Archivio mensile:Agosto 2011

Le misteriose odalische di Viserba: come nei film in bianco e nero

La villa c’è ancora. Esternamente è proprio così com’era negli anni Trenta e come la descrive il poeta viserbese Elio Pagliarani: rivestita di mattoncini, il terrazzo che confina con la strada, un giardinetto con erba secca.

Si trova all’angolo fra via Lamarmora e via Boito.

Pare abitata solo in estate, probabilmente data in affitto a turisti… Continua a leggere

Fra sole e luna: eclissi all’alba di Ferragosto

Il rastrello fra le mani e la carriola poco distante. Il bagnino romagnolo, coi suoi gesti lenti, è una presenza rassicurante, non solo per Cristella.

Rivabella, 15 agosto 2011, ore 6.15: il sole di Ferragosto.

Anche questa mattina è proseguita la cura senza farmaci che dura da circa un mese: passeggiata sulla battigia di Rivabella, fra qualche banda di giovani assonnati reduci dalla notte in discoteca e   qualcuno che sta ancora dormicchiando sulla brandina “presa a prestito”. Alcuni, seduti sugli scogli, attendono il sole che sorge.

Dall’altra parte, verso il fronte degli alberghi del lungomare, c’è ancora la luna piena alta in cielo.

Ecco, poco dopo le sei la luce rosa all’orizzonte è bucata dall’arancione. I gridi dei gabbiani salutano il sole.

Mentre Cristella, lentamente, entra in acqua e con qualche bracciata gli va incontro.

… impagabili, questi bagni all’alba nell’acqua limpida e fresca…

Buon Ferragosto a tutti da Rimini…

La tartaruga Quarto e le alici di Rolando: Viserba è anche questo

La prendo alla larga, ma vedrete che in chiusura ci sarà da leccarsi i baffi…

Domenica 31 luglio, ricevuto un invito speciale da Rolando (il marinaio/cuoco che già aveva partecipato in prima linea alla rievocazione della pesca alla tratta del 22 giugno), Cristella  non è potuta mancare ad un altro appuntamento che si è tenuto sulla battigia del Bagno 37, a Viserba.

Si trattava della restituzione al mare di una tartaruga “caretta caretta” che era stata curata alla Fondazione Cetacea. Continua a leggere

Vieni in vacanza a Viserba e camperai 110 anni

 

Una donna minuta, dal sorriso dolce e la lingua sciolta. La signora Maria Giovanna Giudice ha la vista velata, ma la parlantina non le manca, anche se si esprime solo in dialetto.
“L’italiano lo capisce, ma non lo parla”, traduce la nipote Valeria, 65 anni, figlia unica dell’unica figlia. Da 25 anni Valeria e il marito Giancarlo sono gli angeli custodi di questa nonna da record.
Sì, perché Giovanna, ex staffetta partigiana residente a Lumellogno, frazione di Novara, coi suoi quasi 110 anni è di certo una delle italiane più anziane. “Nella nostra provincia è la seconda – spiegano i nipoti – C’è una signora di Verbania che ha 111 anni. Però lei è in ricovero, vuoi mettere?” Giovanna, invece, vive a casa sua.
“Curata come una principessa”, sottolinea chi la conosce.  scusate se è poco!
E’ nata il 28 settembre 1901, sotto Papa Leone XIII, primo anno del regno di Vittorio Emanuele III. Tempi duri, col 50% di italiani occupati in agricoltura e tanti costretti ad emigrare. Un quotidiano costava 5 centesimi di lira, un litro di latte 13 centesimi. Chi immaginava, allora, di vedere un uomo sulla luna?
Sabato, all’ora dell’aperitivo, Cristella ha incontrato la super nonna all’hotel Aurora di Viserba (che ha una bella storia, vedi immagini d’epoca sul sito del’associazione Ippocampo Viserba), che da dieci anni è la meta per i suoi quindici giorni di relax in riva al mare Adriatico. Qui, inutile dirlo, è la mascotte di tutti, dai gestori ai clienti.
Ma perché ha scelto Rimini? Continua a leggere

Sulla sedia del regista

Poteva, Cristella, lasciarsi sfuggire un’occasione del genere?

All’inaugurazione di Fellinia, il punto informativo della Fondazione Fellini ospitato nella macchina fotografica gigante che campeggia sulla rotonda nei pressi del Grand Hotel, mentre le autorità e gli organizzatori erano distratti da interviste e pubblico, quella sedia sembrava una calamita.  Sola soletta, aperta sul prato, ignorata da tutti… Anzi, da “quasi” tutti.

Complice altrettanto colpevole e ugualmente affascinato dal regista concittadino, un signore riminese conosciuto da pochi giorni, che ricorda in maniera straordinaria, nell’aspetto e nel portamento, il nostro Federico. Forse ci si atteggia un po’, almeno a giudicare dal sorriso malizioso che sfoggia quando gli si fa notare tale curiosità, ma l’architetto Oscar Mussoni potrebbe fare, di mestiere, il “sosia” del Maestro.


Insomma, per farla breve, ecco le prove del misfatto: sognare, anche solo per qualche secondo, di essere sul set.

Ciac, si gira!

"facciamo finta che io ero..."

 

Ah, non dimenticate di dare un’occhiata al sito della Fondazione Fellini rinnovato e on -line da poco, che fa parte di tutto un interessante e promettente percorso di riorganizzazione attivato dal nuovo Cda della Fondazione.