{"id":2082,"date":"2016-10-20T15:33:48","date_gmt":"2016-10-20T13:33:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/?p=2082"},"modified":"2016-11-16T12:17:59","modified_gmt":"2016-11-16T10:17:59","slug":"lalbero-del-pane-in-romagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2016\/10\/20\/lalbero-del-pane-in-romagna\/","title":{"rendered":"L&#8217;ALBERO DEL PANE IN ROMAGNA"},"content":{"rendered":"<p><em>Son piccina, rotondetta;<br \/>\nson gustosa, son moretta;<br \/>\nson di razza montanina;<br \/>\ndell\u2019autunno son regina;<br \/>\nson dei bimbi la cuccagna<br \/>\ne mi chiaman la&#8230;<br \/>\n<\/em><br \/>\nS\u00ec, avete indovinato. L\u2019argomento di oggi, in linea col calendario, \u00e8 la castagna.<\/p>\n<p>Provvidenziale per i suoi frutti nutrienti, in luoghi impervi dove non era facile coltivare grano e mais, l\u2019albero di castagno \u00e8 denominato anche \u201cPane di legno\u201d o \u201cL\u2019albero del pane\u201d.<br \/>\nPare che in Italia siano stati contati oltre trecento tipi di castagno, che danno frutti simili ma diversi: castagne pistolesi, castagne reggiolane, marroni&#8230; e via elencando.<!--more--><\/p>\n<p>Anche nel nostro territorio questo di ottobre \u00e8 il mese della raccolta. Associazioni, agenzie, alberghi e ristoranti organizzano gite mangerecce che comprendono anche la possibilit\u00e0 di provare l\u2019ebbrezza di \u201ccastagnare\u201d direttamente nei boschi, mentre in molte localit\u00e0 si svolgono sagre festose, con lei, la \u201cregina castagna\u201d a far da protagonista. (Talamello e Montefiore Conca, solo per citarne un paio).<\/p>\n<p>Va detto che il castagno, di origine antichissima, ha rappresentato per lungo tempo la principale fonte di alimentazione delle popolazioni delle aree collinari e di media montagna, specialmente negli anni di carestia dei cereali.<\/p>\n<p>La produzione, per\u00f2, ha iniziato a diminuire nel periodo fra le due guerre mondiali. Tendenza che prosegue tuttora, vuoi per lo spopolamento delle aree rurali e il conseguente abbandono dei castagneti, vuoi per la diffusione di diverse malattie che hanno fatto morire molte piante.<\/p>\n<p>Oltre ai due modi di cottura pi\u00f9 semplici e noti (\u201cballotte\u201d, cio\u00e8 lessate nell\u2019acqua e \u201ccaldarroste\u201d, cotte sulla brace o sul fuoco vivo nella tradizionale padella bucata dal lungo manico), le castagne, intere o trasformate in farina, sono il principale ingrediente di tantissime ricette: minestre, secondi, contorni, nonch\u00e9 dolci freschi e secchi.<\/p>\n<p>Ecco una piccola carrellata di ricette della tradizione.<\/p>\n<p><strong>Riso e castagne in brodo.<\/strong><br \/>\nQuesta minestra si realizza con castagne appassite, arrostite nel fuoco, sbucciate e messe a cuocere in acqua insieme al riso. Le castagne fresche possono essere sostituite con i cuciar\u00f9l (*), come nella minestra seguente.<\/p>\n<p><strong>Grattatini e battutini con le castagne secche.<\/strong><br \/>\nSi fa un impasto con farina, acqua calda, sale, un uovo (che una volta non veniva inserito, essendo una minestra molto povera). L\u2019impasto deve essree piuttosto duro, tanto da essere grattugiato o battuto al coltello sul tagliere fino ad ottenere dei pezzetti molto piccoli (\u201cgrattatini\u201d, appunto, o \u201cbattutini\u201d). Dopo aver cotto la pasta in acqua e scolata, la si mette in una terrina e si condisce con castagne secche lessate e brodose.<\/p>\n<p>Infine, uno dei tanti dolci che hanno le castagne come principale ingrediente. Si tratta di una ricetta piuttosto facile, alla portata di tutti gli apprendisti cuochi.<\/p>\n<p><strong>Salame dolce di castagne.<\/strong><br \/>\nIngredienti: 1 chilo di castagne, 1\/2 bicchiere di latte, 1 bicchierino di brandy, 2 cucchiai di zucchero a velo, 200 gr. di marmellata di ciliegie, panna montata.<br \/>\nPreparazione: lessare le castagne, sbucciarle e passarle al passaverdura quando sono ancora calde. Unire il latte, il brandy e lo zucchero a velo. Amalgamare bene il tutto, quindi porre il composto su di un foglio di carta da forno. Appiattirlo bene, allargarlo e ricoprirlo con la marmellata. Arrotolarlo, aiutandosi con la carta, fino a formare un rotolo compatto. Coprire con la panna montata e mettere in frigorifero per qualche ora.<\/p>\n<p>(*)<em> Cuciar\u00f2l <\/em>(plurale i <em>cuciar\u00f9l<\/em>) secondo il \u201cDizionario Romagnolo Ragionato\u201d di Gianni Quondamatteo sono \u201ci vecchioni, cio\u00e8 i marroni lasciati seccare con guscio (e cotti nel vino).<\/p>\n<p>Prima di salutarci, ricordiamo un importante appuntamento per i buongustai e gli amanti delle tradizioni: a Santarcangelo l\u201911 novembre, quando il vino nuovo sar\u00e0 pronto per il bicchiere.<br \/>\nPerch\u00e9&#8230;<\/p>\n<p><em>Par San Mart\u00e9n<br \/>\ncastagni e v\u00e9n<\/em>.<\/p>\n<p>Alla prossima!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Son piccina, rotondetta; son gustosa, son moretta; son di razza montanina; dell\u2019autunno son regina; son dei bimbi la cuccagna e mi chiaman la&#8230; S\u00ec, avete indovinato. L\u2019argomento di oggi, in linea col calendario, \u00e8 la castagna. 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