{"id":1725,"date":"2012-08-14T12:06:06","date_gmt":"2012-08-14T10:06:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/?p=1725"},"modified":"2024-11-28T12:42:20","modified_gmt":"2024-11-28T10:42:20","slug":"viserba-il-delitto-pascoli-e-pajaren-detto-bagecca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2012\/08\/14\/viserba-il-delitto-pascoli-e-pajaren-detto-bagecca\/","title":{"rendered":"Viserba, il delitto Pascoli e Pajar\u00e8n (detto Bigecca)"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Primo verdetto di colpevolezza dopo 145 anni per l&#8217;omicidio di Ruggero Pascoli, il padre del poeta. E&#8217; stato rovesciato il verdetto del 2001: per la prima volta il celebre omicidio Pascoli ha tre nomi: Pietro Cacciaguerra, mandante, Michele Della Rocca e Luigi Pagliarani, esecutori&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>E&#8217; <a href=\"http:\/\/www.cesenatoday.it\/cronaca\/omicidio-ruggero-pascoli-verdetto-colpevoli-10-agosto-2012.html\">cronaca di questi giorni. <\/a>Il tribunale, dopo 145 anni, ha finalmente condannato coloro che, al tempo, furono solo sospettati.<\/p>\n<p>Una storia, il delitto Pascoli, che s&#8217;intreccia in varia maniera con quella di Viserba.<\/p>\n<p>Il primo riferimento \u00e8 su quel Pagliarani (detto &#8220;Bigecca&#8221;) indicato come uno dei due sicari. Pare fosse un avo del nostro poeta <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Elio_Pagliarani\">Elio Pagliarani,<\/a> come raccontato da quest&#8217;ultimo nell&#8217;autobiografia (<a href=\"http:\/\/www.marsilioeditori.it\/rassegna-stampa\/libro\/3170872-pro-memoria-a-liarosa\">Pro-memoria a Liarosa)<\/a> nel brano riportato qui sotto.<\/p>\n<p>L&#8217;altro riferimento (un intreccio davvero intrigante&#8230;) \u00e8 con la vicenda della famiglia della mia amica viserbese Donata Ciavatti, che nel libro<a href=\"http:\/\/www.ippocampoviserba.it\/articoli\/laforzadelcor.htm\"> &#8220;La forza del coraggio&#8221; <\/a>racconta la storia del bisnonno, Pietro Giani, condannato innocente per il delitto di un fattore della tenuta dei Torlonia. Dopo aver passato 28 anni alla catena Giani fu liberato grazie alla confessione del vero colpevole. Donata ipotizza, nel suo libro, che il bisnonno fosse stato incarcerato per il delitto Pascoli (i tempi e i luoghi corrispondevano), ma non \u00e8 mai riuscita ad approfondire per la sparizione di alcuni documenti giudiziari.<\/p>\n<p>Ma forse il testo di Elio Pagliarani porta luce sull&#8217;ipotesi di Donata: che il delitto del fattore fosse quello di Gori, l&#8217;altra vittima citata nel Pro-memoria?<\/p>\n<p>Lancio a chi di\u00a0dovere (o a chi &#8220;di piacere&#8221;)\u00a0la sfida di un ulteriore approfondimento di queste ricerche storiche, mentre vi lascio alla lettura del capitolo del Pro-memoria in cui Elio parla dei <em>Pajar\u00e8n<\/em> e di Mari\u00f9 Pascoli.<\/p>\n<p>&#8220;I tre rami dei Pagliarani. Mari\u00f9 Pascoli&#8221;.<\/p>\n<p>(di Elio Pagliarani, da &#8220;Pro-memoria a Liarosa, Marsilio Editore 2011).<\/p>\n<p>Come mi spieg\u00f2 una ventina d\u2019anni fa il fratello di Tonino Guerra, son tre i rami dei Pagliarani diramatisi dalla zona di Sant\u2019Arcangelo; quello di ricchi o benestanti, detto dagli amici non ricordo pi\u00f9 se Pajar\u00e8n \u2018dla Chesa o Pajar\u00e8n \u2018dla Piaza, perch\u00e9 avevano case nella piazza principale di Sant\u2019Arcangelo, mentre dai nemici il loro capofamiglia era detto Pajar\u00e8n e\u2019 Brot, Pagliarani il Brutto, perch\u00e9 evidentemente non abbondavano in prestanza; i Pagliarani poveri erano divisi in due sottogruppi, quelli poveri e bonaccioni o lamentosi erano chiamati Pajar\u00e8n Bisugn\u00e8n (bisognevole?, bisognoso?), mentre quelli da prendere con le molle erano i Pajar\u00e8n S-ciup\u00e0z (da schioppo): dunque non soltanto mio nonno, ma anch\u2019io sono un Pajar\u00e8n S-ciup\u00e0z; fino a vent\u2019anni fa credevo che fosse soltanto il soprannome del nonno, invece Guerra mi spieg\u00f2 bene che riguarda tutto un ramo, come ho detto. E credo proprio che fosse il ramo cos\u00ec tanto odiato da Mari\u00f9 Pascoli.