{"id":1478,"date":"2011-10-21T16:53:20","date_gmt":"2011-10-21T14:53:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/?p=1478"},"modified":"2016-02-15T19:34:40","modified_gmt":"2016-02-15T17:34:40","slug":"borsanira-fis-cioun-maza-cris-cen-e-gli-altri-ma-che-curiosi-i-soprannomi-di-viserba-e-viserbella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2011\/10\/21\/borsanira-fis-cioun-maza-cris-cen-e-gli-altri-ma-che-curiosi-i-soprannomi-di-viserba-e-viserbella\/","title":{"rendered":"Borsan\u00ecra, Fis-ci\u00f2un, Maza cris-c\u00e8n e gli altri: ma che curiosi, i soprannomi di Viserba e Viserbella"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ma tu non sei il nipote di\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Articolo pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.ilponte.com\/\">Il Ponte <\/a>del 23 ottobre 2011<\/p>\n<p>Iniziata quasi per scherzo nell\u2019estate 2010, la raccolta dei soprannomi di Viserba e Viserbella ha superato ogni aspettativa. Si tratta di un progetto dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.ippocampoviserba.it\/\">associazione culturale Ippocampo (laboratorio urbano della memoria)<\/a>, nata per mantenere vive le caratteristiche del territorio che col tempo rischiano di essere dimenticate. Luoghi, storie, tradizioni, ricette, personaggi pi\u00f9 o meno famosi.<\/p>\n<p>Consapevoli che in Romagna quando si parla di persone e di famiglie si deve passare dai rispettivi soprannomi, i soci di Ippocampo stanno esplorando questo aspetto.<\/p>\n<p>Per il momento la ricerca \u00e8 circoscritta alle zone di Viserba e Viserbella.<\/p>\n<p>Come s\u2019\u00e8 svolta l\u2019indagine?<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo invitato i nostri concittadini a raccontarci i soprannomi di famiglia chiedendo anche le motivazioni, la provenienza territoriale del casato, i mestieri dei nonni e dei bisnonni \u2013 rispondono gli \u2018ippocampini\u2019 &#8211; Siamo stati presenti coi nostri elenchi al banchetto settimanale durante il mercatino estivo organizzato dal Comitato Turistico in piazza Pascoli. La gente arrivava anche con foto di famiglia e racconti, arricchendo cos\u00ec il nostro archivio che, in parte, stiamo mettendo a disposizione sul sito www.ippocampoviserba.it. Ma ci siamo mossi anche con mezzi pi\u00f9 tecnologici, proponendo la ricerca su Face Book.\u201d<\/p>\n<p>Ridendo e scherzando l\u2019elenco \u00e8 arrivato a circa 300 soprannomi, molti dei quali arricchiti da notizie prese da libri di autori viserbesi o ascoltate dalla viva voce dei testimoni della memoria.<\/p>\n<p>\u201cPer ora li abbiamo semplicemente elencati in ordine alfabetico. Ma in futuro, sponsor permettendo,\u00a0 vorremmo ricavarne un libro, con approfondimenti e divagazioni varie.\u201d<\/p>\n<p>Ecco una carrellata veloce sui soprannomi pi\u00f9 noti e curiosi: <em>Baiuch\u00e8la<\/em>, <!--more--><em>e\u2019 Big<\/em>, \u00a0<em>Bigiaia<\/em>, <em>e\u2019 Bog<\/em>, <em>Brust\u00ecga, Falp\u00f2un, Fis-ci\u00f2un, Garn\u00e8la, Gram\u00e9gna, la Bag\u00e9cca, Marn\u00e9in, Marn\u00f2un, Mazas\u00e8t, M\u00f2zli, e\u2019 P\u00e9c, Pigiama, Pirc, Pir\u00e8ta, Pirin\u00e8la, Ragn\u00f2un, Ras-cia blig, Rungh\u00ecn, Saibad\u00f2n, Sbav\u00e0c, Scrul\u00ecn, Sprangh\u00ecn, Zanzan\u00f2un, Zucl\u00f2un.