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L’arzdora blogger alla radio!

Per Cristella ogni giorno salta fuori una roba nuova, che anima il periodo di convalescenza che si prevede ancora piuttosto lungo. Con una semplice telefonata ieri mattina la mia voce è stata sentita in tutt’Italia, in diretta nazionale, grazie al circuito di radio InBlu. di cui fa parte la locale Radio Icaro.

In pratica, sono stata l’ospite speciale di “Tuffo in cucina”, spazio quotidiano all’interno del programma “InBlu Estate”.

Sono stata nominata, seduta stante, “Arzdora blogger” (proprio grazie a questo spazio Cristella.it). E, ridendo e scherzando – senza farmi mancare qualche inciampo dovuto all’emozione – si è discusso di s-ciadùr, tulìr, parananza e… degli immancabili strozzapreti.

Tutto serve a tirare su il morale, a dare una mano alla terapia verso la guarigione, a fare progetti per il futuro (sì, perché, volete scommettere?, al prossimo step ci vediamo in tv!).

Av salùt!

Per ascoltare l’intervista, cliccare qui:  http://cristella.it/up/intervista_radio_icaro.mp3

Puràz chi li vend, puràz chi li compra, puràz chi li magna

Al puràzi (le vongole) una volta erano il cibo dei poveri (puràz chi li ciàpa, puràz chi li vend, eccetera…), dove “puràz”, per chi non fosse romagnolo, significa proprio “poveraccio”. Oggi costano un occhio della testa, sia al ristorante, sia in pescheria.

In ogni caso, al puràzi portano in casa il sapore di mare come poche altre cose. La giornata di oggi è testimone.

Siccome so’ acciaccata (cioè sono in convalescenza e quindi con tanto tempo da passare fra le stanze di casa) e siccome oggi a Rimini c’è un clima autunnale, ho pensato bene di dedicare un paio di ore a nuovi esperimenti culinari.

Spiedini di gamberetti con foglie di alloro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Iniziamo dal secondo: gli spiedini di gamberetti. Non è la prima volta che li preparo, ma la novità è rappresentata dalle foglie di alloro. Consiglio della sorella Tiziana, cuoca sopraffina, che dice: “Un gamberetto e una foglia, un gamberetto e una foglia. Li facciamo così anche nell’albergo. ” Con successo, così come in casa Morolli oggi.

Al puràzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Passiamo alle vongole (al puràzi) della premessa. Semplici, profumate, fatte aprire in un tegame dove avevo scaldato un po’ di olio con aglio e prezzemolo tritati.  Una metà sono state servite così, tipo antipasto caldo. L’altra metà è andata per la preparazione del primo: i passatelli in brodo di vongole.

La ricetta di questo primo che scalda la pancia (e oggi ci voleva proprio!) nasce su ispirazione di una foto postata su FB da Licia, direttore del Centro di Formazione Cescot Rimini: un piatto di passatelli offerti da un ristorante riminese, foto e ricetta che, per me, sono apparsi subito come una provocazione: “Ce la devo fare anch’io!”

Pur se con qualche variante…

E quando mi metto in testa qualcosa, non mi ferma neppure il maltempo: sono uscita sotto l’acquazzone per andare alla Conad (devo solo attraversare la strada) per comprare le vongole. Accompagnata dal Re Consorte munito di ombrello.

Mentre al puràzi si aprivano nel tegame con olio, aglio e prezzemolo, in una pentola ho preparato un brodo con gambi di prezzemolo, sedano, carota, cipolla, sale.

Una volta aperte le vongole, ne ho sgusciate un paio di manciate e le ho tritate.

In una pentola ho fatto imbiondire in due cucchiai di olio una mezza cipolla tritata e uno spicchio di aglio intero (che poi ho tolto). Ho aggiunto le vongole tritate, fatto insaporire un po’, sfumato con mezzo bicchiere di vino bianco. Ho aggiunto un mezzo cucchiaio di concentrato di pomodoro e poi aggiunto il brodo che avevo preparato nell’altra pentola e il liquido prodotto dalle vongole (filtrato, per non rischiare eventuali avanzi di sabbia).

Sistemato il sapore con un po’ di dado di pesce e fatto  sobbollire per circa 30 minuti.

Nel frattempo ho preparato i passatelli (2 uova, un cucchiaio di farina, pane grattugiato e parmigiano grattugiato in uguale misura fino a formare un impasto piuttosto duro. Passato i passatelli nello schiacciapatate e gettati direttamente nel brodo di vongole. Appena sono venuti a galla, ho spento il fuoco e coperto, lasciando riposare per un quarto d’ora: i passatelli, anche quando cotti in brodo di carne, esigono questo riposo, durante il quale i sapori si “sposano”.

