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L’Ospedale di Riccione e il principesco polso

Chiederei solo di aggiungere, magari nel piccolo spazio verde stretto fra l’ingresso principale e la cassa ticket, quattro o cinque panchine per i degenti che possono muoversi e hanno voglia di prendere una boccata d’aria e per i parenti in visita o in attesa…

Per il resto l’Ospedale di Riccione viene promosso a pieni voti. Presa in cura nel reparto di Ortopedia e Traumatologia, la mia principessa oggi è tornata a casa “aggiustata”.  L’intervento di riduzione delle numerose fratture alle ossa della mano e del polso, eseguito venerdì dal dottor Luciano Trinchese e dal primario Lorenzo Ponziani, è andato per il meglio.

Ora il principesco polso è imprigionato in un fissatore esterno di acciaio (arma contundente, statele alla larga!) e dovrà essere controllato periodicamente per sei-otto settimane. Poi, si vedrà. Non ho dubbi sulla capacità di ripresa di Dorothy: la sua forza sta nella determinazione e nel coraggio. Senza bisogno di chiedere al Mago di Oz.

Un grazie speciale a tutti gli operatori dell’Ortopedia di Riccione (primario, medici, infermieri, operatori, ausiliari) da Regina Cristella.

Rimini Roma-Roma Rimini: quando la principessa chiama…

Chiama e dice: “Sono al pronto soccorso. Nulla di grave, un polso rotto, dicono che devono operarmi. Aspetto che si liberi un letto.”
Superfluo dire della tremarella che prende una mamma quando arriva una telefonata di questo genere. Ma quando il pronto soccorso è quello del Sandro Pertini di Roma (che neanche sai dov’è) e tu ti trovi a Rimini? Glielo dici quando sei già sull’E45, a Terni, perché “assolutamente stai lì, non c’è bisogno, ci sono con me gli amici…”
Però infili nella prima borsetta che trovi uno spazzolino da denti, Continua a leggere

Le arti magiche del Grande Ciarlatano. Dorothy over the Rainbow

Della serie: “quando le favole non sono state scritte solo per i bambini”.

Cristella in questi giorni sta rileggendo per l’ennesima volta “Il mago di Oz“, di Frank Baum.

La protagonista è Dorothy (quasi come la Principessa Numero Uno), una ragazzina che un tornado ha portato lontana da casa, e la canzone del film più famoso tratto dal libro si intitola “Over the rainbow“.

La “mia” Dorothy sa il perché di questa coincidenza…

Ma vediamo a chi piace la storia del cervello trovato… A volte basta un mago, a convincerci delle nostre potenzialità (“pessimo mago, ma in fondo un brav’uomo“, questo Oz) .

L’indomani mattina lo Spaventapasseri disse ai suoi amici: – Rallegratevi con me: vado dal Grande Oz a farmi dare finalmente il cervello. Quando sarò di ritorno, sarò uguale a tutti gli altri uomini.

– Io ti ho sempre voluto bene così come sei, – gli dichiarò la piccola Dorothy con semplicità.

– E’ molto gentile da parte tua voler bene a uno Spaventapasseri, – egli rispose. – Continua a leggere

Tante donne e due artisti per la mia preziosa coperta

C’era una volta…

Nonna Elisa Tamburinonna elisani, nata alla fine dell’ottocento, che in una casa della campagna riminese tesseva senza sosta al telaio di legno allora presente in ogni famiglia. Ordito di cotone acquistato al mercato, trama di ruvida canapa coltivata nel campo dalla famiglia, macerata nel laghetto del podere, essiccata al sole, battuta e gramolata, pettinata e, finalmente, filata nelle buie sere d’inverno durante le veglie al caldino della stalla.

malvina ragazza

Negli anni Quaranta la nipotina di Elisa, Malvina, ricevette come dote un torsello di quella tela.

Rotolo che rimase in un baule fino a due anni fa, quando Malvina, ormai grande e pure lei diventata nonna di due principesse, lo regalò a sua nuora Cristella.

Pierina, la mamma di Cristella, bravissima a ricamare e a lavorare d’uncinetto, ebbe un’idea: “Perché non ne ricaviamo un bel copriletto?”

mamma che saluta

E si mise subito all’opera: gomitoli di bel filo ritorto color senape si trasformarono presto in strisce a punto filet, che sarebbero diventate gli intermezzi e i bordi del copriletto. Strisce molto semplici, ma non per questo meno preziose.

La stoffa, nel frattempo, prese la strada per Gambettola, cittadina romagnola famosa patria delle stampe a ruggine, metodo antichissimo per abbellire le tele. L’amico Riccardo Pascucci propose a Cristella uno dei decori più attuali, le farfalle di Tonino Guerra, artista dalle mille sfaccettature che da anni collabora attivamente con l’Antica Bottega Pascucci.

tonino guerra farfalle

Il torsello, tagliato in tre strisce della stessa lunghezza, venne così abbellito con alcune farfalle colorate, che in parte riprendevano il colore del lavoro all’uncinetto di mamma Pierina.

Era la primavera del 2007. Pierina si ammalò improvvisamente e le sue mani non poterono più creare i centrini e i ricami come era solita fare. Ebbe però il tempo, sul letto dell’ospedale di Cesenatico, per fare una dolce carezza alle stoffe appena ritirate da Pascucci e portatele appositamente da Cristella per fargliele ammirare. Un orgoglio speciale nello sguardo e nel sorriso stanco.  Orgoglio per quella figlia che, grazie a Dio, apprezzava come lei le cose semplici nate dal grande genio delle persone umili, la bellezza degli oggetti creati dal lavoro delle persone, il valore dell’onesto sacrificio indispensabile ad ottenere qualsiasi cosa.

Era un mercoledì di maggio, di pomeriggio. Continua a leggere