{"id":1991,"date":"2015-06-19T08:59:32","date_gmt":"2015-06-19T06:59:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/?p=1991"},"modified":"2015-06-19T10:46:13","modified_gmt":"2015-06-19T08:46:13","slug":"cronache-dal-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2015\/06\/19\/cronache-dal-passato\/","title":{"rendered":"Cronache dal passato"},"content":{"rendered":"<p>Rimini e dintorni in un articolo di sessant\u2019anni fa, 20 giugno 1955. L\u2019inviato del quotidiano torinese \u201cLa Stampa\u201d racconta la nostra riviera in uno dei momenti pi\u00f9 dinamici della sua storia: la ricostruzione postbellica legata al contemporaneo sviluppo del turismo di massa. Leggiamo di pensioni e alberghetti tirati su velocemente, di \u201calberghi interamente ricostruiti e modernizzati\u201d, di prezzi alla portata di tutti. Immaginiamo i nostri nonni e i nostri genitori impegnati, e sicuramente frastornati, in questa epoca magica, quando intere famiglie scendevano alla marina, armi e bagagli, abbandonando campagne e colline. Nei mille cantieri della riviera in costruzione e in ricostruzione sappiamo impegnati i nostri pescatori o contadini che poi d\u2019estate cambiavano giacchetta e diventavano albergatori, baristi, bagnini, commercianti.<br \/>\nE le loro donne, le <em>arzd\u00f2re<\/em> romagnole avvezze a <em>s-ciad\u00f9r<\/em> e parananza? Anche loro in prima fila, forse pi\u00f9 dei compagni. Sicuramente loro, non solo in questi anni ma gi\u00e0 da prima, alle origini del turismo sulle coste romagnole, ad inizio Novecento, erano il fulcro di ogni attivit\u00e0. Magari in inverno facevano da manovali, con badile e carriola, per ricostruire, abbellire, allargare, alzare la casa, poi pensione, poi albergo\u2026 In estate, quindi, regine della cucina, forti della loro esperienza con lasagne, tagliatelle e compagnia bella.<br \/>\nQueste donne e questi uomini hanno creato le strutture che oggi abbiamo in eredit\u00e0, lasciandoci anche il loro modo di affrontare le difficolt\u00e0 e i carichi di lavoro. Atteggiamenti e ritmi oggi insostenibili, che noi, seconda o terza generazione, non possiamo e non vogliamo pi\u00f9 seguire (e questo \u00e8 uno dei principali motivi della \u201ccrisi\u201d del nostro modello turistico).<br \/>\nMa una cosa \u00e8 certa: tutto quello che oggi Rimini \u00e8 (ma anche Cesenatico, Riccione, Bellaria, Gatteo a Mare e tutte le loro sorelle sulla costa romagnola) ha avuto origine in quei frenetici anni a met\u00e0 del secolo scorso. Molti di noi non erano ancora nati, ma l\u00ec e allora ha avuto origine tutto ci\u00f2 che oggi \u00e8 la nostra citt\u00e0. Non solo il suo skyline, ma soprattutto il carattere e il modo di lavorare della sua gente.<br \/>\nEcco l\u2019articolo del 20 giugno 1955.<br \/>\n<strong>A Rimini i nuovi alberghi nascono ogni anno a centinaia<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>\nBombardata 380 volte, Rimini usc\u00ec dalla guerra con un terrificante bilancio &#8211; Ma ben presto si ricostru\u00ec &#8211; Per Ferragosto l&#8217;arco riminese pu\u00f2 ospitare 120 mila persone -I prezzi e le comunicazioni ferroviarie<br \/>\n(Dal nostro inviato speciale) Rimini, 20 giugno. <\/p>\n<p>La fortuna di Rimini \u00e8 nel suo incomparabile arco di 25 chilometri di spiaggia, che abbraccia Miramare, Viserba, Viserbella, Torre Pedrera, Bellaria, Rivabella, Igea Marina, Marebello, S. Mauro Pascoli; in questa sabbia finissima e dolce che si stende in una striscia larga oltre cento metri, nella