{"id":191,"date":"2008-03-22T20:04:38","date_gmt":"2008-03-22T19:04:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/03\/22\/ciambella-e-uovo-benedetto-per-la-colazione-di-pasqua\/"},"modified":"2008-03-28T01:50:29","modified_gmt":"2008-03-28T00:50:29","slug":"ciambella-e-uovo-benedetto-per-la-colazione-di-pasqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/03\/22\/ciambella-e-uovo-benedetto-per-la-colazione-di-pasqua\/","title":{"rendered":"Ciambella e uovo benedetto per la colazione di Pasqua"},"content":{"rendered":"<p>Come ogni sabato pomeriggio chiamo mia sorella Teresa, a Gatteo a Mare, per avvisarla che sto partendo da Viserba per andarla a trovare. Oggi \u00e8 arrivata al telefono un po\u2019 trafelata.<br \/>\n\u201cNon ti ho risposto subito \u2013 ha detto \u2013 perch\u00e9 sono impegnata in cucina. Sto facendo la ciambella per domani mattina.\u201d<br \/>\nAppena arrivata a casa sua, mi ha accolto il profumo inconfondibile proveniente dal forno e una bella stesa di ciambelle, gi\u00e0 pronte, decorate con le codette colorate. In un cestino l\u00ec accanto, avvolte in un tovagliolino ricamato, alcune uova sode gi\u00e0 benedette in chiesa.<br \/>\nCiambella e uova benedette: gli ingredienti della tradizionale colazione nel mattino del giorno di Pasqua. Domani, grazie alla disponibilit\u00e0 di Teresa, anch\u2019io ripeter\u00f2 questo rito del tutto romagnolo.<\/p>\n<p>Per  chi volesse approfondire l\u2019argomento, ecco  qui di seguito quanto scrive <a target=\"_blank\" title=\"Il blog di Michele Marziani\" href=\"http:\/\/www.michelemarziani.org\/appuntidiviaggio\/\"><strong>Michele Marziani<\/strong><\/a>, giornalista e scrittore esperto in gastronomia del territorio, nel libro \u201c<em>La cucina riminese tra terra e mare<\/em>\u201d (<a target=\"_blank\" title=\"Il sito di Panozzo Editore\" href=\"http:\/\/www.panozzoeditore.com\/\">Panozzo Editore<\/a> Rimini, 2005).<br \/>\n<strong>Buon appetito e&#8230; buona Pasqua da Cristella <\/strong><\/p>\n<p><a title=\"Ciambella, pagnotta pasquale e uovo sodo: la tradizionale colazione romagnola nel giorno di Pasqua\" class=\"imagelink\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/ciambella.JPG?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"128\" height=\"89\" alt=\"Ciambella, pagnotta pasquale e uovo sodo: la tradizionale colazione romagnola nel giorno di Pasqua\" id=\"image190\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/ciambella.JPG?resize=128%2C89&#038;ssl=1\" \/><\/a><\/p>\n<p>Scrive Marziani:<br \/>\n<!--more--><br \/>\nSi fa un gran ricordare i dolci antichi, dimenticati, popolari, dai nomi strani, nel disquisire di tradizioni romagnole. Ma poi alla fine, il simbolo della festa del passato, anche di quello recente, era uno solo: la ciambella. S\u00ec, l\u2019umile ciambella, il dolce che spesso snobbiamo con un po\u2019 si sufficienza. Eppure fino agli anni Sessanta era un rito, il trito di Pasqua. Aprivano i forni, a Rimini come nelle campagne,  per permettere alle <em>azdore<\/em> di andare a cuocere la propria ciambella. E gi\u00e0 questo era una festa, un\u2019occasione importante, C\u2019era chi preparava a casa l\u2019impasto, ma c\u2019erano anche i fornai che mettevano a disposizione gli spazi nelle loro botteghe per poter confezionare la ciambella per Pasqua. Spazio, ma anche ingredienti e buoni consigli per le spose pi\u00f9 giovani e meno esperte. Ed era, per chi poteva permetterselo, una corsa alla ciambella \u201cricca\u201d, delle feste, impreziosita dalla \u201ccodetta\u201d multicolore. Per gli altri un dolce normale, ma simbolo di festa, perch\u00e9 di dolci se ne mangiavano davvero pochi e in rarissime occasioni. La Pasqua era l\u2019occasione per antonomasia, giorno di festa in cui il pasto rituale pi\u00f9 importante non era il pranzo, ma la prima colazione. Per una volta niente pane e caffelatte, ma una colazione ricca, tradizionale, propiziatoria, carica di significato. La purezza del giorno della Resurrezione simboleggiata dalla tovaglia bianca, candida, pulita, fresca di bucato. E sopra, per tutta la famiglia riunita, la ciambella, i biscotti (fatti con la stessa pasta della ciambella avanzata durante la preparazione), le uova sode colorate e portate in chiesa a benedire il gioved\u00ec santo, il sale per condire le uova e il vino bianco, rigorosamente dolce. Tradizione, questa, che nei racconti degli anziani assume a volte connotazioni esilaranti, se viste con gli occhi di oggi: chi non trovava il vino dolce procedeva a miscugli e aggiunte di zucchero degni del pi\u00f9 sofisticato alchimista. A uova, ciambella e vino si univa, ma non dappertutto, il salame. Il primo morbido e gustoso salame dell\u2019anno, finalmente pronto dopo la \u201csmettitura\u201d del maiale avvenuta tra dicembre e gennaio.<br \/>\nL\u2019area riminese \u00e8 terra di confine e viene investita da sempre delle tradizioni del Montefeltro e delle vicine Marche. E\u2019 facile quindi che, a seconda delle zone \u2013 e vi sia ancora dove \u00e8 viva la tradizione della colazione pasquale \u2013 qualche variazione sul tema. In particolare per quanto riguarda la ciambella che viene sostituita in alcune zone dalla pagnotta pasquale (ghiotta e famosa quella di Pennabilli, ma \u00e8 dolce ben diffuso anche a Cattolica) e, nelle aree di maggior influenza marchigiana, dalla crescia di Pasqua che sicuramente meglio si sposa con il salame. La crescia infatti non \u00e8 dolce: \u00e8 una focaccia a base di formaggio, ricca, profumata e gustosa.<br \/>\nCon crescia, ciambella o pagnotta la colazione pasquale \u00e8 comunque una solennit\u00e0 gastronomica da provare ancora oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ogni sabato pomeriggio chiamo mia sorella Teresa, a Gatteo a Mare, per avvisarla che sto partendo da Viserba per andarla a trovare. Oggi \u00e8 arrivata al telefono un po\u2019 trafelata. \u201cNon ti ho risposto subito \u2013 ha detto \u2013 perch\u00e9 sono impegnata in cucina. 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