{"id":1124,"date":"2010-10-01T22:24:46","date_gmt":"2010-10-01T20:24:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/?p=1124"},"modified":"2010-10-09T20:43:24","modified_gmt":"2010-10-09T18:43:24","slug":"racconto-viserbese-del-maestro-carlo-ardini-una-lady-chatterley-in-riva-alladriatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2010\/10\/01\/racconto-viserbese-del-maestro-carlo-ardini-una-lady-chatterley-in-riva-alladriatico\/","title":{"rendered":"Racconto viserbese del maestro Carlo Ardini. Una Lady Chatterley in riva all&#8217;Adriatico"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cCarlo Ardini nato e sempre vissuto a Viserba, ha insegnato nella scuola elementare per trentotto anni. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 altro da esibire nel curricolo della sua vita\u201d, scriveva nel risvolto del suo romanzo \u201cLa pesca reale\u201d, pubblicato nel 2001. <\/strong><\/p>\n<p>Una prosa decisamente piacevole e curata, la sua, con molti riferimenti, pi\u00f9 o meno velati, a personaggi, luoghi e avvenimenti della nostra Viserba.<\/p>\n<p>Il racconto \u201cSic transit\u201d, ad esempio, ci porta indietro di diversi decenni, forse un secolo. La spiaggia, le ville, i loro ricchi ed eleganti proprietari, la servit\u00f9, i pescatori\u2026<\/p>\n<p>Due personaggi di questo racconto, la signora e la giovane cameriera, potrebbero benissimo essere le due figure che camminano sulla spiaggia viserbese in una delle tante fotografie d\u2019epoca presenti nell\u2019archivio de <a title=\"associazione L'Ippocampo, laboratorio urbano della memoria\" href=\"http:\/\/www.ippocampoviserba.it\/\">l\u2019Ippocampo<\/a>.\u00a0 Viste di spalle: la padrona in accappatoio chiaro e lunghi capelli sciolti sulle spalle, la ragazza al suo servizio con la divisa nera, il grembiulino bianco e l&#8217;involto con le cose della signora.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1127\" data-permalink=\"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2010\/10\/01\/racconto-viserbese-del-maestro-carlo-ardini-una-lady-chatterley-in-riva-alladriatico\/spiaggia-donne-vestite-e-barca-compress-1-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Spiaggia-donne-vestite-e-barca-compress-11.jpg?fit=448%2C318&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"448,318\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Spiaggia donne vestite e barca compress (1)\" data-image-description=\"&lt;p&gt;la spiaggia di Viserba a inizio Novecento&lt;\/p&gt;\n\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Spiaggia-donne-vestite-e-barca-compress-11.jpg?fit=448%2C318&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1127\" title=\"Spiaggia donne vestite e barca compress (1)\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Spiaggia-donne-vestite-e-barca-compress-11.jpg?resize=300%2C212&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Spiaggia-donne-vestite-e-barca-compress-11.jpg?resize=300%2C212&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.cristella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Spiaggia-donne-vestite-e-barca-compress-11.jpg?w=448&amp;ssl=1 448w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>S\u00ec, sono proprio loro: la spregiudicata \u201c<em>femme fatale<\/em>\u201d, emule di Lady Chatterley,che va incontro al suo Olinto e la ragazzotta \u201cagghindata con grembiule di satin nero, crestina e pettorina\u201d.<\/p>\n<p>Buona lettura!<\/p>\n<p><strong>Sic Transit<!--more--><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>(di Carlo Ardini, n. 28 aprile 1922 &#8211; m. 20 settembre 2006)<\/p>\n<p>Nella scia della Bella Otero, di Lina Cavalieri, di Eleonora Duse, anche lei avrebbe desiderato di vivere una vita d\u2019arte e d\u2019amore. Teatri, tourn\u00e9es: Vienna, Budapest, Berlino, Pietroburgo, Londra, Parigi,. Genio e sregolatezza. Applausi e alcove. Ma dopo un breve fulgore, ahim\u00e8 troppo presto invischiata nelle panie di un amore sospettoso, costretta a sopportare i postumi purtroppo prolungati della interruzione d\u2019una gravidanza, fin\u00ec anzitempo, come meteora caduta in mare, nella villa con torretta in faccia all\u2019Adriatico verde e amarissimo, ad aspettare il ritorno del suo Pinlkerton.