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3 giugno, 2010

Claudia e Denis… Dalla Romagna a New York per il sorriso di Nicole

Claudia e Denis sono due giovani sposi residenti a Ruffio, un paesino nei dintorni di Cesena.

Con tenacia stanno combattendo, insieme alla loro “polpetta”, una battaglia molto dura. Devono, vogliono, ce la faranno!

Con la loro bambina in questo momento sono a New York da due mesi. Hanno dovuto lasciare i loro posti di lavoro. Prima di partire hanno insegnato ai nonni ad usare internet, per potersi sentire ogni sera tramite Skype e raccontare i progressi nelle fisioterapie, la gentilezza, la disponibilità e la professionalità delle operatrici e dei medici americani (che in un certo senso li hanno adottati), la vicinanza con le altre famiglie italiane con cui condividono questo estenuante e costosissimo viaggio della speranza…

L’anno scorso, per il primo ciclo di cure in camera iperbarica negli Usa, hanno speso tutti i soldi che avevano ottenuto dalla banca grazie ad un mutuo. Poi, con grande dignità, si sono decisi a chiedere agli amici e ai conoscenti di sostenerli nelle spese per realizzare il loro sogno e aprire una sottoscrizione per Nicole.

In Romagna – e non solo – è partita una gara di solidarietà per aiutare questa giovane famiglia: nei negozi di un grande centro commerciale ci sono cassettine per la raccolta fondi, tv locali e giornali hanno preso a cuore la loro storia, associazioni e privati organizzano spettacoli e occasioni varie per raccogliere sostenitori e aiuti…

Ieri a Rimini c’è stata una partita di calcio per Nicole, organizzata dalla Proloco del Ghetto Turco (un quartiere cittadino)… Insomma, amici di Cristella, potete dare una mano a spargere in rete la storia della piccola Nicole e dei suoi coraggiosi e fantastici giovani genitori?

Nel sito che hanno aperto c’è il racconto della loro vicenda, le foto, i progressi, i contatti…

Cercate anche il gruppo di Face Book “La Piccola Nicole”: lì Claudia e Denis stanno tenendo un diario dalla clinica americana dove si trovano ora con la loro bimba.

Ecco la storia, dalla home page del loro sito.

Nicole è nata a Cesena il 25 marzo 2008. E’ una bambina di 2 anni che, a causa di una complicazione durante il travaglio, ha riportato danni neurologici. Questo suo danno le impedisce di muoversi e comunicare come tutti i bambini della sua età.

Fortunatamente in America esistono diversi centri che praticano ossigeno terapia e fisioterapia intensiva che permettono ai bambini come Nicole di curarsi.

La terapia consiste nell’introdurre i pazienti in camera iperbarica, far respirare loro una quantità maggiore di ossigeno e dare quindi la possibilità ai neuroni dormienti di risvegliarsi lentamente.

Dopo aver effettuato un’ora di iperbarica si passa alla fisioterapia, che viene praticata in maniera intensiva 5 giorni alla settimana per circa 2 ore al giorno.

Il centro che noi abbiamo avuto l’onore di conoscere si trova nello Stato di New York si chiama Valley Health & Hyperbarics. Siamo stati lì per sei mesi, dando così alla piccola la possibilità di praticare ben due cicli di terapie.

Nicole è migliorata, noi siamo veramente contenti dei tanti piccoli, ma importantissimi, passi che ha fatto. Ed è proprio per questo motivo che vorremmo tornare in America, per poter dare a nostra figlia la possibilità di migliorare sempre di più.

Purtroppo però queste cure hanno dei costi elevatissimi. Per permettere alla nostra Stella di brillare necessitiamo di € 300.000,00.

I primi due cicli li abbiamo pagati caricandoci di un mutuo. Ora però le nostre risorse economiche sono finite e chiediamo aiuto a

tutti per poter esaudire il sogno di una bellissima bambina che come tutti merita una vita serena.

Aiutateci a far ritrovare la luce a Nicole!!!

Grazie di cuore

1 giugno, 2010

Alcuni ricordi di Elio Pagliarani sulla Viserba degli anni 1940-1943

Alcuni ricordi di Elio Pagliarani su Viserba degli anni 1940-1943

Io nella seconda guerra mondiale; anzi la seconda guerra mondiale io in quella dentro. Primo ricordo: dissi o scrissi a Tertulliano, nel ’39-40, cioè nei miei dodici-tredici anni, di essere assolutamente contrario alla guerra, che per noi italiani sarebbe andata male in ogni caso: se avessero vinto i tedeschi saremmo diventati non più che loro vassalli (come avevamo già cominciato ad esserlo con le leggi razziali del ’38: ma questo lo penso ora), figuriamoci se avessero vinto gli alleati. Mi stupii anche allora di aver adoperato il termine “vassalli”, così vecchiotto. Ricordo anche che una volta pensai che la guerra avrebbe portato alla svalutazione della moneta e quindi sarebbe stato bene possedere delle azioni e scelsi dentro di me le Eridania, zucchero e alimentari: non sarebbero crollate, la gente mangia sempre (occorre dirlo che in casa mia né allora né dopo si sono mai viste, nemmeno per vedere come sono fatte, quel tipo di azioni, alimentari e non ?).

Quando ci trovammo dentro, nella guerra, la mia prima attività specifica, cioè collegata, dovuta alla guerra, consistette nel portare sacchetti di grano a macinare, a farne farina per pane e pasta (grano da macinare che compravamo a buon prezzo dagli zii poi tutori di mia mamma diventata a sette anni orfana di entrambi i genitori; questi zii erano mezzadri di un buon podere a Viserba a monte). C’erano dei mulini che macinavano clandestinamente trattenendosi il compenso con una modesta parte di farina macinata. (continua…)

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