{"id":2087,"date":"2016-11-16T12:16:20","date_gmt":"2016-11-16T10:16:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/?p=2087"},"modified":"2016-11-16T12:16:20","modified_gmt":"2016-11-16T10:16:20","slug":"estate-1939-la-riviera-romagnola-raccontata-da-michele-campana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2016\/11\/16\/estate-1939-la-riviera-romagnola-raccontata-da-michele-campana\/","title":{"rendered":"Estate 1939. La Riviera Romagnola raccontata da Michele Campana."},"content":{"rendered":"<p>Estate 1936. Il quotidiano torinese LA STAMPA pubblica, a puntate, un itinerario vacanziero che tocca le principali localit\u00e0 della Riviera Romagnola, con qualche sosta anche nell&#8217;entroterra.<br \/>\nLo stile narrativo \u00e8 proprio di quel periodo. L&#8217;autore, <a href=\"http:\/\/www.fondazioneprimoconti.org\/l-archivio\/gli-archivi\/michele-campana.html\">Michele Campana, biografia<\/a>, \u00e8 figlio del suo tempo.<br \/>\nLo &#8220;storico balneare&#8221; riminese Ferruccio Farina cos\u00ec descrive il contributo di Campana alla rappresentazione della nostra Riviera (dal saggio &#8220;DONNE, VIRTU\u2019 E PECCATI TRA TERRA E MARE DI ROMAGNA, Tipi e stereotipi nei racconti di Michele Campana&#8221;, Ras n. 81, a. XXVII, 2007, che si pu\u00f2 leggere completo in <a href=\"http:\/\/www.romagnaarteestoria.it\/pages\/3_saggio_farina_2_campana.html\">Romagna Arte e Storia<\/a>:<\/p>\n<p>&#8220;<em>S\u2019\u00e8 gi\u00e0 citato anche Michele Campana che, con il suo &#8220;Danze di fronte al mare&#8221; del 1931, aveva costruito una sorta di guida eroico\/poetica di quella Riviera romagnola sentita e descritta come tempio della lussuria ai cui tentacoli anche un uomo temprato dalla salda fede fascista avrebbe faticato a resistere. Una Riviera che, comunque, per la sua romagnolit\u00e0 e per essere stata scelta dal Duce per i riposi marini della sua famiglia e della sua amante, aveva in s\u00e9 anche il gene della rigenerazione e del riscatto.<br \/>\n<ins datetime=\"2016-11-16T10:11:38+00:00\"><\/ins><br \/>\nUna Riviera che Campana riprende a descrivere nel suo racconto \u201cSotto il sole di Rimini\u201d del 1939, ambientandovi tutti i luoghi comuni possibili in fatto di etica e di retorica fascista, di sentimento popolare, di fede politica e religiosa. Facendone il terreno di incontro e di scontro dei suoi personaggi e delle contraddizioni loro e dei tempi. Personaggi e sentimenti ai quali Campana non esita a dare ben definita collocazione, anche geografica: il buono e il sano hanno le loro radici nella terra, nel rude appennino che ha dato i natali al Duce; il cattivo, il peccato e la lussuria allignano l\u00e0, sulla Riviera dagli ammalianti e perfidi bagliori.<br \/>\nMa, oltre ad offrirci gustosissimi quadretti romagnol-fascisti scritti con buona penna, il racconto di Campana, a distanza di quasi un secolo, diventa un documento prezioso per comprendere lo stato della fama di un luogo che, in quegli anni, stava mutando profondamente e sempre pi\u00f9 velocemente la sua dimensione geografica, economica, culturale e sociale, e che stava per dare l\u2019avvio a quell\u2019esplosione quantitativa che caratterizzer\u00e0 gli anni Cinquanta e Sessanta nei quali diventer\u00e0, nella percezione dei vacanzieri europei, la grande metropoli della divertimento.<br \/>\nUna Riviera della quale Michele Campana aveva gi\u00e0 capito le due anime e la sua capacit\u00e0 di rinnovare il suo miracolo due volte all&#8217;anno&#8230;&#8221; <\/em><!--more--><!--more--><br \/>\nEcco, quindi, il contesto in cui vanno lette le puntate del viaggio estivo di Michele Campana pubblicato su LA STAMPA, dal titolo AVETE VISTO GRETA GARBO?<\/p>\n<p>Qui di seguito la partenza dell&#8217;itinerario, dalla &#8220;mia&#8221; Cesenatico<\/p>\n<p>Lunedi 6 Luglio 1936 &#8211; Anno XIV &#8211; Stampa Sera<br \/>\n<strong>Avete visto Greta Garbo? <\/strong><br \/>\nIncominciamo da Cesenatico a ricercare la diva\u2026<br \/>\n<em>Confusione dei sessi sulla marina e imbarazzi del sole per le cure femminili <\/em><br \/>\n<strong>Cesenatico, luned\u00ec sera. <\/strong><br \/>\n<em>Una telefonata urgente. <\/em><br \/>\n\u2014 Sai la novit\u00e0?<br \/>\n\u2014 No! Quale?