
La gestione e la programmazione delle attività, dedicate principalmente alle prove e laboratori teatrali e di danza in un’ottica di educazione e formazione per tutti (non solo i professionisti… quindi, c’è spazio anche per imbranate come Cristella!) è stata affidata con un bando pubblico a due associazioni molto attive sul territorio: Riminiteatri, che riunisce gli operatori teatrali della provincia di Rimini, e Movimento Centrale, che riunisce i danzatori.Fra le mie scartoffie ho trovato un articolo che avevo scritto per il Resto del Carlino nel 1998 dove sintetizzavo la storia della chiesina.
Molto cittadini, a Viserba Monte, hanno ancora un legame affettivo con la vecchia chiesina di Viserba Monte. Non solo per le cerimonie religiose che hanno scandito la vita delle famiglie, come battesimi e matrimoni, ma anche perché molti dei genitori e dei nonni dei parrocchiani di oggi parteciparono personalmente, dopo il terremoto del 1916 che la danneggiò gravemente, alla sua ricostruzione e nel 1923 erano presenti all’inaugurazione dell’edificio restaurato.
La chiesina e le poche case a schiera che sorgono lì accanto, sull’antica via Popilia, rappresentano il primo nucleo del centro abitato di Viserba, quando la zona a mare era occupata da sabbia e palude. Della chiesina si hanno notizie già nel Medioevo. Nel libro “Viserba… e Viserba”, edito nel 1993 da Luisè, lo storico Oreste Delucca ha raccolto diverse notizie sulla “immagine della Beata Vergine Maria della Cella Viserba”, trovate in una pergamena del 1357. Le premesse per la realizzazione di una vera e propria chiesa risalgono al 1427 (“…l’immagine della Regina de’ Cieli dipinta in un muro della via Regia, vicino allo stradello per lo quale si andava al mare e alli beni delle monache di San Marino, chiamata volgarmente Santa Maria della Viserba, che già haveva prencipato a far dono al popolo riminese de’ suoi favori…”). L’immagine mariana ha continuato anche nel Cinquecento ad essere destinataria della devozione dei riminesi, come testimoniato dal testamento del condottiero cavalier Pietro di Matteo Belmonti che, nel 1507, istituisce un legato di 100 lire in favore “ecclesie Sancte Marie a Viserba, pro satisfactione voti”.
Ecco una fotod’epoca (tratta dal bellissimo sito www.balnea.net, che consiglio di visitare): la facciata della chiesa si scorge in fondo alla fila di case della “Borgata di Viserba di Rimini”.

Oltre cinquecento anni di storia, quindi.
Un contenitore ideale, ricco di suggestioni anche nascoste, per chi da ora in poi lo saprà riempire di arte, voci, gesti…