<\/em><\/p>\n<p>E che dire di <em>Bigin d\u2019e\u2019 Bir\u00e8l<\/em>? Claudicante, \u00e8 stato\u00a0 il primo postino di Viserba. Simpatico anche <em>e\u2019 Gn\u00e9z<\/em>, cio\u00e8 il sarto Giuseppe Domeniconi, cos\u00ec chiamato per un tipico movimento delle labbra. \u201cRaccontava barzellette ed era un bravo ballerino: in una gara ball\u00f2 senza fermarsi per due giorni e due notti, stancando l\u2019orchestra\u201d, ricordano i suoi concittadini. <em>Maza cris-cen<\/em> (ammazza cristiani) era Nazzareno Bartolini, viserbese importato, essendo originario di San Marino. \u201cLo chiamavano cos\u00ec perch\u00e9 quando viveva sul Titano portava sempre una roncola per difendere dai ladri le piante di ciliegi di cui era custode\u201d, spiega il nipote. Su <em>Borsan\u00ecra<\/em> (i De Nicol\u00f2 di Viserbella) va subito detto che non ha attinenza col mercato sottobanco. Il capostipite, infatti, si chiamava Guglielmo ed aveva la borsa di tabacco sempre legata in vita, tanto usata da diventare nera. Un\u2019abitudine che ha battezzato per sempre anche i suoi figli e che oggi individua nipoti e pronipoti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il soprannome rimane, come un\u2019eredit\u00e0 che non si pu\u00f2 rifiutare.<\/p>\n<p>Stesso destino per chi firma queste righe: una <em>Panar\u00e8ta <\/em>del ramo dei Muccioli proveniente dalla zona del basso Rubicone (Gambettola, Gatteo, Sala di Cesenatico, Savignano). Soprannome che probabilmente deriva dal mestiere degli avi, visto che il <em>panar\u00e8t<\/em>, come scrive Gianni Quondamatteo nel suo Dizionario Romagnolo, \u00e8 un \u201cpanierino, cestello, canestro di vinco o altra fibra vegetale. Le contadine se ne servivano per portare al mercato uova e formaggio.\u00a0<em>L\u2019ha un b\u00e8l panar\u00e8t<\/em>: il sederino ben disegnato di una giovane.\u201d<\/p>\n<p>Ogni riferimento personale su quest\u2019ultimo modo di dire \u00e8, ovviamente, puramente casuale.<\/p>\n<p><strong>Maria Cristina Muccioli\u00a0<\/strong><strong>(<em>la fi\u00f2la<\/em> <em>ad Panar\u00e8t<\/em>)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La voce del dizionario<\/strong><\/p>\n<p>Ecco cosa riporta, alla voce <em>soran\u00f2m<\/em>, il Dizionario Romagnolo Ragionato di Gianni Quondamatteo.<\/p>\n<p>\u201cIn Romagna \u00e8 molto frequente l\u2019uso del soprannome. <em>E<\/em><em>\u2019<\/em>\u00a0<em>soran\u00f2m <\/em>colpiva sia il singolo individuo, sia il nucleo familiare. Accompagnava il primo dall\u2019infanzia fino alla morte, accompagnava il secondo di generazione in generazione. Impietoso o meno, ridicolo o no, il soprannome personale aveva cento motivazioni cui aggrapparsi, mille giustificazioni da addurre: muoveva da un tratto caratteristico del fisico, a un portamento, difetto, inclinazione, fino alle pieghe del carattere, del cuore, del sentimento. La fantasia, la creativit\u00e0, l\u2019inventiva nel campo dei nomignoli meriterebbe ben altra attenzione. Restiamo in superficie: il nomignolo colora, accarezza, fotografa colui cui \u00e8 stato affibbiato: l\u2019ironia \u00e8 molto spesso presente, la politica non manca, cos\u00ec come, a torto o a ragione, la guerra e i grandi avvenimenti. Il nomignolo del gruppo familiare nasceva spesso, invece, da una distorsione del vero cognome, da una vecchia professione o attivit\u00e0, dal luogo di origine. Il fatto \u00e8 che nel passato nove persone su dieci, e anche pi\u00f9, conoscevano\u00a0<em>Brugl\u00ecn<\/em>\u00a0e non Giovanni Fabbri,\u00a0<em>Saragh\u00ecna<\/em>\u00a0e non Giuseppe Rossi. E spesso era il manifesto funebre che ci rivelava, \u00e8 proprio il caso di dire \u2018in extremis\u2019, il vero nome dell\u2019amico defunto.