Archivio tag: Tonino Guerra

Invéci da fè la caza e’ déva dri mal pavaiòti…

Povero gatto! Liseo l’ha tenuto tre giorni senza mangiare per fargli sentire la cattiveria della fame e lui, ingrato, corre dietro alle farfalle….

Questa è la filosofia di Tonino Guerra.

(da “L’ort ad Liséo”” Maggioli Editore, 1989)

Zògn

L’à pas e’ màis ad zògn

sla sapa tal mèni e si òcc ch’i guardèva i fasulòin

e i pumidòr ch’i avnéva so mal cani. Continua a leggere

Una télaragna, un pidriùl ad sàida…

Questa la devo raccontare.

Qualche mese fa insieme ad alcune amiche sono andata a cena al ristorante La Sangiovesa, a Santarcangelo. Oltre a proporre un menu della tradizione romagnola, il luogo, ideato e progettato con l’aiuto del “solito” Tonino Guerra (scrivo così perché ultimamente Tonino è molto presente in questo blog) contiene diversi oggetti di arredamento, libri, opere del poeta. Anche le tovagliette di carta gialla poste sotto al piatto di ogni commensale riproducono le sue poesie. Presa dall’atmosfera romagnola, ho voluto far bella figura con le amiche iniziando a leggere ad alta voce i versi scritti sulla tovaglietta della mia vicina. Tutto bene: non ricordo quale fosse, ma era un testo piuttosto breve.

Poi passo a quella sotto al mio piatto: una poesia che non conoscevo, sebbene sia stata pubblicata nel 1976.

Ebbene, ormai avevo iniziato e non potevo interrompermi… Ma più andavo avanti, più le “ragazze” mi guardavano con aria stupita e i vicini di tavolo ancora di più. Insomma, in un modo o nell’altro sono riuscita ad arrivare alla fine.

Ma sicuramente la mia faccia era diventata rossa, che più rossa non si può!

Eccola. Buona lettura 😉

Cantèda Vintiquàtar

La figa l’è una telaragna Continua a leggere

Tonino Guerra: la memoria della terra e della lingua per tenerci saldi alla vita

Domani pomeriggio, organizzata dall’amica Sabrina Ottaviani dell’associazione “Ippocampo Viserba Laboratorio Urbano della Memoria“, da queste parti si terrà una curiosa gita fuori porta. Da diversi punti della Romagna, infatti, partiranno alcuni piccoli gruppi di persone (una trentina in tutto) che prenderanno la strada verso la casa-museo di Tonino Guerra. Chi da Viserba, chi da Rimini o Savignano o Gambettola… Su su lungo il fiume Marecchia per andare a far visita al grande poeta, ormai 91enne ma sempre molto in gamba.

A Pennabilli, se non ci saranno impedimenti dell’ultima ora, Tonino starà un po’ con noi. Spero di potergli chiedere qualcosa. Poi, lo so, basta dargli il “la”, che lui diventa irrefrenabile e racconta, affabula, incanta…

Dal libro che ho acquistato l’ultima volta che l’ho incontrato, il 15 gennaio a Gambettola, mi piace citare un brano della biografia scritta da Rita Giannini. Una descrizione che personalmente sento molto vicina e che vedo bene declinata anche sull’associazione Ippocampo, di cui sono una dei soci fondatori.

“E’ come fosse connaturata in lui la dimensione errante – scrive Rita – ma non errabonda o sognatrice, sempre invece alla ricerca del legame con le radici, con la terra, con la lingua madre, con l’infanzia, che è il nostro paradiso. E’ senz’altro per Guerra quello che ci riconcilia con il mondo, è la memoria che ci offre lo spunto per tenerci saldi alla vita, è il passato che ci dona il futuro, così come è il dubbio ad alimentare la domanda sul significato della nostra esistenza. E potrebbe essere la domanda a essere essa stessa il significato.”

Il libro , dal titolo “La Valle del Kamasutra, segni, sogni e altro scelti dal poeta” (ed. Bompiani) è a cura di Salvatore Giannella.

