{"id":1840,"date":"2013-03-22T13:22:25","date_gmt":"2013-03-22T11:22:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/?p=1840"},"modified":"2013-03-22T13:22:25","modified_gmt":"2013-03-22T11:22:25","slug":"passeggiate-viserbesi-dalla-spiaggia-al-lago-riviera-percorrendo-la-fossa-dei-mulini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2013\/03\/22\/passeggiate-viserbesi-dalla-spiaggia-al-lago-riviera-percorrendo-la-fossa-dei-mulini\/","title":{"rendered":"Passeggiate viserbesi. Dalla spiaggia al Lago Riviera percorrendo la Fossa dei Mulini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Torna il sole e la voglia di passeggiate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">La fortuna di abitare a Viserba offre percorsi decisamente interessanti, che sarebbero da proporre anche ai tanti turisti che &#8211; peccato per loro! &#8211; vedono solo spiaggia, ombrelloni e gelati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Ecco la mia proposta di itinerario:\u00a0porticciolo &#8211; ex lavatoio &#8211; vecchio mulino &#8211; ex corderia &#8211; lago Riviera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Si parte dalla spiaggia, all&#8217;altezza del porticciolo, appunto. Attraversato il lungomare ci si immette sulla\u00a0stradina\/copertura di quella che fu la Fossa dei Mulini.\u00a0Passando fra le piccole case che una volta erano abitate da pescatori e marinai, si arriva ai giardinetti sorti nel sito dell&#8217;ex lavatoio. Oltrepassata la ferrovia, il panorama cambia, e ci si trova a camminare fra campi e orti fino ai ruderi di un mulino antichissimo. Proseguendo ancora, ecco il muro\u00a0di cinta <a href=\"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2007\/09\/12\/81\/\">dell&#8217;ex corderia<\/a>, che rievoca storie di sudore e mistero&#8230; Sulla sua destra, il lago Riviera con gli appassionati di pesca e le loro canne: un luogo adatto anche per un pic nic all&#8217;ombra delle grandi piante insieme a tutta la famiglia&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Molte immagini di questi luoghi, cos\u00ec come diversi racconti, sono reperibili nel <a href=\"http:\/\/www.ippocampoviserba.it\/\">sito dell&#8217;associazione culturale Ippocampo Viserba<\/a>, di cui mi vanto di essere fra i soci attivi, che da tre anni sta svolgendo un prezioso lavoro di recuperto della memoria del territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Fra\u00a0gli autori viserbesi che hanno raccontato questo luogo, mi piace citare il professor Enea Bernardi, noto pedagogista ed educatore\u00a0scomparso nel 1998. Ecco qui di seguito alcune sue\u00a0pagine.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Dalla Fossa dei Mulini alla Corderia<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">di Enea Bernardi, 1982<\/p>\n<p align=\"center\">da \u201cStorie su due piedi. Immagini della Memoria\u201d (stampato in proprio, 1995)<\/p>\n<p>\u00a0\u201cC\u2019era una volta un canale chiamato, al tempo degli avi, \u201cLa Viserba\u201d e poi \u201cFossa dei Mulini\u201d, dove nuotavano tinche, trote, anguille. Attraversava il paese, in cui era difficile mettere insieme pranzo e cena, e prima di sfociare in mare offriva un riparo alle battane e alle lance dei marinai.<\/p>\n<p>Era il luogo goduto dai pescatori e dai bambini in cerca di emozioni. I ragazzi pi\u00f9 grandi, che l\u2019avevano gi\u00e0 esplorato, si compiacevano dell\u2019ammirazione di tutti e suscitavano invidia. Il gruppo al quale appartenevo stabil\u00ec allora di dare inizio alle nostre spedizioni.<\/p>\n<p>Ed era diventato un rituale estivo. Si attendeva appostati che il marinaio, vinto dalla calura del pomeriggio, si appisolasse all\u2019ombra del capanno, per sottrargli il moscone che teneva nel canale senza remi. Il vecchio, sfingeo nel volto abbrunito, quasi certamente fingeva di dormire, sapeva dei nostri armeggi ma stava al gioco. Forse la nostra intrusione maldestra portava nella sua solitudine un motivo insolito, che lo divertiva.<\/p>\n<p>Partivamo, guardinghi e silenziosi, distesi sopra i galleggianti che portavano inciso il motto \u201cAudaces Fortuna Iuvat\u201d, con l\u2019acqua che ci lambiva il volto mentre oltrepassavamo i ponti bassi delle strade. Si spingeva a fatica con una lunga pertica un\u2019imbarcazione, appesantita dal legno intriso d\u2019acqua, che a noi sembrava una corazzata. Si navigava fieri in mezzo alle lance ormeggiate sotto un tunnel di alberi, in un canale vivo con gli argini fasciati dal legno, e cantavamo a squarciagola.<\/p>\n<p>Lasciavamo la \u201cTorretta di Tognacci\u201d, l\u2019ultima casa dell\u2019abitato, con la sensazione di avere superato le Colonne d\u2019Ercole. Dopo il ponte della ferrovia risalivamo il corso della fossa in una zona deserta, nella quale l\u2019unico fabbricato era il macello a volte risonante di muggiti che mettevano i brividi.