quale s&#8217;incrociano tutti i dialetti d&#8217;Italia e le principali lingue europee; in questo ampio e festoso Lungomare sul quale si affacciano alberghi e ville, profumato di pini e di oleandri; nella opulenza del suo retroterra, nella bonomia della sua gente e del suo clima. Ma non \u00e8 soltanto in questo, \u00e8 anche nella tenacia e nella grandiosit\u00e0 con le quali ha saputo risorgere dalle macerie. Rimini usc\u00ec dalla guerra con un terrificante bilancio. I 380 bombardamenti &#8211; aerei, navali e terrestri &#8211; avevano arrecato distruzioni o danni per il 98 per cento. Cercate di farvi un&#8217;immagine di ci\u00f2 che poteva essere Rimini, con quell&#8217;esiguo, con quel trascurabilissimo due per cento di case intatte. Abitazioni, chiese, ospedali, edifici pubblici, monumenti, non erano che rovine. Quasi del tutto inesistente era l&#8217;attrezzatura alberghiera, principale risorsa della citt\u00e0. Sulla eco delle ultime cannonate, tutti coraggiosamente si sono buttati a ricostruire. Per un decennio Rimini \u00e8 stata il pi\u00f9 imponente cantiere edilizio d&#8217;Italia. Oggi essa pu\u00f2 presentare questo consolante bilancio. Le sue case, i suoi edifici monumentali, sono risorti; rinnovata e potenziata \u00e8 la sua attrezzatura alberghiera. Oltre settecento fra alberghi e pensioni sono a disposizione dei villeggianti italiani e stranieri tutti nuovi o rimessi a nuovo, e tali da appagare i gusti d&#8217;ogni categoria di turisti. Dalla sventura, Rimini ha tratto forza e vitalit\u00e0. Alberghi interamente ricostruiti, altri modernizzati; altri ancora si sono aggiunti a quelli che gi\u00e0 esistevano prima della guerra. Una settantina ne furono edificati nel &#8217;53, un centinaio l&#8217;anno scorso; parecchie diecine sono in corso di costruzione, e verranno aperti nell&#8217;attuale stagione. I suoi settecento esercizi alberghieri, di grande e piccola capacit\u00e0, rappresentano un totale di oltre ventimila posti letto. Altri venticinquemila posti letto sono disponibili in villa e appartamenti privati. Nel periodo di ferragosto su tutto l&#8217;arco riminese la capacit\u00e0 di dilatazione, con gli occasionali adattamenti, sale a cifre iperboliche, si quintuplica addirittura: raggiunge infatti le centoventimila persone. Un altro fattore gioca a favore di Rimini, ed \u00e8 il noto fenomeno della costiera adriatica, dalla quale il mare si ritira d&#8217;un metro e mezzo per anno. Dal &#8217;40 a oggi la sua fascia sabbiosa si \u00e8 dunque allargata di oltre ventidue metri, altrettanto spazio offerto ai bagnanti per l&#8217;elioterapia, per il riposo, per i giochi. Con un apporto cos\u00ec sensibile e costante si parla gi\u00e0 di costituire un secondo Lungomare, un Lungomare d&#8217;arroccamento, per altri alberghi e ville, per altri negozi e cinema e caff\u00e8. Ai vantaggi del clima e dell&#8217;attrezzatura si aggiunge quello, non meno seducente, dei prezzi, tradizionalmente modici in rapporto al trattamento. La spiegazione \u00e8 nell&#8217;abbondanza di risorse locali: pesce gustosissimo, frutta squisita, vino eccellente. I prezzi sono quelli dell&#8217;alta stagione, che ha inizio il 1\u00b0 luglio; e ad essi sono da aggiungere le solite tasse e imposte: servizio, IGE, soggiorno, una maggiorazione che si avvicina al 20 per cento. Categoria di lusso: 4600-5600; 1^ categoria, 2900-3200; 2^ cat. 2100-2450; 3^ cat. 950-1600. C&#8217;\u00e8 poi un gran numero di pensioni, i cui prezzi vanno da 1200-1950 per la 2^ cat. a 1100-1600 per