{"id":1989,"date":"2015-06-12T13:47:06","date_gmt":"2015-06-12T11:47:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/?p=1989"},"modified":"2015-06-12T13:47:06","modified_gmt":"2015-06-12T11:47:06","slug":"i-figli-dei-signori-e-gli-indigeni-pigliatutto-giochi-di-ragazzi-sulla-spiaggia-di-viserba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2015\/06\/12\/i-figli-dei-signori-e-gli-indigeni-pigliatutto-giochi-di-ragazzi-sulla-spiaggia-di-viserba\/","title":{"rendered":"I figli dei signori e gli indigeni \u201cpigliatutto\u201d: giochi di ragazzi sulla spiaggia di Viserba"},"content":{"rendered":"<p>ESTERNO GIORNO.<br \/>\nLa scena si apre sulla spiaggia assolata di Viserba in una calda giornata d\u2019estate.<br \/>\nSiamo negli anni Trenta del secolo scorso, quando la \u201cRegina delle Acque\u201d era m\u00e9ta di un turismo d\u2019\u00e9lite grazie alla ricchezza di acque sorgive e alla bellezza del suo litorale. Alberghi di lusso e ville eleganti, famiglie di ricchi villeggianti che si trasferivano per tutta l\u2019estate con la servit\u00f9 al seguito, rigorosamente in divisa: chauffer, cuochi, governanti, bambinaie\u2026<br \/>\nAd accogliere i proprietari delle ville, c\u2019erano donne e uomini del posto, sorridenti e servizievoli: le prime impegnate nei lavori di pulizia,in cucina e come lavandaie, i secondi come custodi e giardinieri.<br \/>\nAll\u2019inizio della stagione i figli dei \u201cbagnanti\u201d trovavano la spiaggia, enorme campo di gioco, gi\u00e0 occupata dai ragazzi del posto, figli di quei viserbesi che erano a servizio dai signori\u2026<br \/>\nBurd\u00e9l asciutti, smaliziati, selvatici, gi\u00e0 abbronzati, campioni in tutti gli sport all\u2019aria aperta e anche per questo ammirati dalle ragazze.<br \/>\nMa poi si diventava amici e si passava l\u2019estate insieme, sfidandosi in gare e tornei, dove comunque i \u201cnostri\u201d risultavano quasi sempre vincenti.<br \/>\nAffido la cronaca di quei giorni spensierati a un ragazzino nato e vissuto qui: Elio Biagini (9.7.1923 \u2013 10.9.2005), che nel libro \u201cRacconti viserbesi\u201d ha saputo tramandare questa e tante altre immagini della Viserba della sua infanzia e giovinezza.<\/p>\n<blockquote><p>\n \u201cD\u2019estate &#8211; scrive Biagini &#8211; veniva sistemato a circa duecento metri dalla riva un grande castello di legno che serviva da trampolino per tuffarsi e anche per fare la cura del sole. Questo era di fronte all\u2019Hotel Lido. Quando era ora del bagno, si faceva una bella nuotata e si passavano diverse ore fra il tuffarsi e fare la cura del sole.\u201d<br \/>\n\u201cA Viserba la spiaggia partiva dalla Fossa dei mulini e arrivava alla via Pallotta. I bagnini erano: i Bologna \u201csaibadoun\u201d, i Betti \u201cpalmar\u00ec\u201d, gli Ardini \u201cpiretta\u201d, i Conti \u201czacar\u00ec\u201d i Bernabe \u201cMartini\u201d, i Cevoli, i Belletti, i Botteghi \u201cturain\u201d, Morolli Adelmo \u201ccul bas\u201d, ed infine Finein e Attilio \u201cpi\u00e0\u201d.<br \/>\nLa zona che frequentavo io con gli amici Silvano, Enea, Bibi, Mario, Eros e tanti altri, andava dal canale alla via Milano.<br \/>\nQuesto tratto di spiaggia era per noi: palestra, campo di calcio, campo di pallavolo, e si svolgevano delle gare a pallone che davano tanto fastidio ai gruppi di bagnanti.<br \/>\nIl pi\u00f9 accanito contro di noi era il gruppo dei Meloncelli; durante la gara della partita di calcio, se il pallone arrivava in mezzo a loro, puntualmente con le forbici lo mettevano fuori uso e noi rimediavamo subito facendo un pallone con carta, stracci e tutto legato con dello spago. Finita la partita, di corsa all\u2019ombra delle cabine, \u201ci capan\u201d, che ogni inizio stagione ogni famiglia di Viserba installava dove ora sorgono le cabine di cemento.