecchiscano. Quando li mandate in tavola sfilateli pari pari, onde restino uniti sul vassoio e composti in fila, che cos\u00ec faranno pi\u00f9 bella mostra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; text-indent: 1cm\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Quanto all&#8217;arrosto d&#8217;anatra o di germano, che sa di selvatico, alcuni gli spremono sopra un limone quando comincia a colorire e l&#8217;ungono con quell&#8217;agro e coll&#8217;olio insieme raccolto nella ghiotta.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cGli uccelli devono essere freschi e grassi; ma soprattutto freschi. 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