Serviti in fondine con qualche vongola col guscio giusto per fare un po’ di scena.

Il Re Consorte ha apprezzato.

Passatelli in brodo di vongole

Cristella in cucina: torta di cioccomentacocco

Ecco il regalo di Ferragosto della mia amica Paola.

 

 

 

 

 

 

Torta di cocco e menta (di Paola Tognacci).

INGREDIENTI

2 yogurt al cocco da 125 gr
180 gr di farina 00
50 gr farina di cocco
200 gr zucchero
1/2 vasetto di yogurt di olio di mais
1/2 vasetto di sciroppo alla menta (Fabbri o simili)
3 uova
3/4 di una bustina di lievito per dolci
Nutella qb per ricoprire.ESECUZIONE

Sbatti le uova con lo zucchero, unisci gli yogurt, la farina di cocco, l’olio di semi,l a menta e per ultimo la farina 00 e il lievito.
Il composto risulterà un po’ liquido.
Versa in una teglia ricoperta con carta da forno e inforna per 35 – 40 minuti a 170°.

Quando è fredda, ricopri di Nutella. Infine spolvera con farina di cocco.

Dovrebbe stare in frigorifero qualche ora, se riesci a resistere…

In cucina con Cristella: pranzo d’inizio agosto

Non è difficile da preparare, non costa troppo, è un piatto completo, è colorato e… buono.

Può bastare, vero?

Ecco il pranzo di oggi a casa di Cristella.

Insalata tiepida con gamberetti e piccole seppie.

Ingredienti per 4/5 persone (mangione):

Gamberetti: 300 grammi

Piccole seppie già pulite: 300 grammi

n.b.: tutti e due questi ingredienti oggi erano in offerta al supermercato…

Fagiolini: 500 grammi

Patate: 300 grammi circa

2 grosse carote

1 zucchina

Mandorle spellate a filetti: circa 50 grammi

Un cucchiaio di semi di lino

Olio extra vergine di oliva

Sale

In una pentola di acqua salata bollente ho messo, in questo ordine: i fagiolini lavati e tagliati in due, le carote e le patate tagliate a tocchi piuttosto grossi, le seppioline tagliate a listarelle. Dopo circa 5 minuti di bollore, per ultimi ho aggiunto i gamberetti puliti. Avevo in frigo una zucchina: giù anche quella, tagliata a tocchetti.

Dopo aver messo gli ultimi ingredienti, deve bollire poco, non più di 5 minuti.

Ho scolato e lasciato intiepidire mentre preparavo le mandorle, tagliandole a listarelle.

Quindi ho mescolato tutto in un grande piatto di portata, aggiungendo i semi di lino e una bella irrorata di buon olio di oliva.

Portato in tavola accanto ad una fresca insalata verde e pomodori da insalata.

Buona tiepida, ma anche fredda. Io ne preparo sempre un po’ di più: verrà utile domani in spiaggia o per la pausa pranzo al lavoro.

Bon appétit a tout le monde! Av salùt!

 

La zuppa del Palacongressi? Insomma… Si può fare di meglio

Nel menu della cena riservata ai 1200 invitati all’inaugurazione del Palacongressi di Rimini, sabato sera, fra i primi era elencata la “Pasta battuta con seppie”.

“Buona, la prendo!”, ha pensato Cristella, immaginando, giustamente, che si trattasse della specialità dei marinai di Cesenatico.

Ma la delusione è stata grande, perché la pietanza non era decisamente all’altezza: del tutto insapore. Inoltre i pezzetti di seppia erano da cercare col lanternino, persi nella pasta che, restando lì a covare, aveva assorbito tutto il brodo.

In più, avendo finito i piatti fondi, gli addetti al buffet l’hanno servita nel piatto piano (addirittura si è sentito qualche ospite dire: “Prendi anche tu questo cous cous…”).

Peccato, perché la ricetta, se fatta bene, è di quelle che “tuonano”.

Non vorrei passare per presuntuosa, ma direi che un ripasso è d’obbligo. Ecco qui di seguito come si fa (o, meglio, come si dovrebbe fare).

Buon appetito! E, a m’arcmand: servitela nel piatto fondo o in una bella ciotola di terracotta.

Monfettini in zuppa di seppia  Continua a leggere