la terza. Con 5000 lire si pu\u00f2 avere per un mese una cabina, con 3500 un ombrellone, con 3000 una tenda. Ma quasi ogni albergo o pensione dispone di una propria attrezzatura da spiaggia messa a disposizione della clientela. Sia quelli che queste promettono non trascurabili riduzioni per famiglie e per lunghi soggiorni. In quanto a ville o case private, i fitti per l&#8217;intera stagione d&#8217;un appartamento di cinque stanze variano da 80-100 mila lire a 200-250 mila a 300-350 mila, man mano che ci si avvicina all&#8217;ideale della \u201cvista sul mare\u201d. In netta e costante ascesa \u00e8 l&#8217;affluenza turistica lungo tutta la costiera riminese. Centoquattromila furono i villeggianti Italiani nel &#8217;53, e ventiduemila gli stranieri; nel &#8217;54 salirono a centotredicimila gli italiani e a trentamila gli stranieri. Fra questi, al primo posto sono gli svizzeri con 8261 nel &#8217;53 e 9122 nel &#8217;54. Seguono i tedeschi con 4307 e 7222 rispettivamente (ma con gli arrivi di quest&#8217;anno i tedeschi sono passati in testa); gli austriaci con 4099 e 5177; i francesi con 2138 e 2416; gli statunitensi con 1017 e 1148. Da segnalare il balzo dei belgi, che da 398 nel &#8217;53 son saliti a 1276 nel &#8217;54, grazie all&#8217;aggiunta di alcune vetture per turisti al treno Transalpino che ogni domenica porta in patria i minatori italiani occupati nel Belgio. Comodit\u00e0 ferroviarie: si tenga presente quanto accade ai belgi riferito ai piemontesi. Alla tradizionale Liguria essi hanno aggiunto la Riviera riminese, alla quale si vanno affezionando sempre pi\u00f9. Sono stati 3347 nel &#8217;51; 4391 nel &#8217;52; 4994 nel &#8217;53; 7112 nel &#8217;54. Essi occupano il terzo posto nella composizione regionale dei villeggianti: li precedono lombardi ed emiliano-romagnoli. Ma potrebbero essere di pi\u00f9. Un serio ostacolo \u00e8 rappresentato dalle scarse e lente comunicazioni ferroviarie. Non c&#8217;\u00e8 che un treno con vetture dirette Torino-Rimini e uno Rimini-Torino. Ma cos\u00ec lento e scomodo che scoraggia a servirsene. Quasi nove ore per percorrere 447 chilometri: velocit\u00e0 media, 50 l&#8217;ora. Le stesse considerazioni &#8211; attrezzatura, prezzi, affluenza &#8211; valgono per il resto dell&#8217;arco adriatico, che comprende a nord Cesenatico e Cervia, a sud Riccione e Cattolica. Alberghi e pensioni per ogni esigenza, prezzi accessibili a tutti, trattamento accurato. E comunicazioni ferroviarie che non tengono conto delle necessit\u00e0 e dei desideri del pubblico e degli orientamenti dei suoi gusti. Vi sopperisce per\u00f2 l&#8217;iniziativa privata. Dal 15 luglio al 31 agosto la Sadem infatti attuer\u00e0 un servizio diretto quotidiano di pullman Torino-Cattolica, con partenza alle 13,30 da Torino e arrivo a Cattolica alle 23,30, e con gli stessi orari per il percorso inverso. Per il periodo estivo verr\u00e0 inoltre intensificato il gi\u00e0 esistente servizio Torino-Bologna, assicurando all&#8217;arrivo in quella citt\u00e0 la coincidenza con le linee per la riviera riminese e per Cattolica.<br \/>\n(Giuseppe Faraci)<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rimini e dintorni in un articolo di sessant\u2019anni fa, 20 giugno 1955. L\u2019inviato del quotidiano torinese \u201cLa Stampa\u201d racconta la nostra riviera in uno dei momenti pi\u00f9 dinamici della sua storia: la ricostruzione postbellica legata al contemporaneo sviluppo del turismo di massa. 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