<\/p>\n<p>Qui sprecava mestamente i giorni nel rimpianto degli splendori passati mal tollerando la troppo lunga attesa, ed esprimeva il proprio rammarico malinconico con sonate appassionate sulla tastiera toccata con crescendi disperatamente violenti davanti alla vetrata aperta sul mare. Nel lume che ardeva diuturno davanti a un\u2019immagine della Vergine vedeva la propria fiaccola che l\u2019amato sarebbe venuto a trarre da sotto il moggio, e com\u2019esso si consumava.<\/p>\n<p>Per alcuni anni il vento disperse quelle note senza riportarne alcuna eco sperata, ogni giorno dei quali ella ammantata di lunghe vesti seriche, di vaporosi veli, di scialli frangiati, adorna di piume, di volpi e zibellini, cosparsa di ciprie e di ombretti e d\u2019acque di Colonia, recit\u00f2 la scena dell\u2019incontro con gesti ondeggianti e tragici, con sorrisi sempre pi\u00f9 spenti nel volto che mostrava i segni di un\u2019incipiente estenuazione nella luce del grande specchio ovale.<\/p>\n<p>Non le rimase che tentare di conformarsi al luogo dove si trovava, alla prosaicit\u00e0 della vita quotidiana, senza tuttavia rinunciare alle sue abitudini da proscenio. Cos\u00ec, si diede a insegnare alla ragazzotta che le veniva a fare i servizi di casa le buone maniere e le belle frasi, curandone la dizione e il sorriso, dei quali le offriva esempi lei stessa secondo i canoni del vaudeville; cosicch\u00e9 la ragazza, agghindata con grembiule di satin nero, crestina e pettorina, impar\u00f2 a presentarsi facendo la riverenza col sorriso sulle labbra, a recitare la frase di rito: che cosa comanda la signora? Oppure per annunciare: Signora, il pranzo \u00e8 servito.<\/p>\n<p>Si rec\u00f2 poi a presentarsi al parroco, al quale si offr\u00ec per insegnare ai bambini la recitazione di poesiole e sermoncini in occasione di feste religiose e il canto d\u2019inni liturgici e natalizi con accompagnamento di pianoforte. Con le maestre della scuola elementare concord\u00f2 l\u2019allestimento d\u2019una pantomima sulla primavera, nella quale sarebbe comparsa lei stessa come dea insieme coi bambini.<\/p>\n<p>Tutte queste attivit\u00e0 le procurarono la stima dei benpensanti, ai cui occhi appariva come una signora tanto distinta; al contrario, il popolino si diede i lazzi, ma soprattutto le donne, che dicevano di lei \u201c quella giovane-antica che insegna a fare i salti alle scimmie\u201d. Ma lei passava attraverso il paese con la sua teatralit\u00e0 un po\u2019 folle: gli occhi bistrati, il sorriso professionale sotto il quale celava se stessa e la propria et\u00e0. Quanti anni aveva? Al circolo parrocchiale gliene davano una quarantina; nelle osterie si andava pi\u00f9 verso i quarantacinque che i quaranta. Per\u00f2 la sera che rappresent\u00f2 la dea Primavera nel cinema-teatro locale, in veli succinto e calzamaglia, parrucca serica fluente e lunghe collane e gale, fulgida di creme e di carminio, nessuno os\u00f2 darle pi\u00f9 di trent\u2019anni.<\/p>\n<p>Tra il pubblico che assistette all\u2019esecuzione della pantomima c\u2019era un certo Olinto, pescatore e padrone di barca, sui\u00a0 cinquanta, che spesso gettava l\u2019ancora del suo battello nelle acque di fronte alla villa con torretta e che perci\u00f2 aveva avuto modo di notare pi\u00f9 d\u2019una volta la signora affacciata al balcone. Dopo quella sera prese a guardarla con altri occhi e con altri pensieri.