{"id":2078,"date":"2016-08-23T09:44:07","date_gmt":"2016-08-23T07:44:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/?p=2078"},"modified":"2016-11-16T12:19:00","modified_gmt":"2016-11-16T10:19:00","slug":"amarcord-viserbese-la-sirenetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2016\/08\/23\/amarcord-viserbese-la-sirenetta\/","title":{"rendered":"Amarcord viserbese: la Sirenetta"},"content":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato su &#8220;VIS a VIS&#8221; n. 8 &#8211; agosto 2016 (pagine 22, 23, 24, 25).<br \/>\nL&#8217;intera rivista \u00e8 leggibile in <a href=\"https:\/\/issuu.com\/audiotrerimini\/docs\/vis_a_vis_8_2016_volti_e_storie_dal\">questo LINK<\/a><\/p>\n<p><strong>La &#8216;casa&#8217; delle danze. Storia di una &#8216;balera&#8217;.<\/strong><\/p>\n<p><em>Casa del Popolo, Sirenetta, Slego&#8230; Tre nomi, tre periodi, ritmi diversi, stesso denominatore: stare insieme per ballare, divertirsi, conoscersi<\/em>.<\/p>\n<p>Per ricordare un luogo di ritrovo e di aggregamento viserbese che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, frequentato anche da molti forestieri, ripercorriamo le sue tre vite: le origini, il periodo del massimo sviluppo, la trasformazione precedente alla chiusura del 2000.<br \/>\nProtagonista di questo amarcord \u00e8 \u201cLa Sirenetta\u201d, il locale da ballo che negli anni del suo splendore attirava a Viserba tantissime persone, dove le belle turiste non si salvavano dalle attenzioni dei giovani e meno giovani galletti romagnoli, dove nacquero migliaia di storie d\u2019amore.<br \/>\nAll\u2019inizio era una semplice \u201cCasa del Popolo\u201d, <!--more-->precedentemente ospitata in quella che oggi conosciamo come \u201cCasa della Finanza\u201d (in via Ciro Menotti, accanto al mercato coperto del centro di Viserba). Lo sfratto da quella sede avvenne nel 1953, quando la cosiddetta \u201clegge Scelba\u201d rese di propriet\u00e0 statale tutte le Case del Popolo italiane, che dal 1946 avevano sostituito le Case del Fascio (che a loro volta avevano fatto sloggiare le primissime Case del Popolo).<br \/>\nNel 1954, quindi, alcuni cittadini viserbesi, associati come \u201cCooperativa Gramsci\u201d, acquistarono la villetta di via Puccini di propriet\u00e0 della famiglia di Maurizio \u201cRiccio\u201d Mingardi, il ciclista prodigio di cui abbiamo scritto sul secondo numero di \u201cVis a Vis\u201d (giugno 2013).<br \/>\nDopo averla demolita, una squadra fantastica di volontari si mise all\u2019opera.<br \/>\n\u201cGuidati dal capocantiere Romeo Ottaviani e con la collaborazione dell\u2019impresa di Angelo Zammarchi &#8211; raccontano i nostri testimoni, Domenico Magnani e Mario Lisi \u2013 nelle ore libere dalle rispettive professioni una quarantina di operai e manovali armeggiava con le maniche rimboccate, attorno a due carrucole, con carriole, badili e betoniere. Il dottor Quinto Sirotti vigilava attento, pronto per eventuali medicazioni. Una scena indimenticabile!\u201d<br \/>\nSorse cos\u00ec un locale di incontro a disposizione di tutti, con sala da ballo e ampi spazi di incontro. Poi, agli inizi degli anni \u201870, sempre con lo stesso sistema di lavoro, ma con l\u2019intervento della Cooperativa Edile Viserbese presieduta da Sisto Delvecchio, si oper\u00f2 una ristrutturazione, con l\u2019aggiunta, tra l\u2019altro, di un grande soppalco.<br \/>\nGrazie alla voce dei testimoni e ad alcune fotografie in bianco e nero, ripercorriamo importanti momenti politici, come la visita di Palmiro Togliatti del 1957, e un Congresso della Federazione Comunista riminese, nel novembre del 1962.<br \/>\nMa prendono forma, soprattutto, i volti di altri viserbesi, oltre a quelli gi\u00e0 citati, che in qualche modo hanno contribuito prima alla nascita e poi alla gestione della Sirenetta.<br \/>\nTanti, di diverse et\u00e0 e condizione. Impossibile citarli tutti.<br \/>\nAchille Galli (\u2018Pl\u00e9za\u2019, presidente e fondatore nel dopoguerra), Gigi Sobrero, Virgilio Della Chiesa, Raffaele Zanzani, Giorgio Pari, Benito e Bruno Delvecchio, Dante Mangianti, Raffaello e Mina Cambi, Massimo Giardi, Alberto Biagini, Giuseppe Coltelli, Walter Corbelli, Ersilio Vici, Fausto Ridolfi, Bruna Giannini, Giancarlo Bugli, Walter Domeniconi, Giancarlo Porcellini, Walter Pari, Lazzaro Galli, Nino Minelli.