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29 agosto, 2010

Ecco la Saraghina, che ammorbava la spiaggia

Di Fellini e del suo rapporto con Rimini si è detto molto. Questa estate, ancora una volta, l’argomento è tornato d’attualità a causa (per colpa) dei casini – non quelli della Dora in via Clodia – creati dalla Fondazione intitolata al Maestro…

Come vedeva, Fellini, i riminesi? Certamente pataca, probabilmente un po’ cucali e sipulein, forse anche saraghine… Nulla di offensivo, perché lo sappiamo, di essere così… di sicuro andiamo dietro al garbino.

Ecco cosa scrive sulla saraghina il nostro Gianni Quondamatteo nel suo Dizionario Romagnolo Ragionato.

Saraghina - ittiol, papalina, spratto (Clupea sprattas). Pesce turchino, parente povero nella famiglia dei clupeidi, alla quale appartengono l’acciuga o alice, a sarda o sardella, la cheppia e l’aringa. Era una volta – e qui ci pare di ripetere la solita fiaba – il pesce che si acquistava, insieme ai paganelli, per soddisfare il gatto. Oggi è riscoperta e rivalutata, e costa cara. I periodi migliori sono i mesi di marzo e aprile e 40 giorni prima e dopo i “Morti”. Nei periodi suindicati, e appena pescata e cotta sla gradèla (sulla graticola) è un’ottima cosa. Intorno agli anni ’20, cioè subito dopo la prima guerra mondiale, le tratte ne pescavano a tonnellate: restava sulla spiaggia a imputridire e ammorbare l’aria, i contadini se ne servivano come concime. Federico Fellini ha chiamato Saraghina un personaggio del suo film “8 e 1/2″. Di donna magra oltre il lecito si dice ‘l’è na saraghina‘ (è una saraghina).

18 agosto, 2010

Casalinghitudine per soli uomini: a Rimini c’è!

Probabilmente molti corsisti verranno iscritti “volontariamente” dalle rispettive mamme, compagne, fidanzate e mogli. Quella che inizierà il 18 ottobre è già la terza edizione e Cristella conosce personalmente un paio di partecipanti del passato… diplomati a pieni voti e premiati con matterello e parananza.

Si tratta del corso gratuito, voluto dalla Consigliera Delegata alle Pari Opportunità e alle Politiche di Genere della Provincia di Rimini, dal titolo “Io… scommetto che ci riesco! Laboratorio pratico di cucina ed economia domestica per soli uomini“.

“Il progetto è dedicato a tutti gli uomini che hanno deciso di cimentarsi con le piccole e grandi prove della vita quotidiana”, si legge nel pieghevole illustrativo. Io aggiungerei: “anche a quelli che non l’hanno proprio deciso, ma si trovano obbligati a farlo”.

Mi vengono in mente, in prima battuta, tutti coloro che per vari motivi non hanno più (o ancora) una donna/cameriera/schiava a propria completa disposizione: separati e divorziati, vedovi, single di ritorno, figli maschi che decidono di tagliare l’ingombrante cordone ombelicale. Ma anche, nel segno dei tempi, i cassintegrati e coloro che hanno perso il lavoro: vietato stare a bighellonare, l’imperativo è “darsi da fare anche in casa!”.

Imparare, finalmente, che anche ‘casalingo’ è una qualifica professionale degna di rispetto.

Il corso si svolgerà dal 18 ottobre al 25 novembre, ogni lunedì e giovedì dalle ore 20.00 alle 23.00.

Ecco il programma: (continua…)

5 giugno, 2010

Buon compleanno, Fis-cioun!

Nato il 6 giugno 1925 a Viserba, domani compie la bellezza di 85 anni “il pescatore” Alfredo Grossi, conosciuto da tutti come Fis-cioun.

Curiosi di saperne di più? Ecco l’intervista a lui dedicata dall’Associazione Ippocampo (Laboratorio urbano della memoria).

Fis-cioun e il suo focone, anno 2000

Alfredo Grossi? No, è’ Fis-ciuoun, “il pescatore” di Viserba!

Duvè ch’e’ sta Fis-cioun?

Volta so in via Rossini,

a sinéstra po’, la sgonda,

ta t’ trov òna ad cal stradini

ch’la è ziga, che la n’ sfonda.

T’void a destra una capana,

un ch’e’ sbòffa m’un fugoun,

un mòcc’ ad zenta cla sgulvana

e t’si arvat! Ui stà Fis-cioun!

(Dove sta Fischione? Volta su in via Rossini, a sinistra poi, la seconda, ti trovi una di quelle stradine, che è cieca, che non sfonda. Vedi a destra una capanna, uno che sbuffa ad un focone, tanta gente che si abbuffa. E sei arrivato! Ci sta Fischione!)

Le indicazioni per trovare la casa di Fis-cioun erano in un angolino della memoria grazie a questa poesia di Vittorio Valderico Mazzotti ascoltata più volte dalla viva voce dell’autore. Insieme agli altri della troupe dell’Ippocampo (Nerea, Paolo e Loredana) ci siamo presentati puntuali, un sabato pomeriggio di maggio, accolti dalla proverbiale ospitalità di Fis-cioun: non poteva mancare un bicchiere di vino (ottima albana passita “comprata personalmente a Bertinoro”) accompagnato da cioccolatini e biscotti.

Sì, perché Alfredo Grossi, detto Fis-cioun, a Viserba e non solo è conosciuto per aver fatto sedere alla sua tavola mezzo mondo. Come scrive l’amico Mazzotti nel libretto che gli ha dedicato nel 1996… “Nella sua capanna, a Viserba, per diversi anni sono passate non solo molte persone, ma moltissime personalità altolocate che si sono… leccate i baffi (è proprio il caso di dirlo) divorando e, come dico io, ‘rudénd i dint’, davanti alle specialità preparate dai due coniugi sempre disponibili e simpatici come nessun altro.” (continua…)

9 maggio, 2010

La cucina di Maria (aka Cristella) su www.quiriviera.com

La rete si allarga.

Con grande piacere ho ricevuto dal collega Marco Valeriani l’invito a collaborare con qualcosa di mio al suo notiziario www.quiriviera.com.

Ci credereste? Da oggi sono titolare di una rubrica dal titolo “La cucina di Maria”.

Promossa cuoca-arzdora sul campo. Anzi, sul web.

Ecco la prima ricetta made in Maria/Cristella.

7 marzo, 2010

Otto marzo dolce con la Torta Mimosa

Il sabato e la domenica, se non ci sono contrattempi, Cristella assapora il piacere di cucinare con calma e tranquillità. Un regalo a sé stessa e al resto della famiglia. In questo caso, un pensiero alle donne di casa (anche alle principesse lontane 400 km.).

Ecco com’è venuta la Torta Mimosa, assaporata oggi dai commensali golosi. Non sarà proprio da pasticceria, ma vi assicuro che era buonissima.

Ecco la ricetta. (continua…)

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