<\/p>\n<p>I miei Pagliarani stavano a Casale almeno dal Seicento, mezzadri dei frati del convento (dunque dimezzati anch\u2019essi, ma senza l\u2019onta di un padrone diretto, fisicamente concreto e concretizzabile) e il nonno Cesare verso la fine dell\u2019Ottocento si fece dare la sua parte di stime e usc\u00ec dalla \u00a0terra, diventando commerciante di cavalli e di bestiame in genere. Casale \u00e8 a due o tre chilometri da San Mauro, e ci confina, e Mari\u00f9 Pascoli come ho detto odiava talmente i Pagliarani da subire un giudizio e pagare una penale di venticinque lire per essersi rifiutati, lei, e assecondata da Giovanni, di ricevere in casa loro a Castelvecchio di Barga una domestica, Nina, fatta assumere dai loro parenti Pascoli in Romagna, appena seppero che faceva di cognome Pagliarani. E certo un Pagliarani, Luigi, detto \u201cBigecca\u201d fu indiziato, con altri e poi prosciolto in istruttoria, nelle indagini sull\u2019assassinio di Ruggero Pascoli, come racconta appunto Mari\u00f9 nelle sue memorie. Me lo segnal\u00f2 Mario Luzi, una volta che lo incontrai (in Georgia, Urss, nel \u201966), e appena mi fu possibile cercai di documentarmi sulla faccenda. Intanto ero sicuro che se la mia famiglia fosse stata coinvolta nell\u2019assassinio del Pascoli l\u2019avrei saputo, se non altro perch\u00e9 a Viserba abitava quel chiacchierone arteriosclerotico del ferroviere in pensione Tognacci, di San Mauro, e grande amico della famiglia Pascoli (oltre che padre di quel mio professore di disegno). Lui che allevava pere cos\u00ec grandi (una volta \u2013 raccontava &#8211; chiam\u00f2 la moglie, e quella rispose immediatamente e il suono della voce gli fece capire che era vicinissima, ma lui non riusciva a vederla: per forza, stava nascosta dietro una pera!) avrebbe gridato dietro \u201cAssassino!\u201d anche a me bambino, quando passavo vicino a casa sua, fossimo stati in qualche modo implicati nella faccenda (un sacerdote Tognacci battezz\u00f2 proprio Giovanni e altri figli di Ruggero Pascoli).<\/p>\n<p>Quanto a Bigecca, c\u2019\u00e8 da dire che fra quelli che lo scagioneranno c\u2019era anche Raffaele Pascoli, detto \u201cFelino\u201d fratello minore di Giovanni, e dico il fratello minore buono, non la pecora nera della famiglia Pascoli, cio\u00e8 Alessandro Giuseppe, che aveva tre soprannomi, come si legge nelle memorie di Mari\u00f9: nei momenti buoni era detto Peppe, nei momenti cos\u00ec \u201cLascaro\u201d e nei momenti peggiori \u201cPaglierani\u201d (qui con la \u2018e\u2019) anche perch\u00e9 aveva, secondo Mari\u00f9, anche la colpa di aver sposato una vedova Pagliarani con relativi figli di primo letto.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 pi\u00f9 probabile di questo odio di Mari\u00f9 \u00e8 invece dovuto al fatto, secondo me, che Luigi e altri Pagliarani erano o erano stati compagni di osteria e di discorsi socialisteggianti, non solo dei fratelli minori Raffaele e Alessandro Giuseppe, ma anche dello stesso Giovanni, il quale anche se probabilmente non bazzic\u00f2 mai osterie ebbe da giovane trascorsi e amicizie anarchiche e socialiste, come sappiamo, e si becc\u00f2 anche il carcere a Bologna semplicemente per essere andato ad assistere al processo di Andrea Costa.<\/p>\n<p>A proposito del delitto Pascoli voglio anche ricordare che in quel periodo non fu ucciso soltanto il fattore-capo o intendente Ruggero Pascoli, ma anche un fattore Gori, sempre alla tenuta La Torre dei Torlonia: anche i Gori fecero a suo tempo le loro indagini e il risultato fu il medesimo di quello di un\u2019inchiesta ufficiale o ufficiosa sul delitto Pascoli: certi mesi dell\u2019anno i mezzadri della tenuta La Torre usavano arrotondare le loro entrate facendo un notturno e ovviamente clandestino contrabbando di sale delle vicine saline di Cervia, e a un certo punto Ruggero Pascoli volle impedirlo, sia perch\u00e9 la faccenda era contraria alle legge sia perch\u00e9 i contadini rendevano di meno nel lavoro dei campi in quel periodo in cui la notte facevamo i contrabbandieri: in questo clima matur\u00f2 l\u2019assassinio dei fattori Pascoli prima e di Gori poi, ci sia stato o no qualcuno che \u2013 come ha sempre pensato Giovanni Pascoli \u2013 abbia manovrato la faccenda per carpire l\u2019importante incarico che Ruggero Pascoli aveva nella tenuta dei Torlonia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Primo verdetto di colpevolezza dopo 145 anni per l&#8217;omicidio di Ruggero Pascoli, il padre del poeta. 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