<br \/>\nOgni tanto in riva al mare si costruiva un circuito, tipo circuito automobilistico, e dentro di esso si facevano le gare, facendo correre delle palline colorate, che noi chiamavamo \u201ci zizli\u201d, e anche in queste gare noi Viserbesi eravamo sempre i pi\u00f9 bravi rispetto ai figli dei signori.<br \/>\nPer fare correre le palline imprimevamo ad esse un \u201csbargnocli\u201d: si appoggiava il dito medio contro il pollice e con forza si imprimeva la velocit\u00e0 alla pallina; il pi\u00f9 forte di tutti noi era Pierino Betti, il bagnino; qualche volta tagliavo per primo anch\u2019io il traguardo; ma mai permettevamo che vincesse un bagnante.<br \/>\nQuando, a forza di correre, ci veniva sete, di corsa si andava in via Milano angolo via Bezzecca, dove ora sorge un condominio, l\u00ec c\u2019era un pozzo artesiano dove fuoriusciva un getto d\u2019acqua lungo alcuni metri e dopo aver fatto una bella bevuta ristoratrice, si faceva anche la doccia.<br \/>\nQuando al mattino era ora di fare il bagno si andava dalla Esterina Betti per avere in prestito le zucche fiasche per imparare a nuotare. Allora non esistevano i materassini, canotti e bracciali per stare a galla; ma due zucche legate con una corda che ci mettevamo attorno alla vita e con quelle si stava a galla e si imparava a nuotare. Mi ricordo che in casa Betti nel giardino, vi erano tante di queste zucche! In settembre si raccoglievano, in inverno perdevano tutto il loro peso e in primavera rimaneva solo il guscio con dentro le semenze.<br \/>\nQuesta trasformazione le rendeva cos\u00ec leggere che permettevano a una persona di stare a galla.<br \/>\n(\u2026)<br \/>\nNoi ragazzini, i \u201cburdell\u201d di Viserba, eravamo i galli della spiaggia. Quando arrivavano i primi bagnanti, noi eravamo gi\u00e0 color cioccolata e i nostri coetanei ci guardavano con un po\u2019 di invidia. Sapevamo nuotare, remare, andavamo sopra le cabine e ci gettavamo a terra facendo il salto mortale riscuotendo ammirazione e rispetto. Avevamo per amici Giorgio e Nico, formidabile giocatore di pallone, Piovesan; Carlo e Luciano Antinori, i fratelli Gavioli e i fratelli Zanfi di Modena, i Fabbri, i fratelli Rossi di Carpi, i Mantegazza di Milano, i Cremonini di Modena, formidabili giocatori di Tamburello, che mettevano a dura prova Bibi, Silvano, Enea e Silvano Torri. Il campo da gioco andava dalla Fossa dei mulini alla via Piacenza e per delle ore si sentiva il ritmo della palla che batteva sul tamburello e a fine gara, con una stretta di mano, si rimandava ad un\u2019altra partita al giorno dopo.<br \/>\nOgni tanto si organizzava una scappatella oltre i confini di Viserba, per confini si intendeva la Fossa dei mulini, si faceva un bel gruppo e, via, verso \u201ce Surcioun\u201d, le sabbie mobili di Viserbella, che erano recintate a cerchio da un muretto di cemento. Su queste sabbie mobili si raccontava che avessero inghiottito un carro con dei buoi. Noi ci divertivamo a gettare sassi e questi venivano inghiottiti dal ribollire delle acque; la nostra fantasia correva con i sassi che venivano inghiottiti credendo di trovare negli abissi il carro di buoi. \u2026<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ESTERNO GIORNO. La scena si apre sulla spiaggia assolata di Viserba in una calda giornata d\u2019estate. Siamo negli anni Trenta del secolo scorso, quando la \u201cRegina delle Acque\u201d era m\u00e9ta di un turismo d\u2019\u00e9lite grazie alla ricchezza di acque sorgive e alla bellezza del suo litorale. 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