{"id":151,"date":"2020-01-16T05:27:42","date_gmt":"2020-01-16T03:27:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2008\/01\/17\/santantonio-fra-sacro-e-profano-con-le-baffone-di-fellini\/"},"modified":"2023-09-18T21:01:28","modified_gmt":"2023-09-18T19:01:28","slug":"santantonio-fra-sacro-e-profano-con-le-baffone-di-fellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2020\/01\/16\/santantonio-fra-sacro-e-profano-con-le-baffone-di-fellini\/","title":{"rendered":"Sant&#8217;Antonio: fra sacro e profano con le &#8220;baffone&#8221; di Fellini"},"content":{"rendered":"<p><center><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/baffonapic.jpg?w=625&#038;ssl=1\" alt=\"una \" \/><\/center><\/p>\n<p>Se domani qualcuno passasse in <strong>piazza Tre Martiri<\/strong>, in pieno centro storico a Rimini, potrebbe imbattersi in una scena per certi versi somigliante a uno dei quadri cittadini dipinti da <a title=\"il sito della Fondazione Fellini\" href=\"http:\/\/www.federicofellini.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Federico Fellini<\/strong><\/a> nel film \u201c<strong>Amarcord<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Nel giorno di <strong>Sant\u2019Antonio Abate<\/strong>, protettore degli animali, si usa ancora portare i propri amici a quattro zampe al <a title=\"immagine el tempietto\" href=\"http:\/\/images.google.it\/imgres?imgurl=http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/archive\/e\/ed\/20070214205833!Tempietto_del_Bramante.JPG&amp;imgrefurl=http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/Image:Tempietto_del_Bramante.JPG&amp;h=1280&amp;w=1024&amp;sz=222&amp;hl=it&amp;start=6&amp;um=1&amp;tbnid=6XG5GsPg7i18pM:&amp;tbnh=150&amp;tbnw=120&amp;prev=\/images%3Fq%3Dtempietto%2Bbramante%2Brimini%26svnum%3D10%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DG\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Tempietto del Bramante<\/strong><\/a> per la tradizionale benedizione da parte dei frati Paolotti.<!--more--><\/p>\n<p>Certo non ci sono pi\u00f9 le contadine che arrivano dalla campagna con polli, conigli e oche. Oggi si tratta quasi unicamente di delicati amici a quattro zampe, i \u201csoliti\u201d gatti e cagnolini, con alcune eccezioni dettate dall\u2019originalit\u00e0 di qualche bambino (di qualsiasi et\u00e0).<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del significato religioso-popolare che dura nel tempo e a cui evidentemente molte persone tengono ancora in particolar modo, mi piace collegare gesto e luogo al brano che trascrivo qui di seguito, tratto da \u201c<strong>La mia Rimini<\/strong>\u201d, dove Fellini, coi suoi ricordi di ragazzo, offre un racconto molto coinvolgente, dalla forte carica erotica.<\/p>\n<p>Lo ammetto, saranno le parole che usa Fellini, sar\u00e0 <a title=\"video Amarcord\" href=\"http:\/\/it.youtube.com\/watch?v=kT1fCCGWki0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il flash back sulla scena<\/a> del film (nel video di Youtube che linko, la scena &#8220;incriminata&#8221; \u00e8 al punto 2.10), ma a me la descrizione delle \u2018baffone\u2019 romagnole che salgono sulla sella della bicicletta piace \u201cin modo particolare\u201d, pur essendo donna.<\/p>\n<p>Scrive Fellini:<br \/>\n<!--more--><br \/>\n\u201cLa chiesetta dei Paolotti aveva un piccolo tempio a forma di battistero, staccato dalla costruzione principale, dove, ogni tanto, le \u2018baffone\u2019 portavano gli animali per farli benedire dai frati. Si chiamavano \u2018baffone\u2019 per la peluria dorata o bruna che visibilmente ricopriva il labbro e il polpaccione sodo, guizzante. Noi, fuori, contavamo febbrilmente le biciclette accatastate contro il muro della chiesa per sapere quante \u2018baffone\u2019 erano venute gi\u00f9. Da un fanalino rotto, da un pedale senza gommino, da certi aggeggi fabbricati in casa e applicati con spranghe e spaghi ai manubri, sapevamo se dentro la Cappella c\u2019era anche la \u2018baffona\u2019di Santarcangelo, coi capelli rossi, che portava il maglione \u2018argentina\u2019, senza reggipetto sotto; o le due sorelle di Santa Giustina, quadrate e spavalde, che si allenavano per partecipare al giro d\u2019Italia. La bicicletta, che solo a vederla ci faceva battere il cuore svelto svelto, era quella della gattaccia di San Leo, una gladiatrice torva e possente, con un gran nuvolone di capelli neri, gli occhi fosforescenti come i leoni, ti guardava lenta, indifferente, senza vederti. Sbirciavamo ansiosi dentro il tempietto risonante di belati, starnazzamenti, ragliacci. Finalmente le \u2018baffone\u2019 uscivano coi polli, le capre, i conigli, e montavano in bicicletta. Era questo il grande momento! I musi appuntiti delle selle infilandosi rapidi come sorci tra e sottane scivolose di satin nero lucente, scolpivano, gonfiavano, facevano scoppiare, in uno scintillio di riflessi abbaglianti, i pi\u00f9 bei sederoni di tutta la Romagna. Non si faceva in tempo a goderseli tutti; molti esplodevano contemporaneamente, a destra a sinistra davanti di dietro, non potevamo girare come trottole: un minimo di contegno dovevamo pur conservarlo, e questo ci costava molte perdite. Fortunatamente, alcune \u2018baffone\u2019 gi\u00e0 sedute sul sellino restavano ancora un po\u2019 a chiacchierare tra loro, un piede a terra e l\u2019altro sul pedale, inarcavano la schiena, dondolandosi con movimenti vasti e lenti come le onde del mare al largo; poi, il polpaccio dorato si gonfiava nella prima faticosa pedalata, le \u2018baffone\u2019 se ne andavano salutandosi a gran voce, qualcuna gi\u00e0 cantava, tornavano in campagna.\u201d<\/p>\n<p>Tratto da \u201cLa mia Rimini\u201d, Federico Fellini (a cura di Renzo Renzi), Cappelli, Bologna, 1967.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se domani qualcuno passasse in piazza Tre Martiri, in pieno centro storico a Rimini, potrebbe imbattersi in una scena per certi versi somigliante a uno dei quadri cittadini dipinti da Federico Fellini nel film \u201cAmarcord\u201d. Nel giorno di Sant\u2019Antonio Abate, protettore degli animali, si usa ancora portare i propri amici a quattro zampe al Tempietto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"nf_dc_page":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[13,3,25,24],"tags":[564,25,24,563],"class_list":["post-151","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","category-donne","category-fellini","category-rimini","tag-donne","tag-fellini","tag-rimini","tag-romagna"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pBsIj-2r","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/151","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=151"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/151\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2335,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/151\/revisions\/2335"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=151"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=151"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=151"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}