11 ottobre, 2010
20 settembre, 2010
Il Tiramisù del Direttore
INTERNO NOTTE
Un venerdì sera di fine estate, dopo cena.
Finito di lavare i piatti, verificato che in Tv non ci sono programmi di suo gradimento, Cristella si siede al Pc per dare un’occhiata al blog, alla posta e a Face Book.
Lo studio è nella penombra. Dal salotto giunge, in sottofondo, a tratti surreale, la voce della Tv: dialoghi da thrilling intervallati dai jingles delle pubblicità.
Si apre la finestrella della chat di FB. L’amico che richiama l’attenzione di Cristella è un aitante giovane Direttore di Giornale, tale Marco.
Marco. Ehi, ci sei?
Cristella. Sì, eccomi. Come va?
Marco. Mhhh. Sono molto giù. Ma quando mi mandi il nuovo pezzo?
Cristella. Ah, vero. Mi ero dimenticata di questo impegno per il tuo giornale.
Marco. Dai, pensa a qualcosa.
Cristella. Visto che sei giù, potrei cucinarti un bel “Tiramisù!”
Marco. ???
Cristella. Hai presente? Crema morbida, biscotti imbevuti nel caffè, pezzetti di cioccolato che scrocchiano fra i denti…
Marco. Gasp! Tu sì, che capisci gli uomini. Ho già l’acquolina in bocca. Non vedo l’ora!
SCENA SUCCESSIVA
Leggermente preoccupati, la moglie di Marco e il marito di Cristella si affacciano alle rispettive porte dei rispettivi studi dei rispettivi coniugi…
Tutto a posto, tranquilli. Il Tiramisù era proprio quello famoso in tutto il mondo. Preparato nel week end in una versione leggermente più “light” della classica, cioè sostituendo metà del mascarpone previsto con buona ricotta. Rimane sempre un dolce poco adatto alle diete dimagranti, è vero, ma molto indicato per le diete contro la malinconia.
Vero, signor Direttore?
Mi dispiace solo, per te, che il cioccolato che scrocchia sotto i denti e i sapori che c’erano attorno ce li siamo goduti noi due: Paolo e Cristella (e si vede, direbbero i maligni valutando le nostre taglie “pluri ics”…).
Vabbè, anche questi sono i piaceri della vita, no?
Ricetta per il Tiramisù light.
9 maggio, 2010
La cucina di Maria (aka Cristella) su www.quiriviera.com
La rete si allarga.
Con grande piacere ho ricevuto dal collega Marco Valeriani l’invito a collaborare con qualcosa di mio al suo notiziario www.quiriviera.com.
Ci credereste? Da oggi sono titolare di una rubrica dal titolo “La cucina di Maria”.
Promossa cuoca-arzdora sul campo. Anzi, sul web.
Ecco la prima ricetta made in Maria/Cristella.
5 maggio, 2010
“Fiore di maggio”: il sole e il mare di Viserbella
“Da piccolo venivo a trascorrere le vacanze sulla Riviera Adriatica. Mia nonna nel 1923 fu la prima ‘forestiera’ a costruire una casina a Viserba, quando il turismo da quelle parti era agli albori. Dal 1953, quando sono nato, ho sempre trascorso le vacanze in questa casa, che poi, come accadeva allora con lo sviluppo del turismo, si è trasformata in albergo (“Villa dei Fiori”, n.d.a.). Alla Riviera sono quindi legati preziosi ricordi della mia infanzia e adolescenza, gli amici, le mangiate, i primi amori, il mare. Ancora oggi, quando penso al mare, penso all’Adriatico. A Viserba non vado più , è troppo cambiata, è sempre bella, ma i miei ricordi sono stati seppelliti. Per non soffrire, l’éscamotage è andare a Cervia… ma non è certo la stessa cosa: Viserba è sempre Viserba.” (da un’intervista di Fabio Concato al giornale Romagna Gazzette).
In effetti il cantautore Fabio Concato per anni è stato “villeggiante” a Viserba. Anzi, più precisamente, a Viserbella. L’ha confermato la signora Eugenia Zanzani, memoria storica viserbese, intervistata un mesetto fa dall’Associazione Ippocampo (“Laboratorio Urbano della Memoria”): “A Viserbella c’era la villa di una famosa cantante lirica, la Concato, nonna di Fabio Concato.”
Pare che la bellissima canzone Fiore di maggio sia stata scritta proprio a Viserbella in occasione della nascita della figlia dell’autore. Riascoltandola con attenzione, si riconoscono il mare, gli scogli, i gabbiani della nostra spiaggia.
Fiore di maggio
Tu che sei nata dove c’è sempre il sole
sopra uno scoglio che ci si può tuffare
e quel sole ce l’hai dentro il cuore
sole di primavera
su quello scoglio in maggio è nato un fiore.
E ti ricordi c’era il paese in festa
tutti ubriachi di canzoni e di allegria
e pensavo che su quella sabbia
forse sei nata tu
o a casa di mio fratello non ricordo più.
E ci hai visto su dal cielo
ci hai provato e piano sei venuta giù
un passaggio da un gabbiano
ti ha posata su uno scoglio ed eri tu.
Ma che bel sogno era maggio e c’era caldo
noi sulla spiaggia vuota ad aspettare
e tu che mi dicevi guarda su quel gabbiano
stammi vicino e tienimi la mano.
E ci hai visto su dal cielo
ci hai provato e piano sei venuta giù
un passaggio da un gabbiano
ti ha posata su uno scoglio ed eri tu.
Tu che sei nata dove c’è sempre il sole
sopra uno scoglio che ci si può tuffare
e quel sole ce l’hai dentro il cuore
sole di primavera
su quello scoglio in maggio è nato un fiore
15 aprile, 2010
La crisi vista dal bancone del Centro per l’impiego
La “comparsata” televisiva di cui avevo scritto tre post fa era strettamente collegata all’articolo scritto per il mensile TRE (Tutto Rimini Economia) su invito del direttore Primo Silvestri e dopo la legittima autorizzazione dei responsabili del mio ufficio.
Qualche frase presa a caso: “Ho sempre definito il mio impegno quotidiano come attività “in trincea”; non saprei descrivere diversamente questa postazione da cui vedo passare il mondo. Un’umanità sempre più multicolore, che varia a seconda delle stagioni e dello scenario economico locale e globale.…”
Da oggi il giornale è in edicola, ma il testo completo del pezzo è leggibile nel blog di Silvestri www.riminifuturo.it


