{"id":1974,"date":"2015-03-14T16:07:20","date_gmt":"2015-03-14T14:07:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/?p=1974"},"modified":"2015-03-14T16:10:55","modified_gmt":"2015-03-14T14:10:55","slug":"focarina-fogheraccia-fugaraza-sempre-fuoco-e-festa-e-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2015\/03\/14\/focarina-fogheraccia-fugaraza-sempre-fuoco-e-festa-e-2\/","title":{"rendered":"Focarina, fogheraccia, fugar\u00e0za: sempre fuoco (e festa) \u00e8\u2026"},"content":{"rendered":"<p><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1975\" data-permalink=\"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2015\/03\/14\/focarina-fogheraccia-fugaraza-sempre-fuoco-e-festa-e-2\/foghe\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/foghe.jpg?fit=679%2C960&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"679,960\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"foghe\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/foghe.jpg?fit=625%2C884&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-1975\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/foghe.jpg?resize=236%2C334&#038;ssl=1\" alt=\"foghe\" width=\"236\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/foghe.jpg?w=679&amp;ssl=1 679w, https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/foghe.jpg?resize=212%2C300&amp;ssl=1 212w, https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/foghe.jpg?resize=624%2C882&amp;ssl=1 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 236px) 100vw, 236px\" \/>In tutta la Romagna, e Rimini non fa eccezione, in questo periodo cominciano a vedersi, qua e l\u00e0, dei mucchi di sterpi e di legna che crescono in altezza di giorno in giorno.<\/p>\n<p>Non solo in aperta campagna: basta uno spiazzo libero dai condomini, una piazza o un cortile di parrocchia. Va di moda, ma non era cos\u00ec fino a qualche anno fa, anche la spiaggia.<\/p>\n<p>Cosa succede?<\/p>\n<p><!--more-->Come in un film di Fellini si sta preparando il set per una rappresentazione che si ripete da tempo immemorabile: la fogheraccia (o focheraccia) di san Giuseppe, in dialetto riminese \u201cfugar\u00e0za\u201d.<\/p>\n<p>La sera del 18 marzo, appena dopo il tramonto, si comincia a sentire odor di fumo e a vedere numerosi fuochi che si accendono, non necessariamente con tempi sincronizzati: c\u2019\u00e8 chi consuma il rito appena dopo la cena, chi invece ne approfitta per trasformare il tutto in una sorta di barbecue alla romagnola, con salsicce, costine di maiale e l\u2019immancabile sangiovese.<\/p>\n<p>Comunque, la fugar\u00e0za \u00e8 sempre un momento di gaz\u00f2ja (gioia e festa insieme) per grandi e per bambini.<\/p>\n<p>A Viserba da sette anni sono i commercianti e il Comitato Turistico (da poco presieduto dal Re Consorte, Paolo Morolli) che si danno da fare per organizzare una mega fogheraccia in spiaggia. Non vi dico i permessi da richiedere (giustamente), perch\u00e9 le varie autorit\u00e0, dal Demanio alla Pubblica Sicurezza, vogliono accertarsi che vengano rispettate tutte le regole ambientali e, appunto, di sicurezza.<\/p>\n<p>Quindi mercoled\u00ec 18 marzo a Viserba la tradizionale fogheraccia di San Giuseppe si trasformer\u00e0 in una serata di festa per grandi e piccini: una sorta di \u201cNotte Rosa\u201d per dare il benvenuto alla primavera.<br \/>\nGrazie alla collaborazione tra esercenti di stabilimenti balneari, negozianti, associazioni, artisti e privati cittadini, sotto il coordinamento del Comitato Turistico, la manifestazione \u201cViserba s\u2019incendia\u201d non \u00e8 solo solo un grande fal\u00f2 sulla spiaggia, ma offre un\u2019originale e piacevole occasione di divertimento e di svago. Negozi e bar aperti, lungomare e piazza illuminati, giostre per i pi\u00f9 piccoli, stand gastronomici, mostre di fotografie d\u2019epoca\u2026 ce ne sar\u00e0 per tutti i gusti.<br \/>\nIl tutto col sottofondo musicale di diversi gruppi, dislocati in vari punti di Viserba: Luciano Corcelli e \u201cL\u2019arcano\u201d di Dino Moroni si alterneranno sulla spiaggia del Bagno 31, la \u201cGP Band\u201d suoner\u00e0 nei pressi dell\u2019hotel Belvedere, la \u201cPuntacapo Band\u201d nello sbocco a mare di via Roma, la \u201cCaff\u00e9 Nannini\u201d in piazza Pascoli.<br \/>\nLa manifestazione prender\u00e0 vita a partire dalle ore 20, con accensione del fal\u00f2 alle 21.15.