<br \/>\n\u2014 Greta Garbo \u00e8 ospite, quest&#8217;anno, della riviera Romagnola.<br \/>\n\u2014 Dove? \u2014 Mah!<br \/>\nSalto, cos\u00ec come sono, sull&#8217;automobile. Via per la grande strada consolare d&#8217;Emilia. Infilo, dopo Cesena, in una corsa rombante il bivio per Cesenatico. Sono gi\u00e0 lungo il canale, che Leonardo da Vinci tracci\u00f2 per Cesare Borgia a crearne il porto del suo breve reame di Romagna. Perch\u00e9 ho iniziato la mia ricerca di Greta Garbo proprio da Cesenatico? Penso che le riviere hanno il loro verso, come il pelo della barba; e che a venire sull&#8217;Adriatico romagnolo bisogna incominciare da questa spiaggia, che \u00e8 fra tutte una delle pi\u00f9 suggestive. Il suo porto peschereccio, collo spettacoloso raggrupparsi di vele colorite lungo le casette pittoriche del vecchio paese, la sua marina cos\u00ec vasta e bella, i canali vibranti di luci, i larghi viali alberati, i numerosi giardini, le tradizioni di ospitalit\u00e0, le feste gioconde, il segno di Leonardo, il nome eroico di Garibaldi; tutto concorre ad esercitare un fascino, che deve essere sentito da una celebre artista.<br \/>\nPoi c&#8217;\u00e8 quel nome del Valentino. Si tratta di Cesare e non di Rodolfo. Ma nel cinematografo ci vuol poco a compiere un salto di 500 anni; e specie in America, dove la storia \u00e8 solo uno schiribizzo decorativo.<br \/>\n\u2014 Avete visto Greta Garbo?<br \/>\nTaccuino e matita alla mano, interrogo conoscenti e non conoscenti. La mia insistenza comunica una certezza a tutti. E tutti ci mettiamo a cercare insieme, Greta Garbo non pu\u00f2 essere che a Cesenatico.<br \/>\n<em>Un segno di bellezza.<\/em><br \/>\nDove? Al Grand Hotel dall&#8217;amico Saraceni, oppure in uno dei molti villini alberati e fioriti che sono sorti lungo la soffice rena per quasi due chilometri di spiaggia cos\u00ec piana, cos\u00ec pulita?<br \/>\nIncedo, scarpa scarpa, ai limiti del mare, sotto la luce sfolgorante. Vivo in un sogno di bellezza, davanti all&#8217;infinita distesa dell&#8217;Adriatico turchino. Le vele latine creano in lontananza lievi guizzi, lievi fiamme in un motivo di unione tra il mare ed il cielo. Accanto a me c&#8217;\u00e8 un movimento che esalta. Quanta gente fra le baracche, fra gli ombrelloni, fra le tende! Corse, giuochi, tuffi, strilli, risi. Tutto \u00e8 a colori vivacissimi nuovi: rosso, blu, giallo, verde: le note di una sinfonia di vita e di letizia. Sole! Sole meridiano! Abbaglia in fulgori torrenziali, si riverbera sul bianco della sabbia, si spera sulle onde, suscitando infinite vibrazioni di lamine d&#8217;acciaio, si attacca ai colori delle cose e dei costumi facendoli squillare pi\u00f9 vivi, orla di riflessi bronzei le spalle e i petti nudi.<br \/>\nQuante belle donne! Sembra che tutta la opulenza della giovent\u00f9 femminile si sia data convegno in questo luogo. La \u00abdonna crisi\u00bb \u00e8 qui morta per sempre. Ma io evidentemente non debbo cercare la famosa diva dello schermo fra le opulenze muliebri. Incedo scrutando in mezzo alla folla se all&#8217;improvviso mi appaia la chioma fluente, il viso canino coi grandi occhi mobili da cagnetta pechinese, l&#8217;aristocratico corpo snello. Come sar\u00e0 vestita, o meglio come sar\u00e0 svestita al mare Greta Garbo?<br \/>\nSulle mutandine da bagno quale simbolico segno di distinzione avr\u00e0 voluto ricamare: un pesce? un fiore? una stella? un dollaro? un fiammifero svedese? Nell&#8217;affannosa ricerca mi assale un dubbio amletico. Incede dinnanzi a me una coppia di giovani bagnanti. Si tengono dolcissimamente per mano. Si sussurrano parole armoniose all&#8217;orecchio. Ma chi \u00e8 il maschio e chi la femmina? Impossibile \u00e8 rispondere, se i due non si vedono in faccia. Ed anche quando si sono studiati nel viso, rimane molte volte alcuna incertezza. Adesso le giovani donne si mostrano sulla marina coi soli calzoncini alla sportiva, portano capelli tosati o tirati a liscio, fumano le sigarette nel lunghissimo bocchino di cannuccia. I maschi, evidentemente per salvare la distinzione e la dignit\u00e0 del sesso, s\u00ec sono adornati di braccialetti e catenelle al polso, si sono infilate svolazzanti gabbanelle o vestaglie di seta che strisciano la coda sulla rena; poi hanno stretta la cintura per far la linea dei fianchi; hanno arruffato le chiome in un&#8217;aureola di bioccoli.