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30 novembre, 2010

Ecco l’oggetto misterioso di due post fa

12 novembre 2010: missione speciale dell’Associazione Ippocampo a San Martino in Riparotta

Della serie: quando succede qualcosa che tocca cultura e storia del nostro territorio… noi ci siamo!

C’era una volta… - Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.

No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.

Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.

Non so come andasse, ma il fatto è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname…

E’ iniziata così, lo scorso 12 novembre, la presentazione poetico-musicale che s’è tenuta al teatrino parrocchiale di San Martino in Riparotta, piccolo gruppo di case poco distante da Viserba.

L’incipit del celebre libro di Collodi ha introdotto gli spettatori nella giusta atmosfera, quella adatta a raccontare “Il canto del tempo”, ovvero l’incredibile storia dell’orologio di Talacia. Una vicenda che meriterebbe un film.

La voce era quella di Liana Mussoni, bravissima nelle vesti di attrice e di cantante, accompagnata dagli strumenti (fisarmonica e altro) di Tiziano Paganelli. Graditissimi anche gli intermezzi di Marco Bianchini, che ha declamato alcune poesie di Raffaello Baldini, il grande santarcangiolese che sul tempo ha scritto alcuni dei suoi versi più belli (“D’al vòlti”, “C’ora c’l’è?”, “L’arlòz”).

Ma perché la bottega del vecchio falegname della favola si adatta così bene alla storia vera che ha avuto come scenario proprio il piccolo borgo di San Martino in Riparotta?

Curiosi, vero?

Innanzitutto, il protagonista: un Geppetto che parlava romagnolo. (continua…)

8 giugno, 2010

Uncinetto e buste di plastica per un cestino ecosostenibile

Cristella, sabato scorso, è tornata a casa dalla spesa slow al mercatino di Viserba con 5 (dicasi cinque) sportine di plastica gialle. Un mea culpa è d’obbligo, prima di tutto, per non essersi ricordata di portare con sé le sporte di tela o quelle da riutilizzare.

Allora? Forse con l’idea di farsi perdonare dall’amica blogger Danda, paladina della filosofia del “rifiuto zero” o forse stimolata dal fatto che casualmente le borsine erano tutte dello stesso bel colore giallo carico… ebbene, la Regina super impegnata, sempre con mille cose da fare, da scrivere, da pastrocchiare… s’è cimentata in un lavoro di alto concetto. Un  pomeriggio di creatività ecosostenibile, si potrebbe definire.

In pratica, da cinque buste di plastica che prima o poi sarebbero finite fra i rifiuti, Cristella ha tirato fuori un oggetto che potrà essere utilizzato anche per anni: un portamollette da bucato, resistente alle intemperie, fatto all’uncinetto. Non ci credete? Guardate qua.

le sportine ancora intere

Prima di tutto, lavorando di forbici, si deve trasformare ogni busta in una striscia lunga, alta circa un dito, che viene raccolta in un gomitolo.

Poi, usando un uncinetto piuttosto grosso, si inizia a lavorare a punto alto e catenelle. Prima si fa la base tonda, lavorando in cerchio e aumentando ogni giro (per tre o quattro giri).

il cestino finito

Raggiunta la misura desiderata per la base del cestino, si continua a lavorare in tondo ma senza aggiungere più maglie alte. In questo modo si ottiene il bordo del cestino. Si termina uncinettando il manico, che servirà per appendere il cestino al filo o allo stendino. Potrà piovere, nevicare, tirare il vento, ma questo oggetto resisterà.

Ecco, il mio regalino è già nelle mani di Danda. Che sembra aver apprezzato…

7 maggio, 2010

Al Caffè di Gabrè, festa della mamma con ricami, pizzi e macramè

una bella creazione delle socie di Rimini Ricama

 

Nella nuova piazza di Villa Verucchio domenica 9 maggio l’associazione Rimini Ricama organizza un evento dedicato a tutte le mamme: “Al Caffè di Gabrè, festa della mamma con ricami, pizzi e macramè“. 
Un titolo con rima: scelta non casuale, visto che, oltre ad ammirare ricami e pizzi, si potranno ascoltare poesie e racconti che hanno per protagoniste le donne e il lavoro di tutte le mamme.
La giornata di festa sarà suddivisa in due momenti.
In mattinata, dalle 10 alle 12, le socie di Rimini Ricama mostreranno alcuni dei loro lavori più belli e si produrranno in una dimostrazione pratica di macramè e altre tecniche.
Nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, l’incontro si trasformerà in un piccolo spettacolo, con musica e sorprese. L’attrice Antonella Severini leggerà alcune poesie dedicate alle donne, la giornalista Maria Cristina Muccioli leggerà alcuni brani del suo libro “Trama e ordito, mamme che tessono la vita”, mentre la signora Venusta Balducci (nota ricamatrice di Villa Verucchio) racconterà alcune storie… a ruota libera.
L’appuntamento è al Caffè di Gabrè, in via del Vecchio Ghetto 1.
Info: tel. 0541 678866, 0541 21500, www.riminiricama.it.

