Elio Pagliarani, da “Pro-memoria a Liarosa (1979-2009)”, Marsilio Editore 2011
Le veglie per le “Fole”. La Sina.
La veglia per ascoltare le fole era consuetudine fra i contadini romagnoli: a Viserba, paesino nato con la corderia e la stazione ferrroviaria per i primi villeggianti, con la scoperta dei bagni di mare, alla fine dell’Ottocento (e scomparso, divenuto una semplice propaggine di Rimini nord dieci anni fa), eravamo quasi tutti di origine contadina (e non pochi lo erano ancora); ma pochi erano quelli, negli anni Trenta, che ne continuavano l’usanza. La Sina che abitava proprio di fronte a noi, in via Lamarmora, sapeva molte favole e amava raccontarle: alla Pasquina (mamma del poeta, ndr) piacevano moltissimo, non tanto perché favole, quanto perché rientravano nella tradizione della sua famiglia; e sua zia Vici era stata (e lo era ancora in quegli anni) una inesausta e assai frequentata favolatrice..
Gli zii Vici “Barnocc”. La favola dello “zio lupo”. (continua…)