<br \/>\nVerrebbe la voglia di chiedere a molti di questi eleganti giovinotti in gonnella:<br \/>\n\u2014 Scusi, da qual parrucchiere lei si fa arricciare la permanente?<\/p>\n<p><em>Adesso ci siamo! <\/em><br \/>\nAdesso ci siamo. Il mio occhio vigile e penetrante non pu\u00f2 ingannarmi. Laggi\u00f9 laggi\u00f9, in fondo alla spiaggia di Cesenatico, verso il Rubicone, davanti ad una villa silenziosa e folta di pini, c&#8217;\u00e8 del nudo al sole. Una giovane donna, onusta di curve e di carne, mi nasconde una figuretta esile esile, trasparente ed evanescente. Il sole la liquefa, E&#8217; lei! E&#8217; la grande diva! Ne vedo i riverberi solari nella chioma aliante; ne scorgo il profilo caratteristico, ne noto il lustro degli occhi, cerchiati di nero.<br \/>\nIl mio passo si affretta. Ho la ansia della scoperta.<br \/>\n\u2014 Perdoni, lei \u00e8 Greta Garbo?<br \/>\n\u2014 Dio volesse! \u2014 mi risponde con una melanconica piega del labbro la donna, che scopre al sole la sua sottilissima architettura di ossi. \u2014 Dio volesse! non avrei pi\u00f9 bisogno di annoiarmi in questa massacrante cura di sole per ingrassare un poco! Se io fossi Greta Garbo, la mia linea perfetta, che adesso spiace a mio marito (dopo la lotta alle donne in crisi) sarebbe una vera fortuna. Invece&#8230; \u2014 Non vede come mi scotto?<br \/>\nLa colpa \u00e8 del medico. Egli sostiene che soltanto il sole pu\u00f2 ingrassarmi. Ha detto a mio marito: \u00abLa mandi al mare per un paio di mesi. Vedr\u00e0 quest&#8217;inverno che appetito e che rapido aumento di peso!\u00bb. Ma se io fossi Greta Garbo, n\u00e8 medico n\u00e8 marito avrebbero mai osato di sollevare dubbi per la mia aristocratica snellezza; e se l&#8217;avessero osato, a quest&#8217;ora sarei&#8230; al decimo divorzio!<br \/>\nCapisco benissimo che la scusa \u00e8 molto umana. Ma non mi persuade. Quel chiodo fisso di aver trovato finalmente Greta Garbo non mi d\u00e0 pace. Il donnone ride&#8230; Mi volgo all&#8217;altra donna accanto, che sorride beata e stende il suo sodo ed abbondante corpo alle carezze di Apollo.<br \/>\n\u2014 Mi dica la verit\u00e0, lei, signora, che mi appare cos\u00ec gentile e cos\u00ec delicata&#8230; nei sentimenti.<br \/>\nMi sembra che il donnone, giovanile e fresco, dal largo bacino proletario, si commuova. Mi fa un cenno d&#8217;invito.<br \/>\n\u2014 Quella magra l\u00e0 \u2014 aggiungo insinuante \u2014 mi ha di certo ingannato. Ella vuol conservare l&#8217;incognito. Ma \u00e8 proprio Greta Garbo in pelle ed ossa. Lei lo sa&#8230;<br \/>\nOra il donnone ride di gusto. Le balla tutto il petto abbondante. Mi porto pi\u00f9 accosto a lei per averne le confidenze in segreto. Col mio corpo, il quale \u00e8 tutt&#8217;altro che esile e trasparente, le tolgo per qualche attimo la luce del sole. Non l&#8217;avessi mai fatto!<br \/>\n\u2014 Signore \u2014 mi ammonisce irritata \u2014 il tempo \u00e8 moneta. Io non sono qui per intrecciare chiacchiere inutili. Son qui per prendermi pi\u00f9 sole che sia possibile.<br \/>\n\u2014 E perch\u00e9?<br \/>\n\u2014 Ho bisogno di dimagrire al pi\u00f9 presto, subito, il signor conte, mio consorte, me lo ha imposto, per ordine del medico, minacciandomi di abbandonarmi e di divorziare.<br \/>\nA questo punto innalzo gli occhi, con un senso d&#8217;ironia al gran disco del sole, che indubbiamente deve sentire un certo imbarazzo a far dimagrire ed ingrassare le mogli nello stesso tempo e quasi con lo stesso raggio. Anche gli astri, evidentemente, hanno i loro dispiaceri, per colpa dei medici e dei mariti.<\/p>\n<p><strong>Testo o disegni (molto) originali di Michele Campana <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Estate 1936. Il quotidiano torinese LA STAMPA pubblica, a puntate, un itinerario vacanziero che tocca le principali localit\u00e0 della Riviera Romagnola, con qualche sosta anche nell&#8217;entroterra. Lo stile narrativo \u00e8 proprio di quel periodo. L&#8217;autore, Michele Campana, biografia, \u00e8 figlio del suo tempo. 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