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanti la nostra audacia veniva messa a dura prova dai banchi di fango che spesso imprigionavano l\u2019imbarcazione, in mezzo ai canneti che intricavano il passaggio e davano affanno e smarrimento perch\u00e9 chiudevano ogni orizzonte.<\/p>\n<p>Ci inoltravamo fino al mulino dei Leli, allora con le macine ronzanti, oltre il quale sorgeva la vecchia corderia.<\/p>\n<p>Si vedeva appena la punta della ciminiera e la panciuta cisterna dell\u2019acqua ma non la fabbrica che, da quella parte, era cinta da alte mura e da una folta barriera di alberi lungo l\u2019argine del canale fino a monte. Assomigliava ad una fortezza assediata dal verde di una foresta aggressiva in cui regnavano indisturbati bisce e grandi uccelli. Con un abbraccio aggrovigliato l\u2019edera stringeva tronchi secolari di acacie, olmi, pioppi.<\/p>\n<p>Qui, per noi, incominciava l\u2019ignoto insondabile e finiva il viaggio breve che bruciava emozioni ed aspettative segrete. Al ritorno restava il problema di ormeggiare il moscone al suo posto. Il vecchio pescatore ci aspettava lass\u00f9 in alto sulla banchina della palata, mimava un inseguimento e minacciava in tono semiserio \u201cse vi prendo un\u2019altra volta, vi butto in bocca ai pesci!\u201d. E noi con aria candida rigettavamo la colpa sulla risacca che aveva sciolto l\u2019imbarcazione e che, per non lasciarla alla deriva, eravamo saliti sopra con l\u2019intenzione di attraccarla meglio. A questo punto il marinaio si incattiviva e urlava: \u201cVi cavo le budella e le metto a seccare sulla rete!\u201d<\/p>\n<p>Un po\u2019 spaventati ci buttavamo in acqua, abbandonando il moscone, e ci mettevamo in salvo sull\u2019altro molo.<\/p>\n<p>Le esplorazioni della Fossa dei Mulini ci fecero sognare per due stagioni approdi in terre sconosciute, naufragi, attacchi di animali e di uomini selvaggi e la nostra onnipotenza paragonabile a quella degli eroi dell\u2019Avventuroso. Alla lunga, tuttavia, con la nostra crescita, questi percorsi finirono per diventare abbastanza prevedibili; escluso il bosco della corderia che a distanza di mezzo secolo resta sempre un\u2019incognita impraticabile a causa degli ordigni esplosivi disseminati dai tedeschi in ritirata. Crebbe con l\u2018et\u00e0 il bisogno di rinnovare sensazioni ed obiettivi.<\/p>\n<p>La nostra fu l\u2019ultima generazione che risal\u00ec il canale, perch\u00e9 con l\u2019arrivo della ricchezza la Fossa dei Mulini divent\u00f2 una fetida cloaca a cielo aperto con l\u2019unica funzione di scaricare in mare la merda indigena e forestiera. Il boom turistico aveva imbastardito l\u2019etnia e affievolito l\u2019orgoglioso senso di appartenenza al nucleo originario; cos\u00ec decadde la tradizione e l\u2019intelligente buon senso degli anziani insieme al pudore civile.<\/p>\n<p>Il miraggio dell\u2019Eldorado ebbe il sopravvento e trasform\u00f2 le casette ingentilite da fregi e dimensioni umane in alti contenitori anonimi, e le viuzze luminose in asfittici budelli.<\/p>\n<p>Da un\u2019estate all\u2019altra il canale scomparve, gli misero sopra un coperchio di cemento e divenne un corridoio fra i retro delle case. I bambini di oggi hanno gi\u00e0 perso la memoria della Fossa dei Mulini. Passandoci sopra sentiranno soltanto una gran puzza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torna il sole e la voglia di passeggiate. La fortuna di abitare a Viserba offre percorsi decisamente interessanti, che sarebbero da proporre anche ai tanti turisti che &#8211; peccato per loro! &#8211; vedono solo spiaggia, ombrelloni e gelati. Ecco la mia proposta di itinerario:\u00a0porticciolo &#8211; ex lavatoio &#8211; vecchio mulino &#8211; ex corderia &#8211; lago [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[17,1,24,2,18,21,16,7],"tags":[333,296,571],"class_list":["post-1840","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libri","category-parole-in-liberta","category-rimini","category-romagna","category-scrittori","category-tradizioni","category-viserba","category-volontariato","tag-corderia","tag-ippocampo","tag-viserba"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pBsIj-tG","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1840","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1840"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1840\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1841,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1840\/revisions\/1841"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1840"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1840"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1840"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}