<br \/>\nQualcuno ricorda, come flash fotografici, il soppalco e ci\u00f2 che ospitava: le scarpe da calcio di Moretti, \u2018il Lungo\u2019, che allenava una squadra giovanile. E poi le spade, i fioretti e le maschere della scuola di scherma gestita da Romeo Bersani\u2026<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 principale, comunque, rest\u00f2 quella del ballo, con il dancing (come si diceva allora) a pieno regime soprattutto in estate, le Miss elette quasi ogni sera, i ragazzi del mitico fotografo Alvaro Angelini. E qui viene in aiuto uno dei giovanotti di allora, oggi sempre impegnato come \u201caddetto alle rustide\u201d: Rolando Canini.<\/p>\n<p>\u201cEra un locale molto frequentato. &#8211; racconta &#8211; L\u2019ingresso della Sirenetta diventava un punto d\u2019incontro e su via Puccini c\u2019era un via vai continuo di bella gente. Giovani, ma anche adulti, con la passione del ballo; belle turiste, magari con bimbi al seguito e lontane dal controllo dei mariti rimasti in citt\u00e0; coppie gi\u00e0 collaudate; ragazze e ragazzi in cerca di compagnia\u2026 Chiss\u00e0 quanti hanno danzato sotto i rami di quei grandi alberi, sulla pista all\u2019aperto, con le stelle a fare l\u2019occhiolino! A me e al mio amico Massimo Lugaresi, visto che eravamo giovani e di bell\u2019aspetto, avevano dato l\u2019incarico di attirare le donne. Buttadentro e accompagnatori, in pratica. Al volantinaggio in spiaggia pensava, invece, il nostro amico Giorgio Cambi, \u2018il Nero\u2019, poi emigrato in Germania, che di notte girava con colla e pennello affiggendo le locandine.\u201d<br \/>\nPoi, la terza vita: dopo \u201cCasa del Popolo\u201d e \u201cSirenetta\u201d, nella storia della struttura di via Puccini fa la sua apparizione un\u2019altra insegna: \u201cSlego\u201d.<br \/>\n\u201cE\u2019 difficile parlare di qualsiasi cosa riguardi lo Slego, anche solo comunicare ad un ventenne di oggi cos\u2019era lo Slego di Viserba. \u2013 scrivono Valentina Secci e Simonetta Belli nel libro \u201cSlego e Velvet, la prismatica riviera del rock\u201d &#8211; C\u2019\u00e8 troppa storia, troppa musica, troppo vissuto, troppo sudore nella parola Slego per chi ha, anche solo in parte, vissuto gli anni di \u2018uno dei pi\u00f9 importanti club degli anni \u201880 e \u201890 in Italia e in Europa\u2019 (cos\u00ec citato dal quotidiano inglese The Times). Agli inizi degli anni \u201980 un gruppo di amici decide di trasformare La Sirenetta, durante il periodo invernale, in un angolo di Londra. Ritmi e gente nuovi: inni rock e new wave, mentre il locale si popola d\u2019un microcosmo di stili e sottoculture. Diventa un tempio per dark e skinhead, occhi cerchiati di nero e crani rasati, per punk crestati e rockabilly, per le folte schiere in parka dei mods, e per tutti i ragazzi e le ragazze che vogliono assaporare il gusto della musica alternativa. Sul suo piccolo palco si avvicendano alcuni dei pi\u00f9 importanti nomi dell\u2019underground internazionale \u2013 dai Fuzztones ai Ramones, dai Blur ai Nofx \u2013 e muovono i primi passi lontano da casa i migliori gruppi della scena indipendente italiana: Litfiba, Casino royale, Subsonica, Bluvertigo, Afterhours, Marlene Kuntz.\u201d<br \/>\nNell\u2019anno 2000 l\u2019edificio di via Puccini viene venduto dalla cooperativa Gramsci, che si trasferisce altrove.<br \/>\nLa Sirenetta non esiste pi\u00f9: gi\u00e0 si era persa da qualche anno, sulla scia delle nuove mode e di altre mete scelte dai vacanzieri. Lo Slego si sposta in via Sant\u2019Aquilina, col Velvet, che ne raccoglie eredit\u00e0 e sorti.<br \/>\nIn via Puccini, oltre a silenzio e tranquillit\u00e0, restano solo i vecchi muri che la nuova propriet\u00e0 demolisce per costruire una palazzina di appartamenti.<br \/>\nAncora una volta il destino di realt\u00e0 dinamiche che hanno segnato la storia dei viserbesi si compie con un colpo di spugna&#8230; e via!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato su &#8220;VIS a VIS&#8221; n. 8 &#8211; agosto 2016 (pagine 22, 23, 24, 25). L&#8217;intera rivista \u00e8 leggibile in questo LINK La &#8216;casa&#8217; delle danze. Storia di una &#8216;balera&#8217;. Casa del Popolo, Sirenetta, Slego&#8230; Tre nomi, tre periodi, ritmi diversi, stesso denominatore: stare insieme per ballare, divertirsi, conoscersi. 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