Sulla mia copia , alla prima pagina, c’è il regalo di Tonino per me. Eccolo:

dedica di Tonino Guerra sul libro "La valle del Kamasutra"

A Gambettola “I colori che ridono”

Sabato 15 gennaio, alle 16, alla sala Fellini di Gambettola si terrà un incontro con Salvatore Giannella, curatore del libro “La valle del Kamasutra” (ed. Bompiani, 2010) pubblicato per festeggiare i 90 anni di Tonino Guerra (che sarà presente all’evento). Il volume è una raccolta antologica di storie, racconti, versi e disegni di Tonino. Nell’occasione Giannella presenterà anche un documentario inedito sui retroscena di “Amarcord”, nel quale gli attori, lo sceneggiatore e lo stesso Fellini raccontano il film.

Dopo la presentazione si passerà all’apertura della mostra “I colori che ridono”, curata dall’Antica Stamperia Pascucci, che inaugura ufficialmente come ambiente espositivo il nuovo teatro comunale di Gambettola. L’esposizione comprende 20 arazzini stampati e dipinti a mano con ritocchi di stoffa colorata e 24 arazzi più grandi utilizzati per illustrare “La valle del Kamasutra”.

La mostra resterà aperta fino al 23 gennaio.

Sul legame di Fellini con Gambettola, avevo già scritto qui

Sulla collaborazione di Tonino Guerra con gli stampatori di tele romagnole Pascucci avevo già scritto qui.

Come vedete, più di un motivo per esserci, sabato! A vag m’e’ Bosch….

.. e infatti, ci sono andata. Ecco la prova:

Tante donne e due artisti per la mia preziosa coperta

C’era una volta…

Nonna Elisa Tamburinonna elisani, nata alla fine dell’ottocento, che in una casa della campagna riminese tesseva senza sosta al telaio di legno allora presente in ogni famiglia. Ordito di cotone acquistato al mercato, trama di ruvida canapa coltivata nel campo dalla famiglia, macerata nel laghetto del podere, essiccata al sole, battuta e gramolata, pettinata e, finalmente, filata nelle buie sere d’inverno durante le veglie al caldino della stalla.

malvina ragazza

Negli anni Quaranta la nipotina di Elisa, Malvina, ricevette come dote un torsello di quella tela.

Rotolo che rimase in un baule fino a due anni fa, quando Malvina, ormai grande e pure lei diventata nonna di due principesse, lo regalò a sua nuora Cristella.

Pierina, la mamma di Cristella, bravissima a ricamare e a lavorare d’uncinetto, ebbe un’idea: “Perché non ne ricaviamo un bel copriletto?”

mamma che saluta

E si mise subito all’opera: gomitoli di bel filo ritorto color senape si trasformarono presto in strisce a punto filet, che sarebbero diventate gli intermezzi e i bordi del copriletto. Strisce molto semplici, ma non per questo meno preziose.

La stoffa, nel frattempo, prese la strada per Gambettola, cittadina romagnola famosa patria delle stampe a ruggine, metodo antichissimo per abbellire le tele. L’amico Riccardo Pascucci propose a Cristella uno dei decori più attuali, le farfalle di Tonino Guerra, artista dalle mille sfaccettature che da anni collabora attivamente con l’Antica Bottega Pascucci.

tonino guerra farfalle

Il torsello, tagliato in tre strisce della stessa lunghezza, venne così abbellito con alcune farfalle colorate, che in parte riprendevano il colore del lavoro all’uncinetto di mamma Pierina.

Era la primavera del 2007. Pierina si ammalò improvvisamente e le sue mani non poterono più creare i centrini e i ricami come era solita fare. Ebbe però il tempo, sul letto dell’ospedale di Cesenatico, per fare una dolce carezza alle stoffe appena ritirate da Pascucci e portatele appositamente da Cristella per fargliele ammirare. Un orgoglio speciale nello sguardo e nel sorriso stanco.  Orgoglio per quella figlia che, grazie a Dio, apprezzava come lei le cose semplici nate dal grande genio delle persone umili, la bellezza degli oggetti creati dal lavoro delle persone, il valore dell’onesto sacrificio indispensabile ad ottenere qualsiasi cosa.

Era un mercoledì di maggio, di pomeriggio. Continua a leggere