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I soprannomi della via Sacramora negli anni \u201840<\/strong><\/p>\n<p>La prima lista di soprannomi \u00e8 stata fornita all\u2019associazione Ippocampo<em> <\/em>da un <em>Pilinc\u00ecn<\/em> (Augusto Morolli, classe 1932).\u00a0Si tratta di un elenco, comprensivo di note sulla professione esercitata, delle famiglie che abitavano lungo la via Sacramora negli anni immediatamente precedenti la Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p><strong>Dalla ferrovia Rimini-Bologna alla via Marconi (ex fabbrica Corderia).<br \/>\n<\/strong><strong>Via Sacramora, lato \u00a0mare.<\/strong><br \/>\n<em>Brand<\/em> (Brandi); <em>Zuglien <\/em>(Colonna);\u00a0Ceschina, signore di Milano proprietario terriero, \u201cpantira\u201d, campo lavorato in ortaggi e grano (era un appezzamento di terreno diviso in pezzi di circa 3000 mq e affittato dai signori Ceschina alla gente del luogo per coltivazione di ortaggi e grano); <em>Rusoin <\/em>(Polverelli); <em>Gurir<\/em> (Fabbri);<br \/>\n<em>Aneli<\/em> (Anelli, operatore ecologico); <em>Berlucin<\/em> (Pironi); <em>Angiulon <\/em>(Borghini); <em>Vanoin<\/em> (Giovanardi, osteria, tabacchi, alimentari); <em>Zigli<\/em> (Cesari); <em>Furtuna<\/em> (Tosi); Fonte Sacramora; <em>Minoin <\/em>(Betti); <em>Gigiola<\/em> (Garattoni<em>); Palin<\/em> (Sartini); <em>Palin ad Rusul<\/em> (Parma); <em>Marchisen<\/em> (Faini);<em> Magioli<\/em> (Maggioli); <em>Zangri<\/em> (Zangheri); <em>Manghin<\/em> (Bartolucci, falegname); <em>Corbel <\/em>(Corbelli); <em>Zigercia <\/em>(Selva); <em>Giovagnoli<\/em> (Giovagnoli); <em>Bisugnen<\/em> (Pagliarani); <em>Brancon<\/em> (Zangheri); <em>Pirin <\/em>(Lombardi); <em>Pasuloin<\/em> (Pasolini); <em>Mazacris-cen<\/em> (Bartolini); <em>Ros<\/em> (Rossi); <em>Pavac<\/em> (Ardini), <em>Falpon <\/em>(Rossi).<\/p>\n<p><strong>Via Sacramora, lato monte.<br \/>\n<\/strong><em>Burlon<\/em> (Galvani), <em>Brandin<\/em> (Brandi, lavoravano il terreno agricolo posto sulla strada che porta all\u2019entrata secondaria del cimitero, vicino alla vecchia chiesa chiamata \u2018La Porticina\u2019, serviva per l\u2019entrata pedonale agli abitanti lato nord di Rimini); <em>Quadriloin<\/em> (Astolfi); <em>Palamai <\/em>(Giuglianelli); <em>Giarin ad Palamaia<\/em> (Giuglianelli, infermiere); <em>Pavlet <\/em>(Garattoni); <em>Pirinela<\/em> (Rinaldini, ferroviere); <em>Barloin<\/em> (Berlini); <em>Duca <\/em>(Pesaresi); <em>Zamagna<\/em> (Zamagni); <em>Galli<\/em> (Galli); <em>Ruglin<\/em> (Pesaresi); <em>Belavesta <\/em>(Bellavista); Laghi-Vanini (signori proprietari terrieri); <em>Purzloin <\/em>(Porcellini); Tonti (signore proprietario terriero); <em>Pasquin<\/em> (Ciclamini); <em>Misiria<\/em> (Donati); <em>Burcet <\/em>(Mengucci); <em>Beloc <\/em>(Pironi); <em>Bason<\/em> (Beletti);<em> Miscela<\/em> (Bezi); <em>Murador <\/em>(Muratori); <em>Burc<\/em> (Mengucci); <em>Turini ad Pilincin<\/em> (Morolli, falegname); villa contessa Carini, signori di Roma, poi di Gattegno e successivamente di Cameo, <em>Tugnin<\/em> (Morri, custode villa Carini); <em>Pilincin<\/em> (Morolli); villa Morri (Morri, farmacista, proprietario terriero); <em>Giani<\/em> (Zamagni, custode villa Morri); <em>Bigiaia <\/em>(Ceccarelli, carbonaio); <em>Limpio<\/em> (Bianchi, fabbro); <em>Patot <\/em>(Mazzotti); villa Pozzi (proprietario terriero).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma tu non sei il nipote di\u2026 Articolo pubblicato su Il Ponte del 23 ottobre 2011 Iniziata quasi per scherzo nell\u2019estate 2010, la raccolta dei soprannomi di Viserba e Viserbella ha superato ogni aspettativa. 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