<\/p>\n<p>Ricordo\u00a0quando, a Gatteo a Mare, organizzati in una banda chiassosa andavamo in giro a raccogliere la legna con un carrettino, sotto la regia della \u201cnonna\u201d (cinquant&#8217;anni fa la Pierina d\u2019e\u2019 Zaqual &#8211; scomparsa nel 2010 pochi mesi prima di festeggiare il secolo &#8211; aveva poco pi\u00f9 della mia et\u00e0 di oggi, ma era gi\u00e0 \u201cla nonna\u201d, col fazzoletto in testa e la parananza sempre legata in vita).<\/p>\n<p>Da quelle parti per indicare il fal\u00f2 di san Giuseppe si dice fugar\u00e9ina (focarina), ma la sostanza non cambia: l\u2019agitazione della preparazione, che durava settimane; l\u2019emozione dell\u2019accensione; la gioia nei volti illuminati e scaldati dal fuoco; la malinconia delle ultime scintille che sfuggono ai carboni che rimangono\u2026 E la mamma ci richiamava in casa, col fumo che rimaneva ad impregnare l\u2019aria fino al giorno dopo, e anche oltre.<\/p>\n<p>A quei tempi i fratelli Enrico e Ubaldo Branzanti, miei vicini di casa, scrissero una canzoncina che Emanuela, una mia amichetta, cant\u00f2 al \u201cFestival di casa nostra\u201d. Io ero nel coro!<\/p>\n<p>Ricordo ancora il ritornello gioioso: \u201cLa focarina, la focarina, quanti musetti intorno a quel fuoco, coi goccioloni gi\u00f9 per il naso. La focarina, la focarina\u2026\u201d<\/p>\n<p>Chi allora si trover\u00e0\u00a0da queste parti per la prima volta proprio la sera del 18 marzo e sentir\u00e0 rumore di botti e odore di fumo non abbia paura: non \u00e8 scoppiata la guerra.<\/p>\n<p>E\u2019 \u201csoltanto\u201d una delle feste pi\u00f9 antiche e sentite della Romagna.<\/p>\n<p><strong>La fugarena in piazza, a Castrocaro Terme FC<\/strong><\/p>\n<p>Fra le tante descrizioni dei fal\u00f2 di san Giuseppe, trascrivo qui di seguito quella del pluri-citato Gianni Quondamatteo (dal Dizionario Romagnolo Ragionato).<\/p>\n<p><strong>Fugar\u00e0za \u2013 gran fuoco, fal\u00f2; focarone.<\/strong><\/p>\n<p>Alla vigilia di S. Giuseppe, la sera del 18 marzo (un po\u2019 meno il 24 dello stesso mese, alla vigilia della Madonna), si accendono fuochi in tutta la Romagna; e si spara, e si fanno botti di ogni genere. L\u2019ardore, da ragazzi, era tale, che qualche volta ci si dava al furto della legna, al saccheggio e perfino all\u2019abbattimento di alberi. Dopo la fugar\u00e0za, dato fondo a tutta la legna, per la Madonna c\u2019era la fugar\u00e9ina.<\/p>\n<p>G. Pecci: <em>azzandr\u00e9m anca st\u2019ann al fugarein <\/em>(accenderemo anche quest\u2019anno le focarine).<\/p>\n<p>Poich\u00e9 di donna di scarso seno si dice che il falegname S. Giuseppe vi \u00e8 passato con la pialla, ingraziarsi il santo vuol dire allontanare questo pericolo; di qui il curioso detto <em>la fugaraza grosa la fa cr\u00e8s al t\u00e8ti <\/em>(la fogheraccia grossa fa crescere le tette); ergo, reca legna abbondante al fal\u00f2.<\/p>\n<p>In alcuni posti si dice (alla ragazza con poco seno):<br \/>\n<em>t\u2019an \u00e8 fat i fug ad san Jus\u00e8f, e san jus\u00e8f u t\u2019a pas la piala<\/em><br \/>\n(non hai fatto i fuochi a san Giuseppe, e san Giuseppe ti \u00e8 passato sopra con la pialla).<\/p>\n<p><em>Al fugar\u00e8n ad san Jus\u00e8f<\/em> resistono in tutta la Romagna. Esse costituiscono certo un avanzo di costumi pagani e ne\u2019 \u00e8 da dimenticare che Marte era, nei tempi primitivi di Roma, il dio della campagna e della vegetazione. Pratella ritiene che con le \u201cfocarine\u201d si volesse salutare il Dio Sole, identico, in tempi remoti, al dio Mavors (Marte), dio dell\u2019anno (che cominciava appunto con il mese di marzo) e della primavera. Gaspare Bagli ricorda un bando di Carlo Malatesta, del 1379, che proibiva di festeggiare marzo con fuochi, perch\u00e9 risentivano degli usi pagani.<\/p>\n<p>Un particolare significato, lo ricorda Ovidio, era il salto del fal\u00f2 da parte dei pastori, quando si celebravano in aprile le feste Palilie. E ancora oggi i giovani si cimentano saltando oltre le fiamme. All\u2019inizio, invece, si forma un cerchio di bimbi, con le mani a catena, e una cantilena sale al cielo, facendo pensare ad una misteriosa invocazione alla luna:<br \/>\n<em>\u201cL\u00f2na, l\u00f2na ad m\u00e8rz, una spiga faza un b\u00e9rc, un b\u00e9rc e una barcheta, una gheba s\u2019uva s\u00e8ca,<\/em><br \/>\n(luna, luna di marzo, una spica produca una bica, una bica (mucchio di covoni di grano) e una bichetta, e una cesta d\u2019uva secca).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tutta la Romagna, e Rimini non fa eccezione, in questo periodo cominciano a vedersi, qua e l\u00e0, dei mucchi di sterpi e di legna che crescono in altezza di giorno in giorno. Non solo in aperta campagna: basta uno spiazzo libero dai condomini, una piazza o un cortile di parrocchia. 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