<\/p>\n<p>Va detto che Olinto era un appassionato frequentatore di spettacoli di variet\u00e0, ai quali non mancava di recarsi specie\u00a0 d\u2019inverno quando le burrasche imponevano lunghe soste al suo lavoro, nella citt\u00e0 vicina dove si esibivano compagnie pi\u00f9 o meno famose. Da vero intenditore sapeva apprezzare sia le gambe delle ballerine che la verve dei fini dicitori, sia le satire e le arguzie dei comici che le virt\u00f9 canore dei cantanti e la bravura degli strumentisti delle orchestre.<\/p>\n<p>Ma Olinto aveva saputo cogliere nell\u2019esibizione della primaverile signora (Un po\u2019 troppo spinta! Aveva commentato il parroco in preda a una forte emozione), oltre alla scaltrezza del mestiere, un messaggio pi\u00f9 recondito, che a lui, uomo taciturno e deciso, brusco di modi e non avvezzo a fare complimenti, ma tuttavia sanguigno, non poteva sfuggire.<\/p>\n<p>Tornato dalla pesca col suo battello un pomeriggio di maggio inoltrato, rivide la signora al balcone, come sempre sospesa lass\u00f9 tra terra e cielo; e dopo che fu sceso dalla barca col cesto del pesce, s\u2019avvicin\u00f2 alla villa e dal basso fece a lei il gesto di volergliene offrire.\u00a0 La signora graziosamente accett\u00f2. Dall\u2019alto aveva seguito\u00a0 con lo sguardo la vela appressarsi alla riva e tutte le fasi dell\u2019approdo, svagata in un pensiero romantico.<\/p>\n<p>Olinto sal\u00ec la scaletta che dalla spiaggia portava al giardino della villa e col suo passo lento e siuro arriv\u00f2 fino all\u2019ingresso, dove trov\u00f2 ad attenderlo la ragazza di servizio, alla quale consegn\u00f2 alcuni tra i pesci pi\u00f9 belli. Quindi entr\u00f2 in casa col suo passo misurato e sal\u00ec fino al terrazzo dell\u2019altana.<\/p>\n<p>Appoggiata alla balaustra, la signora era ancora rivota verso il mare, da dove la bella stagione mandava a quel tardo pomeriggio una brezza leggera, un soffio tiepido che muoveva il tulle serico della vestaglia. Volle la signora cadere vittima d\u2019un assalto brutale? O volle recitare una scena di realismo su quel proscenio aperto sul mare?<\/p>\n<p>Quando la ragazza che s\u2019era messa ad ammannire i pesci sent\u00ec squillare la voce della signora lass\u00f9 in alto e allarmata si fece alla tromba delle scale per chiederle di che cosa stesse soffrendo, si sent\u00ec rispondere: \u201cNo, No\u2026 \u00e8 buono, non mi fa del male.\u201d<\/p>\n<p>A quel punto la ragazza, ripassando davanti all\u2019immagine della Vergine, soffi\u00f2 sul lume e lo spense.<\/p>\n<p>Finalmente sgravata dalla pena della lunga attesa, la signora ebbe la felicit\u00e0 di vedere ogni giorno un approdo alla sua riva; oppure, ritta a prua come una polena, di tornare all\u2019approdo dopo la pesca. E quando il mare costringeva la barca a restare in porto, andavano insieme a godersi l\u2019avanspettacolo o il variet\u00e0 nei locali cittadini.<\/p>\n<p>Un giorno d\u2019autunno arriv\u00f2 ormai inatteso l\u2019uomo del silenzio. Indossava un impermeabile grigio, sciarpa e cappello ad ampia tesa, che lo scirocco lo obbligava a tenere calcato sulla fronte. Appariva magro, spettrale. Aveva con s\u00e9 un copione, e subito propose alla signora di tornare a calcare le scene, parlando di teatri, di tourn\u00e9es: Vienna, Budapest, Berlino, Pietroburgo, Londra, Parigi. In realt\u00e0, le parve di capire che avesse bisogno di lei.<\/p>\n<p>Ma lei aveva gi\u00e0 programmato un lungo viaggio per mare, che l\u2019avrebbe tenuta lontana per mesi, forse per anni; e gl\u2019indic\u00f2 il pianoforte e il balcone, che l\u2019avrebbero aiutato a ingannare l\u2019attesa.<\/p>\n<p>Prima d\u2019andarsene insieme con la ragazza alla casa di Olinto non tralasci\u00f2 di riaccendere il lume davanti all\u2019immagine della Vergine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCarlo Ardini nato e sempre vissuto a Viserba, ha insegnato nella scuola elementare per trentotto anni. 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