12 ottobre, 2009

Le donne e il ricamo: tutte alla mostra “Rimini Ricama”

Inaugurazione Rimini Ricama 2009

Mani che cuciono, tessono, intrecciano, decorano, ricamano…

Chi conosce Cristella sa quanta considerazione abbia di tutto quanto viene creato dal genio – semplice e raffinato allo stesso tempo – di tutte quelle piccole/grandi donne che riversano nelle arti manuali la propria creatività.

In questi giorni Rimini offre l’occasione di ammirare una selezione di pizzi e merletti durante la mostra che è stata inaugurata alle 10.30 di mercoledì 14 ottobre, festività del Patrono San Gaudenzo, al Palazzo del Podestà, in piazza Cavour.

Si tratta della terza edizione di “Rimini Ricama – Mostra di merletti e ricami della provincia di Rimini“, organizzata dall’associazione “Rimini Ricama” in collaborazione con l’ Assessorato di Genere e Pari Opportunità della Provincia e con la Circoscrizione 1 del Comune di Rimini. Al taglio del nastro sarà presente il presidente della Provincia, Stefano Vitali

Quest’anno esporranno undici tra scuole, gruppi, associazioni e persone singole che da anni si dedicano all’arte del ricamo e merletto col desiderio di manifestare creatività e senso artistico, ma anche di mantenere vive tradizioni e tecniche radicate nel profondo della storia riminese.

La mostra sarà arricchita da pezzi unici dell’Ottocento eseguiti con varie tecniche.

Chi non potrà essere presente all’inaugurazione potrà comunque visitare la mostra, che è ad ingresso libero, fino al 20 ottobre, tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.30.

Ecco l’elenco degli espositori: associazione “Farsi Prossimo” di Rimini; Albertina Fattori di Rimini; “La Bottega delle Idee” di Rimini; associazione “RicAmando” di Coriano; Mara Parma di Rimini; Laboratorio Pinocchio – Anna Metalli di Coriano; Paesini Gabriella di Verucchio; “Montescudo Ricama” di Montescudo; Rosina Botticelli di San Vito; associazione “Mani come Farfalle” di Savignano sul Rubicone.

A corollario della mostra ci sarà uno spettacolo, il cui ricavato andrà in beneficenza, sabato 17 ottobre alle 21.00 presso il Teatro degli Atti: “Ricami di parole, sussurri e sogni. Concerto in tre tempi. Amore, dolore e speranza. Contro la violenza. Per le donne, con le donne.”

Al pianoforte il Maestro Franco B. Morri, voce solista Nicoletta Menarini. Interpretazione poetica di Ruth Cardenas Vettori (dell’associazione Miricae Elyade di Firenze). Interventi di Rossella Todros (della Biblioteca Marucelliana); Paola Capitani (poetessa e scrittrice).

3 ottobre, 2009

Tante donne e due artisti per la mia preziosa coperta

C’era una volta…

Nonna Elisa Tamburinonna elisani, nata alla fine dell’ottocento, che in una casa della campagna riminese tesseva senza sosta al telaio di legno allora presente in ogni famiglia. Ordito di cotone acquistato al mercato, trama di ruvida canapa coltivata nel campo dalla famiglia, macerata nel laghetto del podere, essiccata al sole, battuta e gramolata, pettinata e, finalmente, filata nelle buie sere d’inverno durante le veglie al caldino della stalla.

malvina ragazza

Negli anni Quaranta la nipotina di Elisa, Malvina, ricevette come dote un torsello di quella tela.

Rotolo che rimase in un baule fino a due anni fa, quando Malvina, ormai grande e pure lei diventata nonna di due principesse, lo regalò a sua nuora Cristella.

Pierina, la mamma di Cristella, bravissima a ricamare e a lavorare d’uncinetto, ebbe un’idea: “Perché non ne ricaviamo un bel copriletto?”

mamma che saluta

E si mise subito all’opera: gomitoli di bel filo ritorto color senape si trasformarono presto in strisce a punto filet, che sarebbero diventate gli intermezzi e i bordi del copriletto. Strisce molto semplici, ma non per questo meno preziose.

La stoffa, nel frattempo, prese la strada per Gambettola, cittadina romagnola famosa patria delle stampe a ruggine, metodo antichissimo per abbellire le tele. L’amico Riccardo Pascucci propose a Cristella uno dei decori più attuali, le farfalle di Tonino Guerra, artista dalle mille sfaccettature che da anni collabora attivamente con l’Antica Bottega Pascucci.

tonino guerra farfalle

Il torsello, tagliato in tre strisce della stessa lunghezza, venne così abbellito con alcune farfalle colorate, che in parte riprendevano il colore del lavoro all’uncinetto di mamma Pierina.

Era la primavera del 2007. Pierina si ammalò improvvisamente e le sue mani non poterono più creare i centrini e i ricami come era solita fare. Ebbe però il tempo, sul letto dell’ospedale di Cesenatico, per fare una dolce carezza alle stoffe appena ritirate da Pascucci e portatele appositamente da Cristella per fargliele ammirare. Un orgoglio speciale nello sguardo e nel sorriso stanco.  Orgoglio per quella figlia che, grazie a Dio, apprezzava come lei le cose semplici nate dal grande genio delle persone umili, la bellezza degli oggetti creati dal lavoro delle persone, il valore dell’onesto sacrificio indispensabile ad ottenere qualsiasi cosa.

Era un mercoledì di maggio, di pomeriggio. (continua…)

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