{"id":101,"date":"2007-10-31T20:16:54","date_gmt":"2007-10-31T18:16:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cristella.it\/blog\/2007\/10\/31\/noci-e-mandorle-per-fave-e-piade-dei-morti\/"},"modified":"2007-11-01T23:31:57","modified_gmt":"2007-11-01T21:31:57","slug":"noci-e-mandorle-per-fave-e-piade-dei-morti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristella.it\/blog\/2007\/10\/31\/noci-e-mandorle-per-fave-e-piade-dei-morti\/","title":{"rendered":"Noci e mandorle per fave e piade dei morti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Era una notte, una notte di tregenda, i miei capelli ballavano la samba\u2026<br \/>\n<\/strong><strong><span \/><\/strong>Iniziava cos\u00ec una canzone che cantavamo attorno al fal\u00f2 durante i campi scout per spaventarci a vicenda scherzando su di un argomento da brividi.<br \/>\nParlare dei morti senza averne paura. Un po\u2019 come accade nella notte della vigilia di Ognissanti, quando si pensava che i defunti tornassero per qualche ora a visitare i vivi.<br \/>\nNelle varie regioni italiane le usanze, oltre che ai riti religiosi, sono legate alla casa (che si  doveva pulire e mettere in ordine e dove si preparavano letti per gli \u201cospiti\u201d) e al cibo (con tavole imbandite e la preparazione di specialit\u00e0 caratteristiche).<br \/>\nSui vari cibi tradizionali di questo periodo novembrino rimando alla lettura di due <a target=\"_blank\" title=\"E' il giorno dei morti: allegri!\" href=\"http:\/\/www.placidasignora.com\/?p=1749\">recenti<\/a> <a target=\"_blank\" title=\"La focaccia con la polpa di olive\" href=\"http:\/\/www.placidasignora.com\/?p=1759\">post di Placida Signora<\/a>  e dei commenti lasciati da blogger e lettori di tutt\u2019Italia.<br \/>\nPer quanto riguarda Rimini, qui da noi \u00e8 usanza preparare la <strong>Piada<\/strong><strong> dei morti<\/strong>, un dolce che nonostante il nome non ha nulla a che fare con la piadina che tutti conoscono.<br \/>\nSi tratta di una focaccia dolce dalla forma rotonda: una base di pasta lievitata condita con uvetta e una copertura di frutta secca. Una specie di panettone schiacciato, che potete vedere in <a target=\"_blank\" title=\"ricetta e foto Piada dei morti\" href=\"http:\/\/www.kucinare.it\/user\/ricetta.aspx?idricetta=2200\">questa immagine.<br \/>\n<\/a>La ricetta? Esistono versioni leggermente diverse e pare che quella originale sia stata perduta insieme al suo depositario.<br \/>\nAltri dolcetti abbastanza semplici da preparare sono poi le <strong>Fave dei morti<\/strong>, di cui il maestro <strong>Pellegrino Artusi<\/strong> spiega origini e ricetta nel suo  <strong>\u201cLa Scienza in cucina e l\u2019Arte di Mangiar Bene\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Copioincollo, augurando buona lettura e&#8230; buon appetito. <\/strong><\/p>\n<p>\u201cQueste pastine sogliono farsi per la commemorazione dei morti e tengono luogo della fava <em>baggiana, <\/em>ossia d&#8217;orto, che si usa in questa occasione cotta nell&#8217;acqua coll&#8217;osso di prosciutto. Tale usanza deve avere la sua radice nell&#8217;antichit\u00e0 pi\u00f9 remota poich\u00e9 la fava si offeriva alle Parche, a Plutone e a Proserpina ed era celebre per le cerimonie superstiziose nelle quali si usava. Gli antichi Egizi si astenevano dal mangiarne, non la seminavano, n\u00e9 la toccavano colle mani, e i loro sacerdoti non osavano fissar lo sguardo sopra questo legume stimandolo cosa immonda. Le fave, e soprattutto quelle nere, erano considerate come una funebre offerta, poich\u00e9 credevasi che in esse si rinchiudessero le anime dei morti, e che fossero somiglianti alle porte dell&#8217;inferno.<br \/>\nNelle feste <em>Lemurali <\/em>si sputavano fave nere e si percuoteva nel tempo stesso un vaso di rame per cacciar via dalle case le ombre degli antenati, i Lemuri e gli Dei dell&#8217;inferno.<br \/>\nFesto pretende che sui fiori di questo legume siavi un segno lugubre e l&#8217;uso di offrire le fave ai morti fu una delle ragioni, a quanto si dice, per cui Pitagora ordin\u00f2 a&#8217; suoi discepoli di astenersene; un&#8217;altra ragione era per proibir loro di immischiarsi in affari di governo, facendosi con le fave lo scrutinio nelle elezioni.<br \/>\nVarie sono le maniere di fare le fave dolci; v&#8217;indicher\u00f2 le seguenti: le due prime ricette sono da famiglia, la terza \u00e8 pi\u00f9 fine.<br \/>\nPRIMA RICETTA<br \/>\nFarina, grammi 200.<br \/>\nZucchero, grammi 100.<br \/>\nMandorle dolci, grammi 100.<br \/>\nBurro, grammi 30.<br \/>\nUova, n. l.<br \/>\nOdore di scorza di limone, oppure di cannella, o d&#8217;acqua di fior d&#8217;arancio.<br \/>\nSECONDA RICETTA<br \/>\nMandorle dolci, grammi 200.<br \/>\nFarina, grammi 100.<br \/>\nZucchero, grammi 100.<br \/>\nBurro, grammi 30.<br \/>\nUova, n. l.<br \/>\nOdore, come sopra.<br \/>\nTERZA RICETTA<br \/>\nMandorle dolci, grammi 200.<br \/>\nZucchero a velo, grammi 200.<br \/>\nChiare d&#8217;uovo, n. 2.<br \/>\nOdore di scorza di limone o d&#8217;altro.<br \/>\nPer le due prime sbucciate le mandorle e pestatele collo zucchero alla grossezza di mezzo chicco di riso. Mettetele in mezzo alla farina insieme cogli altri ingredienti e formatene una pasta alquanto morbida con quel tanto di rosolio o d&#8217;acquavite che occorre. Poi riducetela a piccole pastine, in forma di una grossa fava, che risulteranno in numero di 60 o 70 per ogni ricetta. Disponetele in una teglia di rame unta prima col lardo o col burro e spolverizzata di farina; doratele coll&#8217;uovo. Cuocetele al forno o al forno da campagna, osservando che, essendo piccole, cuociono presto. Per la terza seccate le mandorle al sole o al fuoco e pestatele fini nel mortaio con le chiare d&#8217;uovo versate a poco per volta. Aggiungete per ultimo lo zucchero e mescolando con una mano impastatele. Dopo versate la pasta sulla spianatoia sopra a un velo sottilissimo di farina per poggiarla a guisa di un bastone rotondo, che dividerete in 40 parti o pi\u00f9 per dar loro la forma di fave che cuocerete come le antecedenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era una notte, una notte di tregenda, i miei capelli ballavano la samba\u2026 Iniziava cos\u00ec una canzone che cantavamo attorno al fal\u00f2 durante i campi scout per spaventarci a vicenda scherzando su di un argomento da brividi. Parlare dei morti senza averne paura. 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